Titolo originale: UNABOMBER , uscita: 25-09-2026. Regista: Janus Metz.
Unabomber, il finale spiegato: cosa c’è di vero negli esperimenti che avrebbero cambiato Ted Kaczynski
25/09/2026 news di Stella Delmattino
Il film con Jacob Tremblay e Russell Crowe collega gli anni di Harvard alla nascita del terrorista, ma il rapporto con Henry Murray è molto meno certo di quanto appare sullo schermo

Il finale di Unabomber (la recensione) fa incontrare le due storie che il film di Janus Metz ha raccontato in parallelo: nel 1996 l’FBI raggiunge finalmente la baita di Ted Kaczynski in Montana; quasi quarant’anni prima, il giovane Ted interpretato da Jacob Tremblay affronta per l’ultima volta Henry Murray, lo psicologo di Harvard interpretato da Russell Crowe.
Il montaggio suggerisce qualcosa di molto preciso: mentre l’Unabomber perde definitivamente la libertà, assistiamo al momento in cui il ragazzo sembra imboccare la strada che lo porterà a diventarlo. Ma quanto di quello che vediamo è realmente accaduto?
Cosa succede nel finale di Unabomber
A Harvard, Ted scopre che quelli di Murray e Christiana Morgan non erano realmente esperimenti sul dibattito. Le sue convinzioni e soprattutto le sue fragilità sono state raccolte per poi essere utilizzate contro di lui, sottoponendolo deliberatamente a stress e umiliazione.
Ted, però, ha preparato la sua vendetta. Nell’ultimo confronto rivela di essere stato lui a scrivere le lettere che hanno alimentato l’ego di Murray, accusa il professore di aver manipolato i propri studenti e gli lascia un inquietante regalo che anticipa le bombe che costruirà anni dopo.
Per Metz è il punto di rottura del personaggio: «È quasi come il brutto anatroccolo nella fiaba di Hans Christian Andersen. Ma quando vuole diventare il cigno, viene ingannato e scopre che Henry Murray e Christiana Morgan lo hanno tradito. È allora che cambia e sviluppa quella mentalità per cui dice: “Bene, farò a modo mio e volterò le spalle al mondo”».
È una lettura potente. Ma non è esattamente la storia documentata.
Gli esperimenti di Harvard sono realmente accaduti?
Sì. Kaczynski entrò ad Harvard nel 1958, a soli 16 anni, e partecipò agli esperimenti condotti da Murray. I soggetti esponevano le proprie convinzioni personali e venivano poi sottoposti a confronti aggressivi e umilianti, mentre le loro reazioni erano osservate e registrate.
Il rapporto personale che Unabomber costruisce tra Ted e Murray, però, è in gran parte una drammatizzazione. A chiarirlo è lo stesso sceneggiatore Sam Chalsen:
«È sicuramente ispirato a eventi reali. Non stiamo suggerendo che il vero Ted abbia avuto con Henry Murray questa specifica relazione, con tutti questi sviluppi. Non esistono prove di questo».
Di conseguenza, il duello psicologico tra i due e il modo in cui Ted riesce infine a ribaltare l’esperimento non vanno interpretati come una ricostruzione storica letterale.
Anche Tremblay ha cercato di evitare di interpretare il giovane Kaczynski come se il suo futuro fosse già scritto: «Non sto davvero interpretando l’Unabomber. Sto semplicemente interpretando un giovane Ted Kaczynski. L’Unabomber ancora non esiste, quindi non volevo farlo sembrare già una specie di supercriminale».
Gli esperimenti trasformarono Ted Kaczynski nell’Unabomber?
È qui che il film compie il salto più importante. Gli esperimenti di Murray sono reali, ma non è stato dimostrato che siano stati la causa della successiva radicalizzazione di Kaczynski e della sua campagna terroristica.
Unabomber trasforma quindi una questione ancora discussa in un punto di svolta drammatico. Lo stesso Metz parla infatti esplicitamente della prospettiva adottata dal film, non di una certezza storica.
Il regista vede soprattutto Murray e Kaczynski come due uomini progressivamente divorati dalle proprie convinzioni: «Credo che il film parli di ciò che accade quando sei totalmente convinto delle tue verità e sei disposto ad arrivare agli estremi per dimostrarle al mondo. Questo vale sia per Henry Murray sia per Ted Kaczynski».
Con una differenza fondamentale, aggiunge Metz: «La violenza di Murray riguarda le persone che partecipano al suo esperimento. Quella di Ted è a un livello ancora più estremo, perché comincia a uccidere delle persone».
Come viene catturato davvero l’Unabomber?
La parte ambientata negli anni ’90 è invece molto più vicina agli eventi reali, anche se Joanne Miller, l’agente interpretata da Shailene Woodley, è un personaggio di finzione. «Praticamente ogni scena della linea temporale dell’FBI è accaduta», spiega Chalsen. «Sono i personaggi e il loro conflitto drammatico ciò che abbiamo creato».
La svolta arrivò realmente attraverso le parole dello stesso Kaczynski. Dopo la pubblicazione nel 1995 del suo manifesto di circa 35.000 parole, il fratello David e sua moglie Linda Patrik riconobbero somiglianze con lettere e altri scritti di Ted e contattarono le autorità.
L’analisi linguistica contribuì all’indagine e il 3 aprile 1996 gli agenti raggiunsero la sua baita vicino a Lincoln, in Montana. All’interno trovarono materiale per fabbricare esplosivi, migliaia di pagine di scritti e una bomba pronta per essere spedita.
Il finale di Unabomber mette così una accanto all’altra la parte più documentata della vicenda – la cattura – e quella più speculativa: il momento in cui Ted Kaczynski sarebbe diventato l’Unabomber. Ed è proprio in questa sovrapposizione tra storia e interpretazione che si trova la chiave dell’ultima scena.
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