Titolo originale: Citizen Vigilante , uscita: 19-06-2026. Regista: Uwe Boll.
Uwe Boll accusa la Germania di censurare Citizen Vigilante per come racconta l’immigrazione
16/06/2026 news di Stella Delmattino
Il regista sostiene che il thriller con Armie Hammer sia stato escluso dalla distribuzione tedesca a causa dei temi affrontati dal film

Il regista tedesco Uwe Boll è tornato al centro delle polemiche. Questa volta il motivo è Citizen Vigilante, il suo nuovo thriller con Armie Hammer, che secondo il filmmaker sarebbe stato di fatto bloccato in Germania a causa dei temi affrontati dal film.
A sostenere questa tesi è lo stesso Boll, che in un’intervista rilasciata a Jeffrey Wells di Hollywood Elsewhere ha accusato le autorità tedesche di aver ostacolato la distribuzione dell’opera per il modo in cui racconta la criminalità legata all’immigrazione in Europa.
Secondo quanto riferito dal regista, il problema sarebbe nato dopo la decisione dell’ente di classificazione tedesco FSK, che avrebbe rifiutato di assegnare al film una classificazione idonea alla normale distribuzione commerciale. Una scelta che Boll considera una forma di censura mascherata da tutela dei minori.
Il regista sostiene infatti che Citizen Vigilante sia meno violento di franchise action di enorme successo come John Wick o The Equalizer, film che non hanno mai incontrato ostacoli simili sul mercato tedesco.
La vicenda assume contorni ancora più controversi osservando il contenuto del film.
Protagonista della storia è Sanders, interpretato da Armie Hammer, un uomo comune che decide di farsi giustizia da solo dopo essere diventato sempre più frustrato da quella che percepisce come una crescente ondata di criminalità nelle strade europee. Le sue azioni violente contro gruppi criminali finiscono per trasformarlo in una sorta di eroe popolare sui social media.
Secondo Boll, il film affronta temi che molti preferirebbero ignorare. Il regista ha infatti dichiarato che l’opera racconta quella che considera una realtà contemporanea europea legata all’immigrazione di massa proveniente da Paesi a maggioranza islamica e alle conseguenze sulla sicurezza pubblica.
Le sue parole non lasciano molto spazio alle interpretazioni:
“Se avessi realizzato un film su cinque neonazisti che violentano una ragazza migrante probabilmente avrebbe avuto un grande successo in Germania. Invece il mio film viene bloccato perché racconta la realtà.”
Già durante l’annuncio del progetto, inizialmente conosciuto con il titolo Dark Knight, Boll aveva descritto il film come un ritorno alle atmosfere della saga Rampage, promettendo una storia estremamente dura e violenta ispirata al contesto sociale europeo contemporaneo.
Le prime reazioni della critica sembrano confermare questa impostazione. In una delle prime recensioni pubblicate online, Jeffrey Wells ha definito Citizen Vigilante una “furiosa parabola anti-immigrazione“, paragonandolo a una versione moderna di Il giustiziere della notte con antagonisti provenienti dal Medio Oriente.
Al centro dell’attenzione c’è anche Armie Hammer, che vede nel film uno dei progetti più importanti della sua carriera recente dopo anni particolarmente difficili seguiti alle accuse di violenza sessuale emerse nel 2021 e alle conseguenze professionali che ne sono derivate.
Che si condividano o meno le posizioni di Boll, una cosa appare certa: Citizen Vigilante è destinato a far discutere ben oltre il suo valore cinematografico. E proprio questa forte carica polemica potrebbe trasformarlo in uno dei titoli più controversi dell’anno.
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