Voto: 6.5/10 Titolo originale: X-Men '97 , uscita: 20-03-2024. Stagioni: 2.
Recensione X-Men ’97 stagione 2: un ritorno esplosivo che conferma il meglio della Marvel Animation
01/07/2026 recensione serie tv X-Men '97 di Marco Tedesco
Dopo l'acclamata prima stagione, gli X-Men affrontano Apocalisse attraverso passato, presente e futuro in un nuovo capitolo che alza ancora l'asticella tra azione, emozione e fedeltà ai fumetti

X-Men ’97 torna con una seconda stagione che conferma subito quanto il revival animato Marvel sia molto più di un’operazione nostalgia. Dopo il successo del primo ciclo di episodi, la serie riparte dal cliffhanger che aveva disperso gli X-Men nel tempo e costruisce un nuovo arco narrativo ambizioso, spettacolare e sorprendentemente compatto.
La squadra è divisa tra passato, presente e futuro. Ciclope, Jean Grey, Tempesta, Morph e Wolverine finiscono in un futuro distopico dominato dall’ombra di Apocalisse, mentre Professor X, Magneto, Rogue, Bestia e Nightcrawler vengono trascinati nell’antico Egitto, dove incontrano En Sabah Nur prima che diventi il nemico leggendario destinato a minacciare i mutanti.
Pur ampliando enormemente la scala del racconto, la serie non perde mai di vista i suoi protagonisti. Il viaggio nel tempo diventa infatti lo strumento per approfondire i loro conflitti interiori, i legami familiari e il peso delle scelte che li attendono.
Il grande merito della stagione è proprio il modo in cui utilizza Apocalisse. Non più soltanto una minaccia onnipotente, ma una figura tragica, temibile e legata ai grandi temi degli X-Men: evoluzione, oppressione, destino e sopravvivenza.
La serie mostra sia le sue origini sia le conseguenze del suo dominio, creando un confronto affascinante tra ciò che En Sabah Nur potrebbe diventare e ciò che gli X-Men sperano ancora di evitare. In questo equilibrio tra libero arbitrio e futuro già scritto, la seconda stagione trova alcune delle sue idee migliori.
Anche Ciclope e Jean Grey ricevono un’evoluzione significativa, chiamati a confrontarsi con il rapporto con il figlio Nathan e con un destino che sembra già scritto. Sono proprio questi momenti più intimi a dare ulteriore spessore emotivo a una storia che non vive soltanto di grandi battaglie.
Il ritmo resta velocissimo, ma la divisione della squadra rende gli episodi più focalizzati. Ogni linea temporale ha un’identità precisa: il futuro post-apocalittico ha il respiro della fantascienza cupa, l’Egitto antico aggiunge una dimensione epica, mentre il presente introduce nuove fazioni come X-Force e X-Factor.
Pur mantenendo il gusto per l’azione, questa seconda stagione adotta un tono ancora più epico e avventuroso, alternando momenti spettacolari a riflessioni sul destino dei mutanti senza perdere la propria identità.
L’animazione continua a essere uno dei punti più forti della serie. I combattimenti sono fluidi, colorati e pieni di invenzioni visive, con una regia che valorizza ogni potere e rende ogni scontro immediatamente riconoscibile. Jubilee, Tempesta e Nightcrawler hanno momenti d’azione capaci di ricordare quanto gli X-Men funzionino meglio quando la spettacolarità nasce direttamente dalle loro identità.
Il limite principale, almeno nei primi episodi (ne abbiamo visti 4), riguarda l’equilibrio del cast. Alcuni personaggi sembrano avere meno spazio del previsto: Wolverine resta defilato, Morph appare poco e Rogue non ha ancora il tempo necessario per elaborare davvero le ferite lasciate dalla stagione precedente.
È il rischio inevitabile di una serie con un ensemble così ricco e una trama tanto articolata. La sensazione, però, è che molte di queste traiettorie siano soltanto rimandate e che la stagione stia preparando sviluppi ancora più importanti per gli episodi successivi.
Ad ogni modo, X-Men ’97 continua a distinguersi perché capisce cosa rende speciali questi personaggi. Non bastano i costumi iconici, il tema musicale o il richiamo agli anni ’90: la forza della serie sta nel trattare i mutanti come una famiglia spezzata, costretta ogni volta a scegliere tra paura, speranza, rabbia e responsabilità.
La seconda stagione sembra per ora leggermente meno incisiva sul piano politico rispetto alla prima, ma compensa con una struttura narrativa più ampia, una maggiore ambizione e con una versione di Apocalisse finalmente degna del suo peso nella mitologia Marvel.
Il risultato è un ritorno potente, visivamente travolgente e narrativamente ricco. X-Men ’97 resta una delle migliori produzioni Marvel degli ultimi anni e conferma come l’animazione possa raccontare i supereroi con una libertà, una profondità e un’energia che spesso il live-action fatica a raggiungere. Se il resto della stagione manterrà questo livello, il revival non farà che consolidare il suo posto tra le migliori serie animate di supereroi degli ultimi anni.
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