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Titolo originale: The Rip , uscita: 13-01-2026. Budget: $100,000,000. Regista: Joe Carnahan.

Netflix risponde alle accuse: “Non chiediamo di ribadire la trama nei film, gli hater fanno gli hater”

19/03/2026 news di Stella Delmattino

Gli executive dello streamer smentiscono i rumor

ben affleck the rip set

Durante l’ultima edizione degli Oscar, il conduttore Conan O’Brien ha scherzato insieme a Sterling K. Brown su un’idea ormai diffusa: Netflix costringerebbe registi e sceneggiatori a ripetere continuamente la trama, per aiutare spettatori distratti a non perdersi nulla.

I dirigenti della piattaforma hanno però smentito con decisione questa teoria, dichiarando di aver “riso” vedendo lo sketch.

Dan Lin, responsabile della divisione film di Netflix, ha spiegato:

Non esiste un principio del genere. Abbiamo riso guardando quel momento agli Oscar, ma non c’è nessuna regola simile. Se guardate i nostri film o le nostre serie, non ripetiamo la trama. Non so da dove venga questa idea. Noi siamo concentrati nel fare grandi film.”

Di recente, anche Matt Damon ha alimentato il dibattito. L’attore ha dichiarato che, nei film Netflix, spesso è necessario: “ripetere la trama tre o quattro volte nei dialoghi, perché le persone sono al telefono.”

Secondo Damon, la piattaforma insisterebbe anche affinché i film inizino subito con una scena d’azione, per catturare l’attenzione.

Ma Lin ha ribadito la posizione ufficiale:

“Siamo semplicemente concentrati nel fare grandi film. Non esiste alcuna formula o procedura come quella che è stata descritta.”

Ancora più netta la risposta di Bela Bajaria, Chief Content Officer di Netflix:

È offensivo per i creatori e i registi pensare che daremmo indicazioni del genere e che loro le accetterebbero. Gli hater fanno gli hater e la gente si inventa le cose.”

Le accuse, però, non sono nuove. Già alcuni anni fa, la rivista N+1 aveva riportato che Netflix chiederebbe agli autori di rendere esplicite le azioni dei personaggi, così da permettere anche a chi guarda distrattamente — magari con il film in sottofondo — di seguire la storia senza difficoltà.

Secondo queste ricostruzioni, la piattaforma spingerebbe anche per inserire abbastanza “azione” o “dramma” nei primi minuti, per evitare che lo spettatore abbandoni la visione.

Diversi sceneggiatori avrebbero confermato questa tendenza, raccontando note frequenti da parte dei dirigenti: far spiegare ai personaggi ciò che sta accadendo, invece di mostrarlo.

Nel cinema e nella scrittura esiste una regola fondamentale: mostra, non raccontare. Eppure, secondo alcuni osservatori, Netflix sembrerebbe aver ribaltato questo principio, adattandosi a un pubblico sempre più distratto.

Il paradosso è evidente: la stessa piattaforma che ha prodotto film come Roma o The Irishman viene oggi accusata di semplificare eccessivamente il linguaggio cinematografico.

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