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Voto: 5/10 Titolo originale: Silent Night , uscita: 30-11-2023. Regista: John Woo.

Silent Night – Il silenzio della vendetta: la recensione del film ‘muto’ di John Woo

30/11/2023 recensione film di William Maga

Il regista 77enne dimostra di non aver perso smalto in un revenge movie piuttosto canonico, cui mancano i pregi delle opere a cui si ispira

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Quando si considerano le etichette affibbiate dal reparto a marketing a certi registi, fa indubbiamente piacere vedere aggettivi come “visionario” o “leggendario” applicati a chi se lo merita davvero. Tra i suoi classici di Hong Kong e almeno un paio di opere hollywoodiane, il 77enne John Woo possiede certo i requisiti necessari, ma è altrettanto un peccato che non ci siano stati altri titoli degni di nota girati da lui in oltre un decennio.

Comunque ora esce nei cinema Silent Night – Il silenzio della vendetta, il ritorno di John Woo ai lungometraggi americani, che promette un sacco di sparatorie, scazzottate e altro ancora ad accompagnare una premessa stuzzicante. Ma questo film è davvero il segnale di un ‘domani migliore’? Sebbene non manchino alcuni spunti interessanti, il risultato sembra però per lo più allontanarsi da altri recenti tentativi di rivitalizzare il genere action.

Joel Kinnaman (RoboCop) interpreta un padre tormentato in cerca di vendetta dopo aver assistito alla morte del figlio, rimasto coinvolto nel fuoco incrociato di una gang ispanica la vigilia di Natale. Non bastasse, questo padre arrabbiato ha subìto una ferita alla gola che gli è costata la voce. Prendendosi un anno di tempo per allenarsi per diventare la perfetta incarnazione della vendetta, l’uomo partirà per una missione solitaria per fermare i gangster responsabili di tutto il suo dolore e la sua sofferenza.

SILENT NIGHT – IL SILENZIO DELLA VENDETTA film posterRecentemente sono arrivati online alcuni commenti di John Woo sull’attuale tendenza dell’industria americana a produrre soprattutto film di supereroi. Per la cronaca, a chiunque può piacere qualsiasi genere (non dovrebbe essere necessario sottolinearlo, ma questa è l’epoca in cui ci troviamo …), ma fa sorridere che con Silent Night – Il silenzio della vendetta il regista cinese abbia realizzato la sua versione – nemmeno troppo personale – di The Punisher.

In linea di massima, fatti alcuni distinguo, qualche ritocchino qua e là potrebbe infatti collocare a sorpresa John Woo nel magico mondo dei cinecomic. Che Silent Night – Il silenzio della vendetta sia allora all’altezza di qualcosa di simile alla rivisitazione grandguignolesca diretta da Lexi Alexander del controverso personaggio Marvel, Punisher – Zona di Guerra del 2008? No, ma c’è una ‘comfort zone’ che li rende facilmente quanto meno paragonabili.

Detto questo, è un peccato che il ritorno sulle scene di John Woo non sia migliore. Certo, l’azione non manca, e su questo torneremo, ma per quanto ci si possa divertire a vedere il personaggio di Joel Kinnaman scatenarsi, l’idea di fondo non viene minimamente sviluppata in modo imprevedibile.

Data la situazione difficile in cui si trova il protagonista, Brian, il film è anche sostanzialmente privo di dialoghi. Curiosamente, questa caratteristica lo accomuna in qualche modo al recente Nessuno ti salverà (la recensione), nel quale sentiamo sì i grugniti e gli altri effetti sonori, ma il cui approccio stilizzato significa che non ci sono parole nell’aria. Pur non essendo inedito, si tratta comunque di un modo interessante di affrontare un film d’azione, e – almeno parzialmente – potrebbe essere il gancio che ha spinto John Woo ad entrare nel progetto.

Ci sarebbe anche margine per scavare nel rapporto che va in pezzi tra Joel Kinnaman e Catalina Sandino Moreno (Barbarians), che interpreta sua moglie.

John Woo non è certo nuovo a sottotrame melò intersecate a scoppi di violenza, quindi il dramma che si volge tra i due genitori in lutto dovrebbe garantire un certo peso all’interno della narrazione. Tuttavia, anche per un film di 100 minuti, si ha alla fine l’impressione che ci sia stata troppa moderazione a tutto vantaggio di un terzo atto che non è però così lungo – o ricco di soddisfazioni – come invece dovrebbe e potrebbe essere. E a farne le spese è soprattutto la Sandino Moreno, che a un certo punto sparisce e non torna più.

Silent Night (2023) film kinnamanSe a qualcuno venisse poi – giustamente – in mente l’acclamato franchise di John Wick (i produttori sono peraltro gli stessi …), là il senso di worldbuilding in cui si muovono i personaggi è sempre stato una parte significativa nel mantenere la visione dei vari film interessante, al di là delle spettacolari sparatorie.

Invece, Silent Night – Il silenzio della vendetta sembra più in linea con un generico direct-to-video che si poggia interamente su coreografie più o meno elaborate e acrobazie scavezzacollo. Non si tratta necessariamente di un aspetto visivo scadente, ma siamo lontani dalla grandezza di opere come Face/Off o The Killer.

C’è anche un altro aspetto delicato da considerare: ambientato in una città senza nome, il film è essenzialmente la storia di un uomo bianco arrabbiato il cui piano è quello di falciare tutti i pericolosi latinos che riesce a trovare.

Sebbene il ‘minimalismo’ sia intenzionale grazie alla scelta dei dialoghi e alle nozioni più intime che John Woo si prefigge, significa però anche che abbiamo ben poco cui appigliarci quando guardiamo un’opera in cui il bersaglio della collera mortale del personaggio principale sono esclusivamente le persone non bianche, senza che affiorino idee più profonde intorno.

E dire che il tema del vigilantismo, della vendita libera di armi, del tasso di criminalità e del degrado alle stelle o dell’inutilità della Polizia sarebbero temi sempre attualissimi negli USA, anche se sfruttati per fini exploitation.

Persino un film come Il Giustiziere della Notte del 1974 offriva una certa complessità morale a ciò che stava accadendo, insieme a un protagonista che si evolveva da semplice spettatore impotente (il personaggio di Charles Bronson passa dall’essere obiettore di coscienza a spietato vigilante).

Ma ok, mettiamo da parte questi aspetti non secondari e parliamo di ciò che è in definitiva Silent Night – Il silenzio della vendetta: un film di serie B girato da John Woo che si baserà principalmente su quanto l’autore sarà riuscito a fare con le scene d’azione in cui compaiono armi da fuoco.

silent night film vendetta wooChad Stahelski, Gareth Evans, Matthew Vaughn, Jesse V. Johnson e Christopher McQuarrie si sono distinti nell’ultimo decennio come registi d’azione moderni completi e innovativi. Questo lascia comunque spazio a John Woo per muoversi? Chiaro. Quando l’azione entra nel vivo, c’è molto da divertirsi in Silent Night – Il silenzio della vendetta, dai brutali inseguimenti in auto agli scontri a fuoco a due mani, fino a un omaggio ad Hard Boiled con tanto di piano sequenza e fucili, tutti meritevoli.

Eppure il film – per quello che alla fine dice – impiega troppo tempo per arrivare al gran finale. Manca gran parte di quello che presumibilmente la maggior parte dei fan avrebbe voluto vedere prima che le sicure vengano tolte e le pistole estratte. Senza contare che la condizione di mutismo forzato di Brian non dà alcun valore aggiunto.

Insomma, Silent Night – Il silenzio della vendetta non ha molto di più da offrire di un action qualsiasi in cui ci si può imbattere vagando per qualcuno dei vari servizi di streaming.

Il prestigio che accompagna il nome di John Woo significa almeno che c’è una qualità nella realizzazione generale che non è sempre garantita nei moderni film d’azione. Se vi basta, bene così

Di seguito trovate il trailer italiano di Silent Night – Il silenzio della vendetta, nei nostri cinema dal 30 novembre: