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6/10 su 166 voti. Titolo originale: Relic , uscita: 03-07-2020. Regista: Natalie Erika James.

Relic | La recensione del film horror di Natalie Erika James con Emily Mortimer

12/07/2020 recensione film di William Maga

Ci sono anche Bella Heathcote e Robyn Niven nell'esordio della regista australiana, opera intimista e 'diversamente' spaventosa

relic film 2020 robyn

Tutti sanno che i loro genitori e nonni stanno invecchiando e che un giorno moriranno, ma quando infine arriva il giorno in cui dobbiamo fare davvero i conti con questo inevitabile momento, tendiamo a chiuderci nella paura. Non è quel topo di terrore che si prova in cima alle montagne russe, o durante il jumpscare di un film slasher, ma la sensazione paralizzante di non essere abbastanza adeguati nel poter aiutare le persone che amiamo di più, le stesse persone che ci hanno aiutato a diventare gli individui siamo oggi. Al contrario, coloro che necessitano di aiuto si sentono presto incapaci di fornire il sostegno e l’assistenza necessari a coloro che ritengono sia loro dovere proteggere. Sappiamo sempre che un giorno la situazione cambierà, ma nessuno ci dice mai come affrontare questo cambio di prospettiva e l’idea di fallire nel compito è più spaventosa di qualsiasi altra provata prima.

relic film poster 2020Relic, il lungometraggio d’esordio della regista australiana Natalie Erika James (prodotto da Jake Gyllenhaal, coi fratelli Russo come produttori esecutivi), prende sia la paura paralizzante di essere inadeguati a prendersi cura dei propri parenti malati, sia quella di ‘cedere il controllo’ al processo naturale di invecchiamento e le materializza in qualcosa di molto più tangibile sotto forma di film horror. Tuttavia, è necessario dire che Relic potrebbe essere uno dei titoli di genere più gentili ed emotivamente devastanti visti negli ultimi anni. Questo non è un film brutalmente spietato, ma piuttosto un’ode bizzarramente amorevole alle vite che conduciamo e alla sfortunata natura di come sarà la fine per ognuno di noi.

Relic segue Kay (Emily Mortimer) e sua figlia Sam (Bella Heathcote), mentre viaggiano da Melbourne alla piccola città di Creswick, dove vive la madre di Kay, Edna (Robyn Niven). Dopo essere state informate dalla polizia che nessuno ha visto Edna da giorni, le due donne trovano la sua casa effettivamente vuota, senza idee su dove possa essere. I tranquilli recessi dell’abitazione ingombra di Edna sussurrano degli anni di solitudine e di confusione, con l’anziana che ha evidentemente vissuto nel suo mondo solitario di noncuranza e paranoia. Il terrore di non sapere nulla pervade la casa fino a quando, una notte, senza spiegazioni, Edna fa ritorno. Rifiutando di fornire dettagli su dove sia stata, Kay e Sam restano nei paraggi per monitorare Edna mentre si riadatta alla vita dopo la sua scomparsa. Presto scoprono che Edna, sia fisicamente che mentalmente, ha viaggiato in luoghi al di là della loro comprensione e deve presto affrontare i demoni che si manifestano insieme alla sua condizione in costante peggioramento.

Sarebbe così incredibilmente facile paragonarlo a Hereditary – Le radici del male (la recensione) o a Babadook, ma proprio come per quei film, c’è qualcosa di così incredibilmente singolare in Relic che lo rende incomparabile ad altri titoli horror del suo presunto ‘tipo’. Natalie Erika James, dando vita a un’opera meravigliosamente cupa, tesa e inquieta, crea innanzitutto un film sull’accettazione del processo di invecchiamento nei nostri cari. Il viaggio attraverso cui Relic accompagna lo spettatore nei suoi scorrevoli 89 minuti di durata ricorda le cinque fasi del dolore che bisogna attraversare prima di affrontare le cinque fasi del ‘vero’ dolore. Risponde alla domanda “Che cosa dovrei fare?” di fronte a decisioni familiari difficili con una precisione e una grazia che altri film sfrutterebbero semplicemente per strappare una lacrima. Lo fa guidandoci esplicitamente lungo la straziante strada del vedere qualcuno che prova così incredibilmente duramente ad aiutare un caro solamente per ricevere in cambio ostilità quando i suoi gesti vengono interpretati come mera pietà. Si percepisce la lotta di Sam, carica di cieco ottimismo, tra il desiderare nient’altro che il meglio per sua nonna e la dura realtà del realizzare che, forse, l’aiuto di cui avrebbe bisogno l’anziana va oltre ciò che la nostra stessa compassione può dare.

Relic (2020) film emily mortimerNon ci sono momenti da ‘salto sulla sedia’ in Relic, poiché tutti i suoi momenti di paura e disagio derivano da qualcosa di molto più emotivamente coinvolgente. Coloro che non hanno mai provato quell’ansia schiacciante potrebbero non vedere quindi il film allo stesso modo degli altri, e potrebbero persino terminare la visione pensando che non abbia fatto poi molto per meritarsi l’inserimento nel genere horror. Tuttavia, come spesso accade, i film basati sulla realtà sono molto più terrificanti di quelli in cui si muovono malevole entità soprannaturali.

Relic parla anche del vano tentativo di voler stabilire quando non siamo più in grado di occuparci adeguatamente di qualcuno e quando è il momento giusto per cedere il controllo a un ‘potere’ più qualificato, come fa Kay mentre cerca una casa di riposo per Edna. Le questioni relative alla qualità della vita nella propria abitazione rispetto a quella in una struttura specializzata al fianco di estranei altamente qualificati che potrebbero essere in grado di svolgere il lavoro che ci siamo auto-imposti meglio di noi, vanno a costituire la base per un gioco praticamente impossibile da vincere. È una risposta che non conosceremo mai, almeno fino a quando non ci troveremo a sperimentare la possibilità; e cosa succederà quando non potremo tornare indietro? Correremo il rischio? O manterremo lo status quo? Ma poi di nuovo, che cosa è realmente più ‘sicuro’? Queste sono le domande e i percorsi di riflessione su cui Relic ci accompagna, garantendo quell’atmosfera tirata e invalidante per l’intero film. Ci comprime finché non ci sentiamo impotenti.

Relic affronta anche quei brevi attimi di lucidità nei membri di una famiglia che portano a quell’inutile ottimismo che potrebbe indicare che le cose andranno bene. Questi sono forse i momenti più strazianti nell’affrontare questo processo, con la speranza che forse il tempo si sia invertito e che il mondo tornerà presto a com’era una volta, quando invece quel mondo è già svanito. C’è una scena tra Emily Mortimer (Il ritorno di Mary Poppins) e Robyn Nevin (Upper Middle Bogan) che illustra bene tale istante che, in un universo ragionevole, porterebbe facilmente quest’ultima a una candidatura all’Oscar come migliore attrice non protagonista.

relic film 2020 bellaLa scoperta del ‘vero’ orrore di Relic porta infine alla conclusione che è completamente inutile cercare di combattere il tempo. Qualunque cosa voi abbiate preso in considerazione come forma di possibile aiuto, che si tratti di una terapia, una dieta migliore, esercizio fisico, assistenza domiciliare, botox, ecc., non c’è semplicemente nulla che fermerà mai l’oggettivo passare del tempo, e l’eventuale decadimento che ne deriva. Si tratta innegabilmente di brutte faccende da affrontare e spesso saranno i periodi peggiori nella vita di una persona, ma sono l’inevitabile prezzo che paghiamo per vivere in un mondo così spietato. Prima o poi tocca a tutti, e così sarà per i nostri figli, e i loro figli, per sempre.

Tuttavia, Relic non è nichilista. Piuttosto, trova la sua catarsi nell’imparare a non temere ciò che non possiamo evitare, e ad abbracciarlo lavorando insieme a quelle inevitabili forze, per dare ai nostri cari gli ultimi anni che meritano. Se le aspettative per il debutto di Natalie Erika James erano alte (il corto Drum Wave aveva suscitato grandi lodi), difficilmente ci si poteva aspettare che avrebbe risuonato a un livello emotivo raramente sperimentato con un film horror. È un film commovente e intimo, che riesce a infondere grande conforto su come affrontare la parte peggiore del dover crescere, con più sicurezze e con meno debilitante timore. Potete lentamente cominciare a sentire che l’inutilità dell’invecchiamento svanisce per far spazio al sentimento di dare a chi ci circonda l’unica cosa che conta: amore. Nessuna quantità di orrore, frustrazione o confusione potrà mai portarlo via.

Di seguito trovate il full trailer internazionale di Relic, uscito direttamente in Digital HD e VOD il 10 luglio:

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