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Su Netflix ora ci sono le 4 stagioni di uno dei crime più brutali degli ultimi anni: è firmato Taylor Sheridan

05/10/2026 news di Stella Delmattino

Mayor of Kingstown arriva sulla piattaforma con tutti gli episodi usciti finora: corruzione, carceri e una città in cui Jeremy Renner prova disperatamente a impedire che esploda tutto

Jeremy Renner in Mayor of Kingstown (2021)

Se avete finito Yellowstone e state cercando un’altra serie di Taylor Sheridan, da oggi Netflix offre probabilmente una delle alternative più cupe del suo catalogo.

Dal 5 ottobre sono infatti disponibili sulla piattaforma tutte e quattro le stagioni finora trasmesse di Mayor of Kingstown, il crime drama creato da Sheridan insieme a Hugh Dillon e interpretato da Jeremy Renner.

Non aspettatevi però ranch, cowboy e paesaggi del Montana. Qui il territorio conteso è Kingstown, nel Michigan, una città immaginaria nella quale l’unica industria realmente prospera è quella delle carceri. E praticamente tutti, dai criminali alla polizia fino ai politici, hanno qualcosa da guadagnare dall’equilibrio precario che le tiene in piedi.

Di cosa parla Mayor of Kingstown?

Al centro della storia troviamo la famiglia McLusky, che da anni svolge un ruolo difficilmente definibile in termini ufficiali: fa da intermediaria tra detenuti, gang, guardie carcerarie, forze dell’ordine e politica locale.

Mike McLusky, interpretato da Jeremy Renner, finisce progressivamente al centro di questo sistema. Non è un sindaco nel senso tradizionale del termine, ma l’uomo che tutti cercano quando bisogna negoziare una tregua, far arrivare un messaggio dentro una prigione o evitare che una vendetta trasformi Kingstown in un campo di battaglia.

Il problema è che ogni accordo risolve una crisi soltanto preparandone un’altra.

È qui che Mayor of Kingstown si distingue da molti crime televisivi. Non costruisce semplicemente una successione di casi o una tradizionale guerra tra poliziotti e criminali: racconta un intero ecosistema fondato sulla violenza, nel quale criminalità e istituzioni finiscono continuamente per dipendere l’una dall’altra.

Perché vale la pena recuperare Mayor of Kingstown?

Uno dei motivi principali è proprio Jeremy Renner. Mike McLusky potrebbe sembrare inizialmente un altro dei duri e tormentati cari a Sheridan, ma con il passare degli episodi emerge soprattutto la sua stanchezza: è un uomo che conosce perfettamente il sistema in cui vive, sa che non può aggiustarlo e continua comunque a correre da una parte all’altra della città per impedirgli di esplodere.

Renner costruisce il personaggio più attraverso la tensione accumulata che attraverso grandi esplosioni emotive, e la sua interpretazione è stata uno degli elementi maggiormente apprezzati anche nelle stagioni accolte più tiepidamente dalla critica. Intorno a lui, inoltre, la serie ha costruito un cast particolarmente solido, che comprende nel corso delle quattro stagioni Dianne Wiest, Hugh Dillon, Taylor Handley, Tobi Bamtefa e Aidan Gillen, mentre la quarta ha aggiunto nomi come Edie Falco, Lennie James e Laura Benanti.

Il secondo punto di forza è la tensione quasi costante. A Kingstown basta una telefonata sbagliata, un favore negato, un detenuto ucciso o una vendetta per compromettere gli equilibri tra gang, carceri e forze dell’ordine. Molti episodi funzionano proprio attraverso questa attesa: sappiamo che qualcosa sta per succedere, ma non quando e soprattutto quali conseguenze metterà in moto.

C’è poi la città stessa. Sheridan e Dillon non la utilizzano semplicemente come sfondo, ma come un organismo nel quale prigioni, criminalità, polizia, politica e famiglie appartengono allo stesso sistema. Ciò che accade dietro le sbarre modifica gli equilibri delle strade e viceversa, permettendo alla serie di affrontare il complesso carcerario-industriale, la corruzione e l’esercizio del potere senza trasformarsi nel solito procedurale poliziesco.

E infine c’è proprio la sua intransigenza. Mayor of Kingstown è violenta, pessimista e spesso volutamente sgradevole. La cupezza quasi soffocante fu anche uno degli aspetti maggiormente criticati all’esordio, ma è diventata contemporaneamente uno dei tratti che hanno fidelizzato il pubblico: qui le vittorie sono quasi sempre temporanee e nessun personaggio sembra davvero al sicuro.

È una delle serie più cupe di Taylor Sheridan

Chi conosce Sheridan soprattutto per Yellowstone ritroverà alcuni dei suoi temi ricorrenti: uomini costretti a esercitare il potere, codici morali continuamente messi alla prova e istituzioni incapaci di controllare davvero la violenza che dovrebbero contenere.

Ma Mayor of Kingstown elimina quasi completamente il respiro epico del western moderno per chiudere i personaggi in un ambiente molto più claustrofobico. Le prigioni non sono semplicemente lo sfondo della storia: sono il centro economico e sociale della città. Ogni tentativo di ristabilire l’ordine finisce inevitabilmente per produrre nuove conseguenze.

È anche una serie che sembra aver trovato sempre meglio la propria identità andando avanti. La prima stagione fu accolta piuttosto freddamente dalla critica, mentre il pubblico si dimostrò decisamente più ricettivo. Con il passare degli anni anche le recensioni sono migliorate: la quarta stagione è arrivata al 100% di giudizi positivi su Rotten Tomatoes, seppure sulla base di appena cinque recensioni conteggiate, e all’88% nel gradimento del pubblico.

Più che il numero in sé, da prendere nelle giuste proporzioni, è interessante quindi la traiettoria: invece di esaurire progressivamente la propria formula, Mayor of Kingstown ha affinato i rapporti tra i personaggi e aumentato il peso emotivo delle conseguenze, tanto che diversi recensori hanno indicato proprio la quarta come una delle stagioni più intense e riuscite dello show.

Jeremy Renner è il cuore della serie

Gran parte di questo percorso continua inevitabilmente a passare per Mike. Il personaggio trascorre buona parte del proprio tempo cercando di impedire agli altri di uccidersi, pur sapendo perfettamente che la violenza sulla quale Kingstown è costruita non può essere realmente eliminata.

Ed è proprio questa contraddizione a renderlo interessante: Mike non sta cercando di salvare la città nel senso tradizionale del termine. Cerca piuttosto di mantenerla abbastanza stabile da permetterle di sopravvivere un altro giorno, accettando compromessi che diventano progressivamente più difficili da giustificare.

La serie può così permettersi di spostarsi tra thriller criminale, dramma carcerario e racconto familiare senza perdere il proprio centro. Per quanto Kingstown diventi sempre più grande e complessa, Renner rimane l’uomo costretto a tenere insieme tutti i pezzi.

Le 4 stagioni su Netflix non saranno però la fine della storia

C’è infine una ragione in più per recuperare Mayor of Kingstown proprio adesso.

Le quattro stagioni arrivate su Netflix rappresentano tutto ciò che è stato trasmesso finora, ma non l’intera serie. Paramount+ ha infatti già rinnovato lo show per una quinta e ultima stagione di otto episodi.

La produzione del capitolo conclusivo è iniziata nel marzo 2026, con Jeremy Renner ed Edie Falco nuovamente nel cast e l’arrivo di David Morse. Sarà quindi quella stagione a chiudere definitivamente la storia di Mike McLusky e di Kingstown.

Per chi finora aveva lasciato Mayor of Kingstown ai margini rispetto alle serie più celebri di Sheridan, l’arrivo su Netflix offre quindi un momento particolarmente adatto per recuperarla: quattro stagioni già disponibili, una storia che secondo pubblico e critica è migliorata andando avanti e un solo capitolo ancora da vedere prima della conclusione.

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