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Paradise Lost: Roger Avary dirige il film con l’AI dal poema di Milton

29/04/2026 news di Stella Delmattino

Un progetto ambizioso e difficile che trova nuova vita grazie al modello produttivo di Ex Machina Studios

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Un progetto considerato per anni quasi impossibile torna improvvisamente concreto. Paradise Lost, adattamento del celebre poema di John Milton, sarà diretto da Roger Avary utilizzando un approccio produttivo basato sull’intelligenza artificiale.

Il film nasce dalla collaborazione con Ex Machina Studios, realtà emergente che punta a rendere sostenibili produzioni ad alto budget attraverso strumenti AI.

Pubblicato nel 1667, Paradiso Perduto è uno dei testi più complessi mai affrontati dal cinema. Una narrazione che attraversa eventi cosmici: la caduta di Lucifero, la guerra nei cieli, la creazione dell’uomo.

Proprio questa scala monumentale ha bloccato numerosi tentativi nel corso degli anni, tra cui un progetto targato Warner Bros. che non è mai arrivato in produzione.

Il racconto segue la ribellione di Lucifero contro Dio e la sua caduta, fino alla tentazione di Adamo ed Eva nel Giardino dell’Eden.

Un viaggio tra creazione, peccato e perdita, che mette al centro il conflitto tra libero arbitrio e ordine divino.

Il film utilizzerà l’AI per costruire ambienti vastissimi e scenari impossibili, mantenendo però attori reali al centro della messa in scena.

È proprio questo equilibrio a definire il modello produttivo di Ex Machina: ridurre i costi senza sacrificare l’ambizione visiva.

Avary ha più volte sottolineato quanto sia diventato difficile finanziare film complessi attraverso i canali tradizionali. L’AI cambia radicalmente questo scenario, rendendo realizzabili opere che prima restavano solo sulla carta.

Non è un caso isolato: diversi autori stanno iniziando a esplorare queste tecnologie per dare forma a progetti personali rimasti bloccati per anni.

Sceneggiatore premio Oscar per Pulp Fiction e regista di Le regole dell’attrazione, Avary torna con uno dei progetti più ambiziosi della sua carriera.

Un banco di prova decisivo, sia per lui che per un modello produttivo ancora in fase di definizione.

L’uso dell’intelligenza artificiale divide ancora il settore. Accanto alle resistenze, cresce però l’interesse da parte di registi e tecnici che ne vedono il potenziale creativo.

In questo contesto, Paradise Lost potrebbe diventare un caso emblematico: non solo per il risultato finale, ma per il modo in cui verrà realizzato.

Al momento non sono stati annunciati né il cast né una data di inizio riprese, ma il progetto si presenta già come uno dei più ambiziosi esperimenti recenti tra cinema e tecnologia.

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