Demoni, violenza e un amore fraterno spezzato: l’anime del momento è sul Netflix (e non te lo puoi perdere)
14/05/2026 news di Andrea Palazzolo
Su Netflix è appena approdata la seconda stagione dell'anime che traspone uno dei migliori videogiochi di sempre.

Il 12 maggio 2026, Netflix ha lanciato la seconda stagione di Devil May Cry, la serie animata che ha conquistato critica e pubblico nella sua prima uscita. Otto nuovi episodi che portano Dante, Vergil e l’intero universo creato da Capcom verso territori inesplorati. Ma c’è un dettaglio che ha lasciato perplessi i fan della saga videoludica: questa nuova stagione si ispira a Devil May Cry 2, universalmente considerato il capitolo più debole, criticato e dimenticabile dell’intera franchise.
Una scelta che sembra controintuitiva, quasi masochistica. Perché pescare da un pozzo avvelenato quando la serie vanta capolavori come Devil May Cry 3 o il recente Devil May Cry 5? La risposta arriva direttamente da Adi Shankar, lo showrunner che ha già dimostrato il suo talento nel trasformare Castlevania in un fenomeno globale per la piattaforma di streaming.
“Ho trovato i personaggi molto interessanti. Spesso, film, serie TV, videogiochi e fumetti che funzionano alla perfezione e meritano un 10 su 10 vengono adattati con la convinzione che funzioni tutto alla perfezione. Ma trovo più interessanti le opere con ottime idee che però non funzionano“. – Adi Shankar
È un approccio creativo che ribalta la logica dell’adattamento. Invece di replicare il successo garantito, Shankar cerca il potenziale inespresso, le storie che avrebbero potuto essere grandi ma sono rimaste incompiute. Devil May Cry 2, uscito nel 2003, soffriva di una trama minimalista, un protagonista stranamente silenzioso e un gameplay ripetitivo. Eppure, tra le sue pieghe, nascondeva elementi narrativi intriganti: il magnate demoniaco Arius e il suo piano per risvegliare Argosax, il signore dei demoni, personaggi e mitologie che meritavano uno sviluppo più profondo.
La seconda stagione di Devil May Cry riprende proprio questi elementi, espandendoli e ricontestualizzandoli. Shankar ha rivelato che la sua esperienza personale con il gioco ha alimentato la visione della serie. “Quando giocavo a Devil May Cry 2, la mia mente creava storie e intrecci narrativi. Leggi la trama sul retro della confezione e la tua mente crea ed estrapola un intero universo che non è sullo schermo e che in realtà non esiste“, ha spiegato. “Questa stagione è molto simile a come ho immaginato che il gioco Devil May Cry 2 dovesse essere“.
Non si tratta quindi di un remake fedele, ma di una reinterpretazione liberatoria. È il Devil May Cry 2 che i fan hanno sognato mentre giocavano, riempiendo mentalmente i vuoti narrativi con la loro immaginazione. Shankar e il suo team hanno trasformato quelle fantasie collettive in una narrazione coesa, dando finalmente dignità a un capitolo che la community aveva relegato nell’angolo della vergogna.

Devil May Cry 2 è disponibile su Netflix dal 12 maggio 2026, con tutti gli otto episodi rilasciati contemporaneamente secondo la consueta strategia della piattaforma per le serie animate. Il cast vocale originale torna per questa seconda stagione, garantendo continuità con i personaggi già introdotti. Dante e Vergil, i fratelli al centro della saga, saranno nuovamente protagonisti di uno scontro che promette di espandere la mitologia demoniaca dell’universo Devil May Cry. La serie mostra sequenze d’azione spettacolari, un’animazione curata e quella particolare atmosfera gotica e stilosa che ha reso celebre la franchise.
La scommessa di Shankar è quella dimostrare che non esistono storie irrecuperabili, solo storie mal raccontate. Devil May Cry 2, il gioco che i puristi preferiscono dimenticare, è diventata la stagione più memorabile della serie Netflix. Un paradosso che solo un visionario come Shankar poteva trasformare in realtà.
© Riproduzione riservata




