20 maggio 2016

Intervista a Federico Sfascia su Alienween e sulle sue influenze, dal cinema ai cartoni animati

A ridosso della presentazione del suo secondo lungometraggio al FFF, abbiamo fatto due chiacchiere con il regista e sceneggiatore, approfondendo le sue molteplici passioni

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20 maggio 2016
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Era atteso con molto interesse Alienween, secondo lungometraggio scritto e diretto da Federico Sfascia dopo il promettente e peculiare esordio I Rec U del 2012, e così, dopo l’anteprima nazionale al Future Film Festival di Bologna a inizio maggio abbiamo fatto due chiacchiere con il regista, per approfondire un po’ non soltanto gli aspetti strettamente legati alla lavorazione e alla produzione di quest’ultima fatica, ma anche per parlare dell’altra sua grande passione un po’ sopita ma che nell’ultimo periodo è tornata ad impegnarlo molto, il fumetto.

alienween 3Federico, da dove nasce l’idea del film?

L’idea nasce da Alex Visani, che mi avvicinò proponendomi di sviluppare – dandomi totalmente carta bianca – un suo soggetto dal titolo Alienween rispettando in soldoni solo 3 elementi: gli alieni, l’ambientazione “Halloweenesca” e la componente “melting movie”. In cambio mi assicurò che avrebbe pensato a tutto lui come produttore… quindi spese, distribuzione e soprattutto organizzazione di tutti gli aspetti del film, la cosa che più mi preoccupava dopo l’esperienza massacrante di I REC U… Considerando che il film si intitola Alienween, che contiene “alieni”, gente che si scioglie e si svolge nella notte di Halloween, direi che almeno qualche buona intenzione è sopravvissuta all’impatto con l’inferno dei fatti.

alienween set 8Come hai scelto e coinvolto gli attori?

Gli attori principali sono tutti amici e professionisti che stimo immensamente. Con Guglielmo Favilla, Mattia Settembrini, Federica Bertolani ed Alex Lucchesi avevo già avuto la possibilità di lavorare in I Rec U. Gugliemo è uno degli attori più clamorosi che abbiamo in Italia. Ci tengo a dirlo. Mirko Peruzzi, Cecilia CasiniAlessandro Mignacca erano alla loro prima prova su “Sfascia-strada” e l’hanno superata alla grande. Non conoscevo Raffaele Ottolenghi e Giulia Zeetti, e una volta messi in pista hanno sfoderato numeri alla Tom Cruise in Giorni di Tuono. Per me la più grossa soddisfazione è stata poter lavorare con questi talenti.  Hanno fatto un lavoro incredibile e in un contesto terrificante.  Gliene sono immensamente grato e sono immensamente orgoglioso di averli in un mio film. Altra grossa soddisfazione è aver utilizzato metafore automobilistiche quando a me delle macchine non frega un c…o. Quindi faccio come Sylvester Stallone in Driven, me ne vado sostanzialmente in giro a parlare ai piloti mentre il film va avanti. Con la differenza che Stallone ti insegna la vita, io al massimo ti insegno la sconfitta quotidiana.

Quanto tempo ci hai messo a girarlo?

Una decina di giorni concentrati a cavallo tra novembre e dicembre e poi altri quattro o cinque fine settimana fino a marzo… approssimativamente una trentina di giorni complessivi.

Hai avuto problemi? Hai delle curiosità che vuoi condividere?

EntrambiUn sacco di problemi. Tutti dipendenti dall’ostinata curiosità con cui la vita esplora le devianze genetiche e psichiche.

alienween 2Chi ha curato gli effetti speciali?  Chi ha ideato e chi ha realizzato le creature?

Gli effetti speciali fisici, quindi creature, ferite, sangue e quant’altro, sono opera di quel geniaccio, che ho la fortuna e l’onore di chiamare amico, che risponde al nome di Marco “Camme” Camellini. Lui e la sua Fantasma Film si sono fatti in mille per realizzare le creature e gli effetti del film. Qualsiasi cosa io disegni, lui riesce a ricrearla… e viste le mie richieste vi assicuro che ci vuole veramente un talento ENORME. Ed il Camme ne ha a pacchi. Enormi pacchi di enorme talento. Gli effetti ottici (luci sovrapposizioni… insomma tutta la roba modernissima degli albori del cinema) li ho curati io e quelli digitali il talentuoso (quanto prode e paziente) Domenico Guidetti.

Le musiche sono praticamente costanti. Come mai questa scelta? Con chi hai collaborato?

Mi piaceva fare un film che fosse un’unica canzone…una sorta di litania hard rock per il mondo che crepa. Non so quanto la cosa possa far piacere guardandolo ma mi piaceva fare così…e le musiche sono l’eccellente lavoro di Alberto Masoni, che aveva collaborato con me anche in I Rec U e nelle musiche del corto per la BBC “D.S.”

alienween set 2Alla sfera musicale si riferiscono anche i personaggi del rapper e del DJ. C’è un intento critico nella loro caratterizzazione verso un certo tipo di personaggi/programmi o c’è invece un’altra motivazione per cui hai scelto di utilizzarli?

L’idiota celebra e acclama la sua immagine riflessa e l’intrattenimento con l’idiozia ci va alla grande. Più che una critica rappresentano una constatazione del livello di consapevolezza e autoconsapevolezza che vedo in molta arte e nei suoi fruitori. L’autoreferenzialitá è una forma di idiozia auto-cannibale che ci sta consumando. E lo dico con il sorriso sulla faccia e il cappio al collo. Alla fine quei due parlano di ca…te mentre il mondo va in malora. E qualsiasi segnale illuminante dall’esterno viene frainteso, autoriferito o respinto con aggressiva ottusità. Non capire niente convinti del contrario. Così si vince la guerra contro noi stessi. Poi a me i rapper e tutti i loro ideali da gangsta fanno ridere a prescindere, da gente che non capisce nemmeno che taglia di pantaloni comprare non puoi pretendere una visione ampia della vita.

alienween 9Il titolo (fusione di Alien e Halloween?) ci dice qualcosa della tua passione per la sci-fi e l’horror. Parlaci delle tue influenze… ci sono moltissimi poster e oggetti citati direttamente (da Bumba Atomika a Planet Terror, Commando, Gremlins, Armata delle Tenebre, Lilo e Stitch, Drag Me to Hell, Fulci ecc.)

In realtà “alienween” in slang significa “enorme pene”, quindi direi che la dice lunga su un altro tipo di passioni. Ma come ho scritto sopra il titolo non l’ho scelto io. Per quanto riguarda i poster in realtà sono concentrati nella scena in cui si vede la cameretta della sorella di uno dei protagonisti… visto che questo film è privo, tra le altre cose, anche di vere e proprie location…ho usato la soffitta in cui vivo. Per Bumba e Krakatoa i tributi erano dovuti visto che stavolta, causa impegni e complicazioni, non sono riuscito a coinvolgere nessuno di loro in qualche comparsata. Mentre riguardo Planet Terror mi divertiva farlo intravedere, vista la massiccia presenza di gente che si riduce a poltiglie di liquami in quel film. E poi Rose McGowan è un pezzo di fregna sempre clamorosa.

alienween setComunque…le mie influenze vengono prevalentemente dall’animazione e dalla letteratura classica (tipo Amore 14 di Federico Moccia). Cinematograficamente mi affascinano gli autori in cui vedo caratteristiche narrative e/o estetiche fortemente riconoscibili e personali … da qui Raimi, Carpenter, Terry Gilliam, Joe Dante, John Landis, Walter Hill, Sylvester Stallone e molti altri. Insomma gente le cui opere trasudano personalità, belle (sì) o brutte (no) che siano. Poi le commedie. Tipo quelle senza pietà alla Ricky Gervais. Quelle che mettono palesemente in scena cose successe all’autore (o a conoscenti) in cui il meccanismo della comicità è generato dalle assurde situazioni illogiche e grottesche che l’insensibilità e la mancanza d’intelligenza creano. Perché la vita è così… affinché qualcuno possa ridere qualcun altro deve piangere. Io adoro Storie di Fantasmi Cinesi, Rocky e Strade di Fuoco. Fondamentalmente volevo dire questo.

alienween locandinaNei titoli di coda ringrazi Walter Hill, Sylvester Stallone e Ken, Raul e Toki, perchè?

Innanzitutto perché è giusto e necessario. In secondo luogo sono tutte figure che hanno raccontato/rappresentato/analizzato l’amore come battaglia ideale, sofferenza e motore di un viaggio alla riscoperta di se stessi. Penso al Walter Hill di Strade di Fuoco, in cui l’amore è la favola rock che continua ad echeggiare in una vita che non permette e non permetterà mai di viverlo, penso al Sylvester Stallone di Rocky, per me è la più grande storia d’amore mai raccontata, in cui l’amore è la forza data ai pugni quando combatti contro te stesso… e poi Ken il Guerriero…che è un’epica del sentimento come unica redenzione e speranza in un’umanità che ha perso se stessa nella violenza. Per me Alienween, nonostante il titolo che, ricordiamolo, significa “grosso pene”, è fondamentalmente la storia di un amore e di umanità da ritrovare, anche sotto forma di fantasmi del passato, quando tutto è perduto. Ed è anche una storia di gattini.

Ecco appunto, raccontaci qualcosa dei gattini e dei proclami in tedesco che vediamo nel film

I gattini sono le mie gatte, Lupetta e Pagnotta, dette “le principesse”. Io e Guglielmo Favilla le troviamo molto divertenti, quindi, nella mia scarsissima autoreferenzialità, ho pensato che anche gli altri avrebbero dovuto trovarle divertenti. I proclami in tedesco sono un’altra roba che penso la gente trovi molto divertente al giorno d’oggi. Almeno a giudicare dalla facilità con cui minacciano di morte su Facebook, dal grado di approfondimento degli argomenti che portano a sostegno delle loro tesi/vite e dalla passionalità da curva sud con cui difendono le loro idee su questioni di vitale importanza quali film visti al cinema e scie chimiche.

Come intendi promuovere Alienween?

In realtà mi limito a pubblicare qualche materiale sul web, che siano foto, nuovi poster, backstage o altro… Poi qualsiasi distribuzione deciderà di accollarsi il film provvederà a promuoverlo come meglio crede. A questo aspetto distributivo sta pensando Empire Video.

alienween 8Il finale lascia intendere che potrebbe esserci altro da raccontare

C’è sempre altro da raccontare. Hollywood ci va a nozze con questo vampirismo delle storie. Per me vale il concetto che quando una storia finisce, anche con finale aperto, quello che chiede “e poi?” andrebbe preso a ceffoni con i panettoni di cemento. Cacchiatete a parte, per me i film devono lasciare aperte suggestioni ma concludere il loro “significato”… Altrimenti non sono film, sono telefilm. Ok che la tendenza odierna è questa, cioè fare film a ca…o e poi se uno ti dice “buco di sceneggiatura!” tu gli rispondi “lo spiegherà il sequel, testa di c…o riottoso!”… però io non amo molto questa tendenza. “C’è altro da raccontare” se, usando la nuova situazione che crea un film, si racconta qualcosa di interessante che estenda narrativamente e visivamente l’opera precedente che COMUNQUE è un’opera a sé stante e con un suo significato compiuto. Le vecchie saghe, anche negli episodi narrativamente più aperti (penso al secondo Ritorno al Futuro o a L’Impero Colpisce Ancora) erano tematicamente autoconclusive. Oggi sembra che una p…ta fatta da un personaggio “ti sarà spiegata fra cinque film, tranquillo!”. Io sto tranquillissimo, accetto il mistero e non vengo a vederli i tuoi cinque film per spiegare mezzo concetto in croce. Vabbè, chiacchiere a parte, secondo la mia personalissima idea di narrazione cinematografica, un film enorme e miliusiano come John Rambo (il quarto della serie) va benissimo, ma il sequel di Batman v Henry Cavill o le Tartarughe Ninja nuove sono crimini che l’umanità può risparmiarsi tranquillamente.

i-rec-u-posterSei soddisfatto dell’accoglienza riservata a I Rec U (oltre 60.000 visualizzazioni da settembre 2015)? Ha ‘pagato’ metterlo su YouTube integrale? O avevi altre ambizioni?

Avrei voluto che il film trovasse una distribuzione al cinema o in home video ed in realtà ha suscitato diversi interessi in quel senso… Poi purtroppo, per un motivo o per un altro, la cosa è sempre naufragata. Dopo l’ennesimo paradossale muro ho deciso che il modo migliore per arrivare a più persone possibili fosse il web… E quindi con il supporto decisivo dei grandiosi Licaoni (il film è stato distribuito e promosso sul loro canale) e con l’interesse di altri noti youtuber (tipo i gentilissimi e bravissimi Victorlaszlo88 e Violetta Rocks, che è anche bellissima…non che Victor sia da buttare, anzi) che lo hanno supportato spontaneamente dopo averlo apprezzato, il film ha raggiunto una gran bella fetta di pubblico. E pare che sia davvero piaciuto, che nonostante tutto abbia colpito al cuore gli spettatori più diversi per tipologia e fascia d’età… Hanno fatto recensioni, tributi, fan art… persino qualche cosplay… quindi direi che il responso è stato davvero positivo.

La situazione del cinema indipendente in Italia non è rosea. Cosa ti spinge a provare a realizzare un prodotto del genere?

Non lo so… Questo film nello specifico non è nato da una mia esigenza, ma da un patto che sembrava interessante sulla carta. Per quanto riguarda il farlo indipendente e strambo, non ho molta scelta visto che si tratta della situazione produttiva in cui potevo allestirlo e girarlo e della situazione psichica in cui posso sviluppare le storie… la mia situazione. Per me non è nemmeno strambo, quindi penso sia la proverbiale circostanza in cui il matto è convinto di non essere matto. Posso rassicurarti però promettendo che dopo questa esperienza la smetto. Non lo faccio più. Ho imparato la lezione.

sfascia fumetti 5Disegni anche fumetti e direi che si nota anche l’influenza delle tue due anime nel film. Disegni spesso personaggi femminili e nel film si può dire che l’eroina sia una donna, c’è un collegamento?

Penso che il collegamento sia banalmente la mia visione nelle storie. Alla fine, che siano disegnate o filmate, finché me le scrivo o invento io per forza di cose avranno dietro la mia visione. Nel caso specifico la mia idea della femminilità è sempre eroica nel senso di decisiva e salvifica. Eviterei di dire che “salvifica” contiene il termine gergale che significa vagina perché sarebbe forzato e di cattivo gusto… Però a stringere con la f…a ti salvi, con la f..a ti muori.  Una parte per il tutto, ma il tutto è ben oltre quella parte. La femminilità può condannarti e redimerti allo stesso tempo. Lo decide lei e come tu sai rapportarti con lei. In un’avventura la vedo come lo specchio perfetto da attraversare per scoprire se stessi, per accettare se stessi e/o per cambiare. Un percorso di formazione, la prova da superare e il motore dell’avventura… l’elemento decisivo, il momento della verità. La verità è donna. Anche quando menteVedi che racchiudono TUTTO? Che ne so. Io la vedo così. O la f…a o Sylvester Stallone, non è che ci sia tanto altro da sapere nella vita.

sfascia fumetti 2Chi è la ragazza con i capelli blu che compare così spesso nei disegni che pubblichi sulla tua pagina Facebook?

Ne appare spessissimo anche una con i capelli rossi. Quando usciranno le loro storie (fumetto più che film per come si sta mettendo ultimamente…) lo scoprirai. Per ora basta sapere che sono donne bellissime. Quindi sono dolori. Sempre e comunque.

Qual è il tuo rapporto con la serie di Ken il guerriero?

Lo stesso rapporto che il mio organismo ha con l’ossigeno. Molto importante.

 Come stai portando avanti l’attività di fumettista?

In realtà l’avevo abbandonata quasi completamente… La sto riprendendo in mano ora… molto lentamente sto lavorando a una storia gigantesca. Vado sempre con cose semplici…vedremo che succede di brutto stavolta.

Nel film compaiono fotografie di Lamu e dell’Uomo Tigre e un poster dei Krakatoa. Loro che significato hanno per te?

Rappresentano rispettivamente: 

  • femminilità e dolore
  • dolore per un ideale più alto
  • schiaffoni dolorosi

Sono tre meravigliosi e imprescindibili rappresentazioni del senso della vita: il dolore. I Krakatoa poi sono anche degli stimatissimi e talentuosissimi filmmaker pirati che ho l’onore di chiamare “amici”. Lamù invece non esiste, quindi non posso chiamarla. O mandarle SMS patetici per corteggiarla. Ma vorrei. Magari smetto di esistere così troviamo un punto d’incontro.

A conclusione, il trailer ufficiale di Alienween:

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Intervista a Federico Sfascia su Alienween e sulle sue influenze, dal cinema ai cartoni animati
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A ridosso della presentazione del suo secondo lungometraggio al FFF, abbiamo fatto due chiacchiere con il regista e sceneggiatore, approfondendo le sue molteplici passioni
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