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Voto: 4/10 Titolo originale: The Avengers , uscita: 13-08-1998. Budget: $60,000,000. Regista: Jeremiah S. Chechik.

La recensione concisa: The Avengers – Agenti speciali di Jeremiah S. Chechik

06/03/2023 recensione film di Gioia Majuna

Nel 1998 Ralph Fiennes, Sean Connery e Uma Thurman erano i protagonisti di una maldestra e priva di verve rivisitazione hollywoodiana della popolare serie TV degli anni '60

the avengers film 1998 uma ralph

Probabilmente non ricordate, ma all’epoca dell’uscita, se ne lessero di tutti i colori quando The Avengers – Agenti speciali venne distribuito nella esigente Inghilterra: tra le recensioni meno pesanti, si diceva che sembrava scritto da un ‘marziano di 11 anni’.

Come la moda hollywoodiana di allora ‘comandava’, si trattava dell’ennesima riscrittura di ‘fine millennio’ di un popolarissimo serial televisivo che dal 1961 al 1981 fece impazzire l’Auditel del villaggio globale — in Italia venne proposta col titolo Agente speciale — dove la trovata più gustosa era lo stile super-british del tutto, anche se opposto a quello propugnato dal coevo agente segreto James Bond.

Ora John Steed ed Emma Peel, la coppia di investigatori protagonisti (in origine Patrick Mcnee e Diana Rigg) hanno i manierismi di Ralph Fiennes e dell’americana Uma Thurman (reduce da Gattaca – La porta dell’universo), visibile anche ‘sdoppiata’, alle prese con un intrigo metereologico su scala globale.

Di cui l’anima è il cattivo August De Wynter (nomen omen …), un Sean Connery nei panni di un cattivo folle degno di quelli che lo tormentavano nei suoi film da 007.

È proprio lui che regola buffe riunioni d’affari (sporchi ovviamente) in cui sono tutti travestiti da orsacchiotti coloratissimi e vuole sconvolgere tramite il ‘Progetto Prospero’ (vedera La tempesta di William Shakespeare, ma è citato anche il Riccardo III) il clima britannico, che non potrebbe che migliorare, offrendo una perpetua glaciazione: le stagioni, signora mia, non esistono più!

E non esiste più neanche lo spirito e il climax ‘doppio’ del telefilm originale radicato ormai nella cultura pop dei 60s e qui affidato a una ridicola imitazione ghiacciata di quel british touch, inteso come il maggiore Thompson, con thè no stop. Indifferenti al racconto, svolazzanti su auto da collezione.

Ralph Fiennes (appena due anni prima nel premiatissimo Il paziente inglese) è in bombetta e bastone, Uma Thurman in completo di cuoio nero: Sean Connery si presenta invece in kilt, mentre il regista Jeremiah S. Chechik confermava con The Avengers – Agenti speciali la sua completa crisi di ispirazione, bissando la mediocrità già profusa nel remake de I Diabolici del 1996.

Se qualcosa si può salvare in questo finto kolossal targato Warner Bros. da 60 milioni di dollari di budget (ne incassò alla fine meno di 50 globalmente, finendo inevitabilmente nominato in tutte le principali categorie dei Razzie Awards dell’anno successivo) privo di ogni emozione o di sorriso peggio che un disco rotto, è il design dello scenografo tre volte vincitore dell’Oscar Stuart Craig (forse lo avete sentito nominare più di recente per la saga di Harry Potter …), che riesce abilmente a mixare le atmosfere più pop degli anni ’60 con quelle più squisitamente fantasy.

Di seguito trovate una scena di The Avengers – Agenti speciali:

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