Titolo originale: Indiana Jones and the Kingdom of the Crystal Skull , uscita: 21-05-2008. Budget: $185,000,000. Regista: Steven Spielberg.
Kathleen Kennedy: Spielberg e Harrison Ford non erano convinti di Il regno del teschio di cristallo
12/06/2026 news di Stella Delmattino
L'ex presidente di Lucasfilm ritiene che proprio questa esitazione abbia reso il quarto Indiana Jones il più debole della saga

A distanza di quasi vent’anni dall’uscita di Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, anche una delle persone più coinvolte nella realizzazione del film ammette che qualcosa non funzionò come avrebbe dovuto.
In una lunga retrospettiva dedicata alla carriera di Steven Spielberg su Vulture, Kathleen Kennedy ha parlato apertamente delle difficoltà creative che accompagnarono la lavorazione del quarto capitolo della saga, arrivando a definirlo il più debole tra quelli diretti dal regista.
Secondo Kennedy, il problema principale nacque dall’idea stessa alla base del film.
“Steven stava faticando con quel film. Harrison stava faticando con quel film. Non volevano fare un film di Indiana Jones che coinvolgesse gli alieni e finirono per scontrarsi con George Lucas su questo punto.”
L’idea di Lucas era infatti quella di realizzare una storia ispirata alla fantascienza degli anni Cinquanta, con richiami a opere come La guerra dei mondi. Spielberg e Harrison Ford, però, erano molto meno convinti di portare Indiana Jones in quel territorio narrativo.
Dopo numerose versioni della sceneggiatura, il trio trovò infine un compromesso.
Ma secondo la Kennedy il fatto che due dei principali artefici del progetto non fossero mai davvero convinti dell’idea centrale influenzò inevitabilmente il risultato finale.
“Alla fine tutti seguirono la direzione che George voleva prendere, ed era probabilmente la scelta giusta. Ma Harrison e Steven non erano convinti al cento per cento. È per questo che, tra i quattro Indiana Jones diretti da Steven, questo è il più debole.”
Le difficoltà non riguardarono soltanto la storia.
Anche il direttore della fotografia Janusz Kamiński ha ammesso di aver trovato particolarmente complicato raccogliere l’eredità di Douglas Slocombe, autore dell’inconfondibile look visivo dei primi tre film della saga.
“Non credo di esserci riuscito, perché Douglas Slocombe era semplicemente brillante e io non sono Douglas.”
Nonostante le recensioni contrastanti, Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo incassò oltre 800 milioni di dollari nel mondo, diventando uno dei maggiori successi commerciali dell’intera saga.
Molti fan, tuttavia, non accolsero con entusiasmo la svolta fantascientifica del film, né il tentativo di introdurre Mutt Williams, interpretato da Shia LaBeouf, come possibile erede di Indiana Jones.
Anni dopo, Indiana Jones e il quadrante del destino avrebbe provato a riportare la serie su binari diversi, senza però riuscire a conquistare il pubblico come sperato.
Le parole di Kathleen Kennedy offrono oggi uno sguardo particolarmente interessante sul dietro le quinte di un film che continua a dividere gli appassionati.
E sembrano confermare una sensazione condivisa da molti spettatori fin dal 2008: quando i principali creatori di una storia non sono completamente convinti della direzione intrapresa, il risultato finale rischia inevitabilmente di risentirne.
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