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Voto: 8/10 Titolo originale: 花樣年華 , uscita: 29-09-2000. Budget: $3,000,000. Regista: Wong Kar-Wai.

La recensione concisa: In the mood for love di Wong Kar-wai (2000)

20/04/2021 recensione film di Gioia Majuna

Maggie Cheung e Tony Leung sono i magnifici protagonisti di una storia d'amore delicata e proustiana

In the mood for love film 2000

Dice un vecchio proverbio arabo che chi non capisce uno sguardo non capirà una lunga spiegazione. I due protagonisti di In the mood for love (Fa yeung nin wa), magnifico, sospeso, personale film d’amore con effetti speciali del cuore non corrono questo rischio: s’intendono al volo, ma preferiscono il rimpianto al rimorso, vivranno un amore possibile ma non realizzato, forse il migliore, in attesa di rimpiangerlo.

In the mood for love poster 2000Sono un giornalista e una segretaria, elegantissima in abiti aderenti di tipo cheongsam, inquilini di un fabbricone in cui vive nel 1962 la comunità di Shangai a Hong Kong.

Spesso soli, perché i rispettivi, invisibili coniugi viaggiano e probabilmente se la intendono. Così i due si studiano, si osservano, si amano a distanza, senza il coraggio di raddoppiare una relazione adulterina, mentre il regista Wong Kar-Wai (Hong Kong Express) infila nella colonna sonora a tradimento ‘Quizas, quizas, quizas’ di Nat King Cole, prima di disperdere i due amanti virtuali nel tempo e nel mondo: senza fine.

Storia semplice e non nuova quella di In the mood for love, ma mai così nuova e struggente per il tocco romantico del cinema tipico di Wong Kar-Wai. Le mani si toccano, gli sguardi s’incrociano, le fantasie galoppano, essi vivono anche nei rispettivi coniugi. Il film – presentato in concorso a Cannes nel 2000 e ispirato al romanzo breve Un incontro (o Intersection) di Liu Yichang – seduce e cattura per la verità dei mezzi toni con cui racconta le pene d’ amor perdute, un passo a due sulle punte della solitudine.

E così, i due splendidi protagonisti – Maggie Cheung (Ashes of time) e Tony Leung Chiu-Wai (vincitore del premio come Miglior attore al Festival transalpino) – mantengono l’ambiguità dei sensi, un desiderio impalpabile, come la stoffa stessa di In the mood for love.

All’epoca salutato dalla stampa occidentale come l’erede cinese di Michelangelo Antonioni, Wong Kar-wai simula qui un’attrazione fatale a tavolino e la rimpiange secondo l’etica della recherche proustiana, esprimendo l’invisibile delle emozioni con una cinepresa che sta al passo dei sentimenti e avvolge lo spettatore di calore.

Di seguito trovate il trailer internazionale di In the mood for love:

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