Se hai amato i samurai di Shogun, ecco cosa guardare su Netflix questo weekend
03/07/2026 news di Andrea Palazzolo
Shogun è stato uno degli show più amati degli ultimi anni e ora, Netflix, ha deciso di replicarne la formula, con uno stile decisamente diverso.

Netflix ha tra le mani un altro successo planetario nel mondo degli anime che richiama tantissimo il mondo dei samurai visto negli ultimi anni in Shogun. Si tratta di Baki-Dou: L’invincibile samurai che aveva concluso la sua prima stagione da 25 episodi raccogliendo recensioni entusiastiche da critica e pubblico, dimostrando che la serie di arti marziali mantiene intatta la popolarità che aveva conquistato nei primi anni ’90. Con la seconda parte, comprendente gli episodi dal 14 al 25, ora disponibile sulla piattaforma, i fan possono finalmente vivere l’adattamento completo di uno degli archi narrativi più celebrati del manga originale.
Scontri ancora più brutali, combattenti dalle proporzioni leggendarie e una sfida inedita che l’iconico protagonista non aveva mai affrontato prima. Il franchise ha sempre prosperato grazie a combattimenti spettacolari e imprese di forza al limite dell’assurdo, ma la vera ragione del successo attuale va oltre la semplice azione, trovando fondamento nell’arrivo di una delle figure storiche più leggendarie del Giappone. Dopo anni di costruzione narrativa, Baki era finalmente riuscito a confrontarsi faccia a faccia con suo padre Yujiro Hanma, nell’ultimo test di forza definitivo. Sebbene lo scontro non avesse prodotto un vincitore convenzionale, aveva segnato il culmine della rivalità centrale della serie, lasciando i combattenti più forti del mondo praticamente senza sfide all’orizzonte.
Avendo raggiunto l’apice delle arti marziali, molti di loro iniziano a cercare qualcosa in grado di riaccendere la loro passione per il combattimento. La risposta arriva nel modo più oltreggioso possibile. Attraverso avanzate sperimentazioni scientifiche, alcuni ricercatori riescono a resuscitare il leggendario spadaccino Musashi Miyamoto clonando il suo corpo e trasferendo la sua anima al suo interno.
La figura storica giapponese realmente esistita è già apparsa in diversi altri anime come Yu Yu Hakusho e Record of Ragnarok, ma in Baki-Dou non è presente per fare da pezzo da museo. Musashi dimostra immediatamente di essere una forza travolgente, le cui abilità trascendono qualsiasi cosa l’era moderna possa offrire. La sua presenza porta una filosofia di combattimento completamente diversa nel ring.
Invece di pubblicare l’intera stagione in un’unica soluzione, Netflix ha diviso Baki-Dou: L’invincibile samurai in due blocchi, offrendo alla serie molteplici opportunità di attirare l’attenzione dei fan. Gli episodi dall’uno al 13 sono stati trasmessi per primi a febbraio 2026, introducendo Musashi Miyamoto e stabilendo il conflitto centrale dell’arco, costruendo al contempo l’anticipazione per ciò che sarebbe arrivato successivamente. Gli episodi dal 14 al 25 sono stati distribuiti a giugno, completando la storia da 25 episodi.

Per decenni, il manga e la serie anime hanno coltivato una base di fan dedicata grazie all’azione esagerata delle arti marziali, ai personaggi più grandi della vita e alla volontà di alzare la posta in scenari sempre più stravaganti. Riportare in vita una figura storica come Musashi è il modo di Baki-Dou di raddoppiare su questi punti di forza per produrre alcuni degli scontri più sopra le righe della serie.
Il nuovo adattamento beneficia anche del fatto di coprire quella che molti fan di lunga data considerano una delle storyline più memorabili di Itagaki. La resurrezione di Musashi Miyamoto cambia completamente le dinamiche di Baki, introducendo non solo una figura culturalmente significativa che i fan giapponesi conoscerebbero bene, ma portando il combattimento con la spada nel ring per spingere i combattenti ai loro limiti assoluti.
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