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Bond 26: sceneggiatura in alto mare, Amazon/MGM senza una direzione chiara

29/04/2026 news di Stella Delmattino

Il futuro della saga di 007 resta bloccato tra ritardi e indecisioni

bond 25 film 007

Il futuro di James Bond è fermo. A più di un anno dall’acquisizione del controllo creativo da parte di Amazon, Bond 26 non sembra aver fatto passi concreti avanti.

Tra indiscrezioni contrastanti sul nuovo volto di 007 e silenzi produttivi, emerge un quadro poco definito: non c’è ancora una visione chiara.

Secondo le ultime informazioni del Telegraph, lo script firmato da Steven Knight sarebbe “lontano dall’essere pronto”.

Un segnale importante, perché senza una base solida diventa impossibile avviare qualsiasi fase produttiva concreta. Il divario tra No Time to Die (2021) e il prossimo capitolo è destinato a diventare il più lungo nella storia del franchise.

Con un’uscita ipotizzata non prima del 2028 – e realisticamente anche oltre – la pausa supera già quella tra Licenza di Uccidere  e GoldenEye.

Alla guida del progetto c’è Denis Villeneuve, ma il regista è attualmente impegnato con Dune: Parte Tre, che lo terrà occupato almeno fino al 2027.

Nel frattempo, Steven Knight è coinvolto in diversi progetti, tra cui nuove serie e sviluppi legati al mondo di Peaky Blinders.

Il risultato è uno stallo creativo, senza un vero allineamento tra le figure chiave.

Dietro i ritardi emergerebbe un’incertezza più profonda: la mancanza di una direzione precisa per il franchise. Secondo alcune testimonianze, all’interno di Amazon/MGM ci sarebbe persino frustrazione nel gestire il futuro di 007.

Un’impressione condivisa anche in ambito accademico, dove si sottolinea come uno dei marchi più forti del cinema sembri oggi senza una linea chiara.

La vera questione riguarda il tono del prossimo film. Un Bond più duro e realistico, in linea con lo stile di Knight? Oppure una direzione diversa, più vicina alle aspettative dello studio?

Al momento, manca un’identità condivisa, e senza quella ogni passo avanti resta bloccato. Il tempo potrebbe giocare a favore del progetto, permettendo di costruire qualcosa di solido. Ma c’è anche il rischio opposto: trasformare l’attesa in immobilismo.

Se davvero Bond 26 dovesse arrivare solo nel 2029 o oltre, non sarebbe più solo un ritardo produttivo, ma il segnale di una transizione ancora irrisolta.

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