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E se venissi accusato dell’omicidio di tuo figlio, ma fossi innocente? Ecco la serie thriller da vedere su Netflix

19/06/2026 news di Andrea Palazzolo

La miniserie thriller di Harlan Coben dove una foto impossibile rimette in discussione la condanna di un padre per l'omicidio del figlio.

Sam Worthington in Ovunque tu sia

Quanto può reggere una verità quando basta una singola immagine per farla crollare. È questa la domanda al centro di Ovunque tu sia, la nuova miniserie thriller di Harlan Coben disponibile su Netflix dal 18 giugno (la recensione). Otto episodi che prendono una certezza apparentemente incontestabile e la distruggono pezzo per pezzo, trasformando ciò che sembrava chiuso in un enigma sempre più profondo.

David Burroughs sta scontando l’ergastolo per l’omicidio del figlio Matthew. Per la giustizia il caso è archiviato, per l’opinione pubblica non esistono dubbi, per chi lo circonda non rimane altro che accettare una tragedia che ha già consumato troppe vite. La routine carceraria di David è fatta di rimpianti, isolamento e quella particolare forma di disperazione che appartiene a chi ha perso tutto. Poi arriva una fotografia.

Nell’immagine compare un ragazzo che assomiglia in modo impressionante a Matthew, il figlio che tutti credono morto. È un dettaglio apparentemente piccolo, marginale, il tipo di cosa che potrebbe essere liquidata come una coincidenza. Ma è sufficiente a far tremare le fondamenta di un’intera vicenda giudiziaria. Se quel ragazzo fosse davvero Matthew, significherebbe che qualcuno ha mentito. Significherebbe che la storia che ha portato David in prigione nasconde una verità completamente diversa. E soprattutto significherebbe che un uomo potrebbe aver passato anni dietro le sbarre per un crimine mai commesso.

Questo è il punto di partenza di una serie che non si accontenta di costruire un semplice thriller investigativo. Ovunque tu sia ruota attorno alla fragilità della verità stessa, alla facilità con cui le certezze possono trasformarsi in dubbi quando qualcosa non torna. Quanto possiamo fidarci di ciò che crediamo di sapere. Quanto è solida una convinzione quando basta una fotografia a farla vacillare.

Sam Worthington in una scena di Ovunque tu sia
Sam Worthington in una scena di Ovunque tu sia, fonte: Netflix

A portare quella foto a David è Rachel, giornalista investigativa ed ex cognata dell’uomo, interpretata da Britt Lower, volto noto della serie Scissione. Anche lei non ha mai smesso di interrogarsi su alcuni aspetti della vicenda e quella scoperta diventa il punto di partenza di un’indagine che si allarga progressivamente ben oltre il caso originale. Come spesso accade nelle storie di Coben, ogni risposta genera nuove domande e ogni scoperta sembra rendere il quadro ancora più confuso invece che più chiaro.

La serie abbandona rapidamente la struttura del classico dramma giudiziario per trasformarsi in una caccia alla verità sempre più pericolosa e claustrofobica. David non è soltanto un uomo che cerca delle risposte. È un detenuto che tenta di dimostrare la propria innocenza mentre viene inseguito dalle autorità, costretto a mettere in discussione tutto ciò che pensava di sapere sul proprio passato. Più si avvicina alla verità, più diventa evidente che molte persone hanno un interesse concreto a mantenerla nascosta.

La serie è un continuo esercizio di ricalibrazione della percezione, dove nulla è davvero come sembra e dove la linea tra vittime e colpevoli si fa sempre più sfumata. È un approccio che può risultare destabilizzante ma che rappresenta anche il motivo per cui milioni di spettatori continuano a cercare le storie di Coben.

Ad aiutare il racconto c’è un cast guidato da Sam Worthington, attore australiano noto per Avatar, che interpreta David come un uomo consumato dal dolore ma incapace di arrendersi. Accanto a lui, oltre a Britt Lower, troviamo anche Milo Ventimiglia, celebre per il suo ruolo in This Is Us, che interpreta l’ex fidanzato della cognata di David e suo confidente in questa intricata vicenda. La miniserie in otto episodi è disponibile su Netflix e promette di tenere incollati allo schermo tutti coloro che amano i thriller psicologici dove nulla è come sembra e dove la verità ha sempre più facce di quelle che vorremmo credere.

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