Ritorno al Futuro incontra Star Wars in questo film Netflix che non ti puoi perdere
16/06/2026 news di Andrea Palazzolo
In questo film poco conosciuto, tra tempo e azione fantascientifica, troviamo il punto d'incontro tra Star Wars e Ritorno al Futuro.

Quando Netflix decide di mescolare Star Wars e Ritorno al futuro in un unico film, il rischio di cadere nella trappola della nostalgia fine a se stessa è altissimo. Eppure The Adam Project, uscito nel 2022 sotto la direzione di Shawn Levy, è riuscito a trasformare questa scommessa apparentemente azzardata in uno dei film di fantascienza originali più riusciti del catalogo del colosso dello streaming.
Dal successo planetario di Stranger Things, Netflix ha cercato ripetutamente di replicare quella formula magica fatta di nostalgia anni Ottanta e narrazione originale. La serie dei fratelli Duffer, ambientata negli anni Ottanta e profondamente debitrice della cultura pop del decennio, rappresenta un caso raro: un prodotto nostalgico che è anche una proprietà intellettuale completamente nuova, non un reboot o un remake. Al contrario, buona parte delle serie di maggior successo sulle piattaforme streaming sono rivisitazioni di franchise esistenti. Wednesday, considerata l’erede spirituale di Stranger Things, è in realtà una reimmaginazione della famiglia Addams firmata Tim Burton, mentre HBO punta tutto sul reboot televisivo di Harry Potter, che adatterà i romanzi originali in formato seriale a poco più di vent’anni dall’inizio della saga cinematografica.
The Adam Project nasce proprio da questa volontà di cavalcare la nostalgia ma mantenendo un’identità originale. Netflix affida il progetto a Shawn Levy, già produttore di Stranger Things, per un film che si propone come fusione tra l’epica spaziale di Star Wars e i paradossi temporali di Ritorno al futuro. Il risultato è una storia ambiziosa ma sorprendentemente divertente: Ryan Reynolds interpreta Adam, un pilota da combattimento che nel 2050 distopico ruba un jet capace di viaggiare nel tempo. La sua missione lo porta a incontrare se stesso dodicenne, coinvolgendo la sua versione più giovane in un piano per impedire l’assassinio di sua moglie Laura, interpretata da Zoe Saldaña, un evento che ha permesso a un villain di prendere il controllo della tecnologia dei viaggi temporali.
La trama può sembrare complessa, forse persino contorta, ed effettivamente lo è. Ma è proprio qui che risiede uno dei punti di forza di The Adam Project: Levy non permette mai che le complicazioni temporali e i nodi della continuità spaziotemporale prendano il sopravvento sulla narrazione. In un’epoca in cui la costruzione di mondi fantascientifici è diventata sempre più elaborata anche sul piccolo schermo, come dimostrano serie Netflix del calibro di Altered Carbon, The Adam Project sceglie deliberatamente un approccio più leggero. La scienza alla base dei viaggi nel tempo viene trattata in modo superficiale, quasi accessorio, mentre tutta l’attenzione si concentra sulla relazione tra le due versioni di Adam e sull’avventura blockbuster che li coinvolge.
Questo approccio rilassato alla narrazione fantascientifica non è un difetto ma una scelta stilistica precisa, perfettamente in linea con l’atmosfera nostalgica anni Ottanta che permea l’intero film. The Adam Project non è certo Primer di Shane Carruth, con i suoi cervellotici paradossi temporali e la sua matematica narrativa ossessiva. All’epoca dell’uscita, i critici hanno tracciato paragoni con classici del decennio come The Last Starfighter e Tron, oltre ai più celebrati Ritorno al futuro e Star Wars. L’influenza della cultura pop degli anni Ottanta su Levy è evidente in ogni fotogramma, dalla costruzione dei personaggi alla messa in scena delle sequenze d’azione.

Il film si è rivelato un successo tale che Levy è stato scelto per dirigere nuovamente Reynolds in Deadpool & Wolverine nel 2024, un blockbuster che ha rappresentato un trionfo sia critico che commerciale, riuscendo nell’impresa di recuperare il suo budget astronomico e conquistare il plauso della critica. Questo successo non è passato inosservato alla Lucasfilm, che ha successivamente affidato a Levy la regia di Star Wars: Starfighter, in uscita nel maggio 2027.
In un panorama cinematografico dominato da franchise consolidati e rivisitazioni infinite, The Adam Project rappresenta un esperimento riuscito: un film che celebra il passato costruendo qualcosa di nuovo, che strizza l’occhio ai grandi classici senza limitarsi a copiarli. La sua sottovalutazione nel dibattito critico è forse immeritata, considerando quanto efficacemente raggiunga i suoi obiettivi di intrattenimento. Per Netflix, rappresenta la prova che è possibile creare fantascienza nostalgica e allo stesso tempo fresca. Per Shawn Levy, è stato il biglietto da visita che gli ha aperto le porte di una galassia lontana lontana.
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