Combattimenti, intrighi e un futuro distopico: non è Blade Runner, ma una serie tv su Netflix
23/05/2026 news di Andrea Palazzolo
A metà tra il grande Blade Runner di Ridley Scott e i film di Jason Bourne, questa serie tv in due stagioni di Netflix è da riscoprire.

C’è un tipo particolare di spettatore che adora sia l’estetica cyberpunk di Blade Runner sia l’adrenalina degli spy thriller alla Jason Bourne. Se vi riconoscete in questa descrizione, probabilmente non avete ancora scoperto una delle gemme nascoste nel catalogo Netflix: Altered Carbon. Due stagioni, diciotto episodi totali, e un mondo così stratificato che merita di essere esplorato nonostante la serie sia stata cancellata nel 2020 lasciando i fan con un finale insoddisfacente.
Basata sul romanzo del 2002 di Richard K. Morgan, Altered Carbon ci catapulta 360 anni nel futuro, in un’epoca dove la morte è diventata un concetto quasi obsoleto. La coscienza umana può essere digitalizzata, immagazzinata e trasferita da un corpo all’altro come si cambierebbe un abito. Questa pseudo-immortalità ha stravolto le strutture sociali, creando una nuova aristocrazia di ultra-ricchi che vivono da secoli e un sottoproletariato che fatica a permettersi anche un corpo decente.
Al centro di questo universo distopico troviamo Takeshi Kovacs, ex soldato ribelle che ha combattuto contro il nuovo ordine mondiale 250 anni prima dell’inizio della serie. La sua coscienza viene risvegliata da uno stasi forzato e inserita in un nuovo corpo con un’offerta che non può rifiutare: risolvere un misterioso omicidio in cambio di una seconda possibilità di vita, questa volta alle sue condizioni.
L’estetica visiva di Altered Carbon attinge a piene mani dal capostipite del cyberpunk cinematografico. Le megalopoli verticali, i neon che squarciano la nebbia perpetua, le disuguaglianze sociali evidenti nell’architettura stessa della città: tutto richiama l’atmosfera di Blade Runner ma con una sua personalità distintiva. Non è semplice imitazione, è evoluzione di un linguaggio visivo che il pubblico ama da decenni.
Dall’altro lato dell’equazione c’è l’elemento spy thriller. Kovacs non è un detective qualunque: è un ex operativo con competenze in assassinio, spionaggio e guerra. Le sue abilità lo collocano nella stessa tradizione di Jason Bourne, un agente letale con un passato nebuloso e riflessi fulminei. Il mystery centrale si dipana attraverso tradimenti, complotti politici e azione viscerale che tiene incollati allo schermo.
Altered Carbon mescola neo-noir, cyberpunk, spy thriller e persino epica bellica in una combinazione che raramente si trova in televisione. È una serie che indossa le sue influenze con orgoglio, senza timidezza. Quando sceglie di percorrere la strada più ovvia o estrema di un genere, lo fa con tale convinzione che spesso funziona magnificamente.
Per chi cerca qualcosa che unisca la profondità tematica della fantascienza distopica alla pura adrenalina dello spy thriller, questa serie offre esattamente quel mix. È un prodotto che non teme di essere stratificato, che rispetta l’intelligenza dello spettatore chiedendogli di seguire intrecci complessi mentre lo gratifica con sequenze d’azione memorabili.
© Riproduzione riservata



