Come Jujutsu Kaisen, ma il suo esatto opposto allo stesso tempo: questo anime del 2026 ha stupito i fan su Crunchyroll
21/05/2026 news di Andrea Palazzolo
Witch Hat Atelier ha stupito tutti i fan degli anime su Crunchyroll nel 2026 per aver portato su schermo un personaggio simile e opposto a uno di Jujutsu Kaisen.

Nel panorama degli anime degli ultimi anni, pochi personaggi hanno raggiunto la popolarità stratosferica di Satoru Gojo. Il maestro di Jujutsu Kaisen ha conquistato fan in tutto il mondo grazie al suo carisma travolgente, al suo aspetto iconico e alla capacità di giustificare costantemente il suo status di stregone più potente attraverso scene d’azione sempre più spettacolari. Gojo è diventato un fenomeno generazionale a tal punto che anche chi non ha mai visto Jujutsu Kaisen lo riconosce immediatamente, e il suo contributo al successo globale della serie è innegabile.
Con Gojo assente dall’anime dalla seconda stagione di Jujutsu Kaisen, il fandom si trova di fronte a un vuoto difficile da colmare. Chi può prendere il suo posto nell’immaginario collettivo degli appassionati di anime? La risposta potrebbe arrivare da uno dei titoli più promettenti di Crunchyroll nel 2026: Witch Hat Atelier, l’anime prodotto da Bug Films che ha introdotto un personaggio capace di riempire quel vuoto in modo sorprendente e, soprattutto, completamente inaspettato.
Qifrey, il misterioso maestro di magia protagonista di Witch Hat Atelier, condivide con Gojo molto più di una semplice somiglianza superficiale. Entrambi sono utilizzatori di magia attraenti, con capelli bianchi, occhi blu penetranti e un caratteristico accessorio nero che copre parte del volto. Fungono da mentori per una nuova generazione di praticanti di magia e si oppongono attivamente alle rigide regole imposte dalle istituzioni delle loro rispettive società. Questa struttura narrativa non è certo unica nel mondo degli anime, ma le analogie tra i due personaggi sono troppo evidenti per essere ignorate.
Ciò che distingue veramente Qifrey da Gojo, però, è la sua ambiguità morale. Mentre Gojo è stato fin dall’inizio caratterizzato come un eroe, seppure con i suoi difetti e le sue stranezze, Qifrey opera in una zona grigia molto più inquietante. Non esita a manipolare persone che dovrebbero essere suoi amici e alleati per raggiungere i suoi obiettivi personali. Ha accettato Coco come apprendista non principalmente per aiutarla o per altruismo, ma perché la ragazza rappresentava una pista concreta verso i Brimmed Caps, il gruppo antagonista che sta cercando.
Questo non significa che Qifrey sia privo di umanità o di sentimenti genuini. Nonostante la sua agenda personale, il suo desiderio di proteggere Coco e di insegnarle la magia è autentico. Si preoccupa davvero per i suoi studenti e per le persone a lui vicine. Ma la sua disponibilità a usarli come pedine quando necessario lo colloca in una categoria morale completamente diversa rispetto a Gojo, e a seconda di come l’anime deciderà di sviluppare il suo arco narrativo, potrebbe trasformarsi in un vero e proprio antagonista, anche se mosso da buone intenzioni.

Ed è proprio questa differenza radicale a rendere Qifrey uno dei personaggi più affascinanti di Witch Hat Atelier. L’universo creato dalla mangaka Shirahama Kamome prospera sulla moralità sfumata: i villain hanno spesso motivazioni legittime per ribellarsi a un sistema che li ha emarginati, mentre le autorità al potere sostengono regole palesemente ingiuste in modo così rigido da vanificare qualsiasi aspetto positivo del loro operato. Qifrey si posiziona esattamente nel mezzo di questi due estremi, rendendo ogni sua azione imprevedibile e carica di tensione narrativa.
È difficile prevedere se qualcuno riuscirà mai a sostituire completamente Gojo in termini di popolarità e rilevanza culturale, soprattutto considerando che l’anime di Jujutsu Kaisen non è ancora terminato. Tuttavia, proprio per le sue similitudini superficiali e le sue profonde differenze caratteriali, Qifrey rappresenta uno dei migliori “sostituti” che il fandom potesse desiderare. Non è una copia sbiadita, ma un’alternativa ricca e stratificata che offre qualcosa di diverso: un personaggio che ci costringe a interrogarci sui limiti della giustizia personale, sul costo della vendetta e su quanto si possa scendere a compromessi prima di perdere la propria umanità.
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