Un mistero internazionale rischia di gettare il mondo nella guerra: questo film fa da sequel alla serie tv cult di Prime Video
23/05/2026 news di Andrea Palazzolo
Jack Ryan è una delle migliori serie tv disponibili su Prime Video e una delle più amate. Questo film conclude la storia del personaggio interpretato da John Krasinski.

Jack Ryan, il thriller spionistico basato sui romanzi di Tom Clancy che ha conquistato il pubblico globale, sta per fare il suo ritorno dopo tre anni di assenza. Ma questa volta le carte in tavola sono completamente diverse. La quarta stagione della serie con John Krasinski nei panni dell’analista CIA diventato agente sul campo si era conclusa nel 2023, lasciando i fan con la sensazione che il viaggio di Jack Ryan fosse giunto al termine.
Eppure, mentre Reacher di Alan Ritchson continua a dominare il segmento action di Prime Video con la promessa di una terza stagione nel corso del 2026, Jack Ryan non aveva ancora detto la sua ultima parola. Invece di annunciare una quinta stagione, Prime Video ha scelto una strada completamente inedita per il franchise. Un film conclusivo.
Per comprendere la portata di questo ritorno, vale la pena ripercorrere brevemente il viaggio che Jack Ryan ha compiuto sullo schermo. La prima stagione, ambientata tra Stati Uniti e Medio Oriente, aveva introdotto il pubblico a un Jack Ryan moderno: un veterano dei Marines traumatizzato da un incidente in elicottero in Afghanistan, che aveva scelto di servire il paese dall’ombra come analista finanziario della CIA. La sua abilità nel tracciare flussi di denaro sospetti lo aveva portato sulle tracce di Mousa bin Suleiman, un terrorista complesso la cui radicalizzazione nasceva dalla tragedia personale.
La seconda stagione aveva spostato l’azione in Venezuela, immergendo Ryan in un intricato scenario di corruzione politica, crisi elettorale e la minaccia di armi nucleari sotto il regime del presidente Nicolás Reyes. Un salto geografico e tematico che dimostrava la versatilità della serie nel mantenere alta la tensione attraverso contesti geopolitici differenti.
Con la terza stagione, Jack Ryan era diventato un uomo in fuga. Incastrato per crimini non commessi, aveva attraversato l’Europa inseguendo i fantasmi della Guerra Fredda, scoprendo il Progetto Sokol, un’operazione segreta russa il cui nome, che significa “falco”, nascondeva un piano per destabilizzare l’Occidente e restaurare il dominio russo. Una stagione che aveva abbracciato pienamente i codici del thriller paranoid, con Ryan che non poteva fidarsi nemmeno della propria agenzia.
La quarta e conclusiva stagione aveva chiuso il cerchio portando Jack da Lagos, Nigeria, fino alle giungles del Myanmar, dove una rete criminale legata al traffico di droga si intrecciava con una fazione corrotta all’interno della stessa CIA. Un finale che aveva mostrato quanto in profondità potesse spingersi il marcio, anche nelle istituzioni che dovrebbero proteggere la democrazia.
La settimana che si apre rappresenta quindi un doppio passaggio di consegne: mentre una serie si congeda dopo aver ridefinito i limiti del contenuto supereroistico in streaming, un’altra risorge dalle ceneri in una forma ancora tutta da scoprire. Per gli appassionati di thriller spionistici, l’attesa di tre anni è terminata.
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