7 aprile 2016

Intervista ad Arnaud Baur sul survival western Sons of Bitches

Abbiamo fatto due chiacchiere con il giovane regista di Neuchâtel, impegnato nella realizzazione del suo secondo cortometraggio

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7 aprile 2016
Sons of Bitches baur

Arnaud Baur è un giovane sceneggiatore e regista svizzero di Neuchâtel, zona in cui sta girando il suo nuovo cortometraggio, il western dalle tinte horror Sons of Bitches, che vanta tra i produttori Olivier Beguin, regista dell’apprezzato Chimères (2013), nel quale tra l’altro faceva una comparsata anche il nostro Ruggero Deodato. 

La storia è incentrata su Sally, una prostituta che lavora con pionieri e cacciatori in una piccola città del Wisconsin. Arrivata a non poter sopportare più gli abusi e la costante paura per l’incolumità del suo bambino, decide di scappare e affrontare le montagne fredde e nevose, piuttosto che tollerare un altro giorno di violenze.

Abbiamo colto l’occasione per sapere qualcosa di più su questo progetto.

Sons of Bitches baur 2Da dove nasce l’idea per il cortometraggio?

Per cominciare, mi piaceva molto l’idea di utilizzare i luoghi della zona in cui vivo [Neuchâtel] per girare un western nevoso tinto di rosso. Subito mi è venuta l’idea di una donna incinta, in fuga da una vita di abusi, e di un cacciatore di taglie. Ho pensato che sarebbe stato bello avere un’eroina nel contesto di un survival western che declina all’horror (mi piace l’idea di mescolare i generi). Abbiamo poi condotto alcune ricerche con lo sceneggiatore Colin Vettier su fatti storici realmente accaduti nel West e abbiamo trovato del materiale da utilizzare, che si legava alla prostituzione, problematica che è stata decisamente mistificata e stemperata nei western tradizionali. Tuttavia qui siamo ben lontani dall’immagine della bonaria prostituta di gran cuore… Da qui ho desunto gli elementi di un film a cui volentieri assisterei come membro del pubblico, sapendo dove avrei voluto portare lo spettatore; conoscendo le tematiche e i soggetti da affrontare.

Sons of Bitches baur 4Perché proprio un western? Sei un fan del genere? Avevi specifici modelli in mente? Cosa pensi di film come Django Unchained, The Hateful Eight, Meek’s Cutoff, Seraphim Falls, Sweetwater, Red Hill, tutti usciti negli ultimi tempi? Sembra che questo filone non sia poi così morto…

I western, e soprattutto i film di Sergio Leone, mi hanno fatto venire il desiderio di diventare regista da quando ero un ragazzino… Realizzare un mio western era un mio pallino da un po’, ma a causa dell’ambientazione storica e del set non è purtroppo il più facile dei film da produrre come regista indipendente. Ho girato un breve western parodico per un concorso (che abbiamo vinto!) 4 anni fa. Sapevo che sarei stato in grado di mettere a punto un progetto «facile da produrre», girando per lo più in luoghi con due attori e alcuni bei costumi. Mi piacciono soprattutto gli spaghetti western… di Fulci, Leone e altri … Il mio massimo punto riferimento è Il buono, il brutto e il cattivo: il primo Leone che ho visto! Per esempio, non sono affatto un fan dei western di John Wayne, ma mi piace quello che Eastwood ha fatto negli Stati Uniti negli anni Settanta: Lo straniero senza nome, Il texano dagli occhi di ghiaccio eccetera. I film di Peckinpah: Pat Garrett & Billy the Kid, Il mucchio selvaggio, e così via… Ho amato gli ultimi due film di Quentin Tarantino. The Hateful Eight ancora di più. Ho davvero trovato in essi i personaggi e gli elementi visivi che vorrei vedere quando guardo un western. E Tarantino è un maestro assoluto senza dubbio! Qualunque cosa faccia, è a suo agio con i codici dei generi che utilizza e li fa suoi con brio! Per gli altri film a cui fai riferimento, devo ammettere che ne ho vista la gran parte, eccezion fatta per Caccia Spietata, che è bello … o Bone Tomahawk più recentemente .. sto aspettando con impazienza il nuovo di Ti West [In a Valley of Violence]!

Sons of Bitches baur 7Come sono andate le riprese? Puoi dirci qualcosa degli attori?

Le riprese sono andato bene … Detto questo non è finita; abbiamo ancora tre giorni in aprile e tre in maggio. L’unica eccezione sono state un paio di scene in cui ho dovuto variare le mie inquadrature per adattarmi il meglio possibile alla location e perché il film è in continua evoluzione. Il più grande vincolo è stato il clima. Abbiamo girato con la tormenta di neve, con la pioggia e con il vento. Ma il team ha resistito e, alla fine, le riprese sono belle! Con il cast è stato più semplice. Ho anzitutto parlato del progetto al mio amico e collaboratore Raphaël Tschudi, che desideravo il ruolo del cacciatore di taglie. Mi ha affiancato in fase di pre-produzione ed è diventato un produttore.
Per ciò che concerne Sandra Zellweger, ho subito pensato a lei non appena abbiamo iniziato a scrivere la sceneggiatura, volendo che il personaggio principale avesse origini messicane. Sandra è colombiana, e funzionava [ugualmente] abbastanza bene. E avevo lavorato con lei qualche anno fa in uno spot televisivo. Sapevo che sarebbe stata perfetta per il ruolo di Sally. Entrambi hanno fatto un lavoro incredibile. Raphaël ha dovuto imparare ad andare a cavallo e le riprese sono state fisicamente molto impegnative. Inoltre è un film piuttosto crudo e hanno dovuto «mettersi a nudo» in entrambi i sensi del termine.

Sons of Bitches baur 6I western (soprattutto italiani) sono famosi per le loro colonne sonore. E’ stata pensata una soundtrack per Sons of Bitches? Hai delle OST favorite per quanto riguarda i film western?

Assolutamente! Da bambino ascoltavo incessantemente i brani di Morricone! Per questo film ho molti punti di riferimenti e fonti di ispirazione. Vorrei mescolare melodie classiche con alcuni suoni più ambientali… Inoltre è possibile che alcune tracce guardino a Morricone, ma al contempo qualcosa di più contemporaneo ed elettronico… Lavorerò con alcuni compositori a seconda della loro sensibilità musicale e a seconda delle mie aspettative per il film. Come colonna favorita citerei tutti i lavori di Morricone. La colonna sonora dall’ultimo Tarantino è favolosa. Come lo è quella di Bob Dylan per Pat Garrett & Billy the Kid. Posso anche citare Bruno Nicolai e alcune altre canzoni più «blues».

Sons of Bitches baur 3Come intendete promuovere il cortometraggio? State pensando di farne un lungometraggio?

In primo luogo cercheremo di mostrarlo in molti Festival internazionali. Per me la cosa più importante per il film è che sia visto il più possibile… E le connessioni fatte dalla Chaoticlock Films (uno dei produttori) con numerosi Festival di genere ci assicurano una buona visibilità. Poi [pensiamo] a un’uscita in DVD e Blu-Ray e – perché no – in VOD … Io lavoro in parallelo ad altri due altri cortometraggi. Ho un paio di idee per delle pellicole, ma niente di realmente concreto per ora.

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Intervista ad Arnaud Baur sul survival western Sons of Bitches
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