Jason Bateman e Jude Law su Netflix: 8 ore di adrenalina da vedere tutte d’un fiato
21/07/2026 news di Andrea Palazzolo
Ecco la serie thriller con Jason Bateman che batte Ozark: 8 episodi di pura adrenalina che non ti lasciano respirare.

Quando Ozark ha chiuso i battenti nel 2022, dopo quattro stagioni di tensione lacerante e scenari moralmente ambigui, Netflix si è trovata con un vuoto da riempire. Una serie pluripremiata agli Emmy, capace di tenere milioni di spettatori incollati allo schermo con le peripezie della famiglia Byrde nel Missouri rurale. Da allora, il colosso dello streaming ha tentato più volte di replicare quella formula vincente, senza mai centrare davvero il bersaglio. Fino allo scorso Settembre 2025.
Black Rabbit è più viscerale e più frenetico di Ozark. E porta con sé un asso nella manica che non potrebbe essere più perfetto: Jason Bateman, l’indimenticabile Marty Byrde in persona, questa volta affiancato da Jude Law in una coppia di fratelli disfunzionali che ridefinisce il concetto di chimica sullo schermo.
La serie, composta da otto episodi che sono stati divorati dal pubblico in tempo record, ai tempi dell’uscita si è immediatamente arrampicata al primo posto nella classifica delle serie più viste sulla piattaforma. Se Ozark era una partita a scacchi giocata con calma strategica, Black Rabbit è un inseguimento a perdifiato per le strade di New York, dove un attimo di distrazione può costarti tutto.
Bateman e Law interpretano Vince e Jake Friedken, due fratelli legati da una devozione tossica che rappresenta contemporaneamente la loro ancora di salvezza e la loro condanna. La loro è una relazione che ricorda quella dei fratelli Rayburn in Bloodline, altra gemma Netflix che esplorava le dinamiche familiari disfunzionali, ma con un’intensità che qui raggiunge livelli ancora più esplosivi. Bateman, in particolare, abbandona il suo solito archetipo del personaggio “noioso ma intelligente” per immergersi nei panni di un Vince trasandato e sull’orlo del collasso, una scelta che gli permette di mostrare una gamma recitativa sorprendente.
La regia è affidata allo stesso Bateman, vincitore di un Emmy per il suo lavoro dietro la macchina da presa in Ozark, affiancato da veterani di quella serie come Laura Linney e Ben Semanoff, oltre a Justin Kurzel. Il risultato tecnico è brillante: la fotografia handheld e voyeuristica trasforma New York in un personaggio a sé stante, con i suoi angoli lussuosi e le sue zone d’ombra sotterranee che diventano il palcoscenico perfetto per questa storia di crimine e famiglia.
La dinamica tra Bateman e Law risulta persino più magnetica di quella tra Bateman e Laura Linney in Ozark, raggiungendo forse solo il livello dell’indimenticabile rapporto tra Marty e Ruth di Julia Garner. È raro trovare due attori così perfettamente sintonizzati, capaci di comunicare anni di storia condivisa, risentimenti non detti e affetto malato con uno sguardo o un gesto.
Per chi cerca una grande ossessione seriale su Netflix, quella serie che ti tiene sveglio fino alle tre del mattino perché devi assolutamente sapere cosa succede dopo, Black Rabbit è una risposta definitiva. Non è Ozark, e non cerca di esserlo. È qualcosa di diverso, più urgente, più caotico, perfettamente calibrato per questa epoca di attenzione frammentata e bisogno di gratificazione immediata. E a volte, è esattamente questo tipo di adrenalina pura quello che serve per ricordarci perché amiamo tanto le storie ben raccontate.
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