The Movie Db/10
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27 dicembre 2016

[recensione] Max Steel di Stewart Hendler

L’adattamento del noto personaggio della Mattel, interpretato da Ben Winchell, è uno sbiadito e raffazzonato tentativo di scimmiottare i film di supereroi

27 dicembre 2016

Per un film che parla dello sviluppo della più grande fonte di energia nell’universo, Max Steel è sorprendentemente blando, come d’altro canto farebbe supporre l’uscita americana quasi totalmente in sordina (per l’Italia non c’è nemmeno ancora una data invece …).

Basato sulla linea di giocattoli, videogiochi e serie TV della Mattel, la pellicola è una classica storia ‘delle origini’ chiaramente rivolta a ragazzi e adolescenti (esclusivamente grazie all’inspiegabile PG-13), nella speranza di lanciare la prossima grande saga sci-fi / action. Peccato che sia ai limiti dell’incomprensibile indipendentemente dall’età dello spettatore. Il regista Stewart Hendler (web serie Halo 4: Forward Unto Dawn), lavorando su una sceneggiatura di Christopher Yost (Thor: The Dark World) mette in scena una serie di sequenze chiassose e vagamente oscure che si sviluppano in modo visivamente e acusticamente ripetitivo. Allo stesso tempo, le premesse della vicenda diventano sempre più confuse, conducendo a una spettacolare conclusione involontariamente divertente.

max-steel-locandinaL’efebico – e attorialmente limitato – Ben Winchell interpreta Max McGrath, un timido ragazzo di 16 anni che è stanco di trasferirsi di città in città insieme alla madre vedova, Molly (Maria Bello, una delle poche ragioni che potrebbero spingere a non lasciare subito il cinema). All’inizio del film, i due sono appena ritornati nella cittadina natale del defunto padre (Mike Doyle, visibile nei flashback), uno scienziato morto molto tempo prima in una misteriosa esplosione. Un suo ex collega, Miles (un gigioneggiante Andy Garcia), ora a capo della società che i due hanno costruito insieme, si presenta poco dopo per aiutare la donna e il figlio a sistemarsi.

Qualche istante più tardi, Max comincia a scoprire che nel suo corpo stanno accadendo cose strane – può ad esempio emanare delle strisce di energia liquida blu dalla punta delle dita. Le apparecchiature cominciano a funzionare male quando è nei paraggi, e talvolta fa esplodere oggetti per caso, come uno stereo o una lampada.

Per fortuna, salta fuori un altro ‘visitatore’, che ci spiega per bene l’arcano: un alieno dall’occhione blu simile a un drone di nome Steel. E’ doppiato in originale da Josh Brener in un modo sfacciato e tagliente, che a volte diverte, ma per lo più risulta fastidioso (unico tratto riuscito – è giusto dirlo -, sono gli effetti visivi, che riescono a incorporare il droide volante nel mondo di Max in maniera piuttosto naturale).

Steel allena il protagonista a controllare i suoi nuovi poteri in una fabbrica abbandonata, dove ha molto spazio per provare salti mortali e mossette con le mani. Ricordate la danza arrabbiata di Kevin Bacon in Footloose? Ecco, molto meno divertente di così. Una volta che Max si sente sicuro, Steel gli mostra quello che possono fare quando uniscono fisicamente le loro forze. Quando lo fanno, diventano un supereroe noto come … aspettate … Max Steel! Completo di armatura coprente dalla testa ai piedi, super forza, abilità di volo e un torace che produce energia purissima. E’ essenzialmente Iron Teen senza il beneficio di battute argute e intelligenti.

max-steel-film-2Se solo fosse così semplice … Cattivi armati fino ai denti sono infatti sulle tracce di Max (e di Steel, e di Max Steel) per catturarlo e sfruttare la sua energia. C’è anche una creatura gigante simile a un tornado con una faccia arrabiatissima e gli occhi rossi, che potrebbe anche essere un alieno … ? Come se questi fastidi non fossero già abbastanza gravi, Max soffre di un mal di testa cronico e debilitante causato da tutto il pulsare dell’energia attraverso il suo corpo, e la forza degli scoppi energetici dal petto gli causano sulla t-shirt – e sulla pelle – ustioni più brutte dei peggiori tatuaggi di Ed Hardy.

Per fortuna, nella cittadina il ragazzo incontra la bella figliola che è disposta a tollerare il suo bizzarro comportamento: Sofia (Ana Villafañe), che non è solo intelligente, raggiante e alla mano, ma sa anche come aggiustare le biciclette. Per capirsi, è vicinissima a una Manic Pixie Dream Girl.

In ogni caso, dopo una serie di sequenze di inseguimento tutte molto simili e spiegazioni pseudo-scientifiche nonsense, si arriva al decisivo scontro finale tra Max nella sua futuristica corazza e un altro personaggio con indosso un’altra futuristica corazza (non vogliamo rovinarvi la sorpresa sulla sua identità), che nelle intenzioni dovrebbe essere drammatico e teso, ma finisce per essere ridicolmente stupido. Hendler taglia ripetutamente sui volti dei due contendenti all’interno delle tute per mostrare gli sforzi e i grugniti mentre lottano per controllarsi a vicenda, ma il risultato è talmente grottesco da rendere addirittura difficile ricordarsi per cosa stiano combattendo.

Un film basato su un giocattolo dovrebbe essere molto, ma molto più divertente di così.

Di seguito il trailer originale di Max Steel:

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[recensione] Max Steel di Stewart Hendler
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[recensione] Max Steel di Stewart Hendler
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L'adattamento del noto personaggio della Mattel, interpretato da Ben Winchell, è uno sbiadito e raffazzonato tentativo di scimmiottare i film di supereroi
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