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Titolo originale: Dracula , uscita: 30-07-2025. Budget: $52,000,000. Regista: Luc Besson.

Luc Besson a Lucca Comics 2025: da Léon a Dracula, il cinema secondo il regista francese

04/11/2025 news di Sabrina Crivelli

Ospite della prima giornata di Lucca Comics & Games 2025, Luc Besson ha ripercorso la propria carriera in una masterclass al Teatro del Giglio, prima di presentare Dracula – L'amore perduto insieme a Matilda De Angelis

luc besson dracula lucca 2025

Luc Besson non sembra particolarmente interessato a trasformare il proprio passato in un museo. A Lucca Comics & Games 2025, durante la masterclass che il 29 ottobre lo ha visto protagonista al Teatro del Giglio, il regista francese ha attraversato oltre quarant’anni di cinema mantenendo una posizione piuttosto chiara: un film, una volta terminato, deve poter vivere da solo.

È un principio che aiuta a leggere tanto la sua scarsa attrazione per sequel e ritorni nostalgici quanto la libertà con cui ha affrontato uno dei personaggi più adattati della storia del cinema. Poche ore dopo la masterclass, infatti, Besson ha presentato al Cinema Astra Dracula – L’amore perduto insieme a Matilda De Angelis, inaugurando anche il programma delle Notti Horror dell’edizione 2025.

Eppure il suo Dracula nasce da una premessa quasi paradossale: Besson non ama particolarmente l’horror.

Per Luc Besson Dracula non è soprattutto un mostro

Ciò che ha attirato il regista verso il romanzo di Bram Stoker non sono stati il sangue, le zanne o l’iconografia gotica accumulatasi in più di un secolo di adattamenti, ma una domanda sentimentale: che cosa può spingere un uomo ad aspettare per quattrocento anni la donna che ama?

Da qui nasce la chiave di Dracula – L’amore perduto. Il principe Vladimir interpretato da Caleb Landry Jones, già diretto da Besson in DogMan, perde Elisabeta, rinnega Dio e viene condannato a un’esistenza eterna. Ma l’immortalità, nella lettura del regista, non è innanzitutto un privilegio né una manifestazione di potere: è una condanna perché prolunga indefinitamente l’assenza della persona amata.

È una scelta che sposta il baricentro dal mostruoso al romantico. Besson ha spiegato di essere rimasto colpito, rileggendo Stoker, proprio dalla componente amorosa della vicenda e di avere preferito svilupparla invece di competere con la tradizione dell’horror. Il vampiro diventa così un uomo che attraversa i secoli inseguendo la possibilità di ritrovare ciò che ha perduto.

Non significa cancellare l’immaginario di Dracula, ma filtrarlo attraverso una sensibilità personale. È del resto ciò che Besson rivendica rispetto ai numerosi registi che hanno affrontato il personaggio prima di lui: lo stesso soggetto può produrre opere radicalmente diverse a seconda dell’artista che lo osserva.

Da Nikita e Léon al Quinto Elemento: personaggi prima dei generi

Questa libertà rispetto alle categorie attraversa gran parte della filmografia di Besson. Ridurre Nikita a un action, Léon a un thriller, Il quinto elemento alla fantascienza o Dracula all’horror significa descriverne il contenitore, ma non necessariamente il motore.

Nel suo cinema sono spesso i personaggi a determinare la forma del mondo che li circonda. Assassini, emarginati, creature eccentriche, figure femminili apparentemente fragili e individui che non riescono a conformarsi alle regole sociali diventano il punto di ingresso in universi visivamente molto riconoscibili.

Caleb Landry Jones in Dracula - L'amore perduto (2025)È anche per questo che la sua filmografia oscilla con tanta facilità fra produzioni intimiste e spettacoli internazionali. Da Le Grand Bleu a Nikita, da Léon a Il quinto elemento, fino a DogMan e Dracula, ritorna l’interesse per personaggi che vivono ai margini di un sistema e che proprio da quella posizione sviluppano un rapporto anomalo con il mondo.

Durante l’incontro lucchese Besson ha affrontato anche uno dei desideri più ricorrenti del pubblico contemporaneo: rivedere personaggi e universi già conosciuti. La sua risposta è stata volutamente provocatoria. Se qualcuno desidera il sequel di un suo vecchio film, può tornare a guardare l’originale.

Dietro la battuta c’è una concezione precisa del cinema. La nostalgia non dovrebbe diventare automaticamente una ragione produttiva e il successo di un’opera non implica che sia necessario prolungarla all’infinito. In un’industria sempre più dipendente da franchise, legacy sequel e proprietà intellettuali riconoscibili, la posizione di Besson appare quasi controcorrente.

Matilda De Angelis e una vampira che ribalta le apparenze

La giornata lucchese è proseguita al Cinema Astra con la presentazione di Dracula – L’amore perduto, alla quale Besson ha partecipato insieme a Matilda De Angelis. Nel film l’attrice interpreta Maria, figura che dietro un’apparenza delicata nasconde una natura decisamente più pericolosa.

Anche qui torna un elemento familiare del cinema del regista: la distanza fra ciò che un personaggio sembra essere e ciò che è realmente capace di fare. De Angelis ha descritto la propria vampira come una creatura insieme seducente, vitale e aggressiva, inserita in un racconto nel quale desiderio, morte ed eternità finiscono inevitabilmente per sovrapporsi.

La scelta di aprire con Dracula le Notti Horror di Lucca 2025 risultava perciò curiosamente appropriata proprio perché il film mette in discussione l’etichetta sotto cui viene presentato. Besson utilizza il vampiro più famoso della cultura occidentale per raccontare meno la paura della morte che l’impossibilità di accettare una perdita.

In questo senso, il Dracula di Besson appartiene perfettamente alla sua filmografia. Non perché replichi Léon, Nikita o Il quinto elemento, ma perché torna a cercare dietro un’icona qualcosa di elementare: un personaggio, un desiderio e un’emozione sufficientemente forti da giustificare tutto ciò che il cinema costruirà loro intorno.

Quattrocento anni di attesa, in fondo, sono un’immagine spettacolare. Ma ciò che interessa Besson è molto più semplice: capire chi sarebbe disposto ad aspettare così a lungo, e per chi.

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