Home » TV » Sci-Fi & Fantasy » Fringe ci ha mostrato copie, universi paralleli e vite cancellate per 5 stagioni, ma il vero esperimento eravamo noi

Titolo originale: Fringe , uscita: 09-09-2008. Stagioni: 6.

Fringe ci ha mostrato copie, universi paralleli e vite cancellate per 5 stagioni, ma il vero esperimento eravamo noi

30/09/2026 news di William Maga

La serie di J.J. Abrams sembrava chiedersi fin dove potesse arrivare la scienza. In realtà aveva una domanda molto più inquietante: che cosa rimane di noi quando corpo, memoria e perfino la nostra storia possono essere sostituiti?

fringe stagione serie spiegazione

All’inizio sembrava soprattutto un nuovo X-Files. Un aereo pieno di cadaveri, esperimenti clandestini, mutazioni, parassiti, teletrasporto e uno scienziato geniale appena uscito da un istituto psichiatrico.

Per cinque stagioni Fringe ha continuato ad aumentare la posta: universi paralleli, doppelgänger, ricordi impiantati, timeline riscritte, persone cancellate dall’esistenza, esseri umani trasformati in macchine quasi perfette.

Ma guardandola oggi, con tutte le stagioni disponibili su Prime Video, emerge qualcosa che la rende molto più interessante del semplice catalogo di follie scientifiche che ricordiamo.

Quasi ogni grande esperimento di Fringe fa la stessa cosa: prende ciò che crediamo definisca una persona e prova a portarglielo via.

Il caso più evidente è Peter Bishop. Walter perde suo figlio da bambino, scopre un universo parallelo nel quale un altro Peter è ancora vivo e attraversa il confine per salvarlo. Finisce per portarlo nel proprio mondo.

È il peccato originale della serie, ma contiene già la domanda fondamentale: quel bambino è ancora “Peter” se non è il Peter di Walter?

Fringe potrebbe rispondere attraverso la genetica. Fa esattamente il contrario. Quel Peter diventa suo figlio perché vive con lui, lo perde, lo ritrova, lo odia e infine sceglie di amarlo.

Poi la serie ripete l’esperimento con Olivia.

Quando entra in scena l’universo alternativo, scopriamo una seconda Olivia Dunham. Stesso DNA, stesso volto, ma una storia differente. Fauxlivia non è una copia malvagia: ama, soffre, ha una famiglia, prende decisioni proprie. È una persona completa.

E Fringe complica ulteriormente il gioco quando alla nostra Olivia vengono impiantati i ricordi della sua controparte. Se possiedi il corpo di Olivia e i ricordi di un’altra Olivia, quale delle due sei?

La risposta arriva attraverso qualcosa che l’esperimento non riesce completamente a cancellare: i suoi legami. Peter continua a riaffiorare nella sua mente. Non come semplice informazione, ma come traccia emotiva.

La quarta stagione porta questa idea ancora più lontano. Peter viene letteralmente eliminato dalla timeline. Nessuno dovrebbe ricordarlo. Il mondo è stato riscritto come se non fosse mai esistito.

Eppure le persone che amava non sono semplicemente tornate a essere ciò che erano prima di lui.

Peter è scomparso, ma l’effetto che ha avuto sugli altri resiste alla sua cancellazione.

È qui che la fantascienza di Fringe rivela il proprio meccanismo. La serie continua a modificare corpi, cervelli, universi e tempo per verificare quanto debba essere sottratto a una persona prima che smetta di essere se stessa.

Non è casuale che lo showrunner J.H. Wyman abbia spiegato proprio a proposito di quella stagione che uno dei temi centrali era l’idea che «la vita è definita dalle connessioni che creiamo».

Persino Walter viene sottoposto allo stesso esperimento. Con Walternate, Fringe prende virtualmente lo stesso uomo e gli assegna due vite diverse. Uno perde Peter e lo ritrova; l’altro se lo vede portare via. Uno diventa l’eccentrico scienziato al quale impariamo ad affezionarci, l’altro il nemico che siamo inizialmente portati a temere.

Ma quando la serie ci permette di conoscere davvero l’altro universo, la distinzione comincia a crollare. Walternate non è semplicemente il cattivo: è Walter dopo una perdita diversa.

fringe osservatori serieJeff Pinkner e Wyman lo avevano detto quasi apertamente già durante la terza stagione. Fringe, spiegava Pinkner, era «una family soap opera mascherata da serie di fantascienza». Più la storia diventava fantascientifica, aggiungeva Wyman, più permetteva loro di raccontare storie umane.

Ed è per questo che gli Osservatori sono il punto d’arrivo perfetto.

All’inizio sembrano semplicemente misteriosi uomini capaci di osservare il tempo. Nell’ultima stagione scopriamo invece cosa rappresentano davvero: l’essere umano dopo aver eliminato quasi tutto ciò che la serie ha passato anni a difendere. Emozioni considerate inefficienti, legami sacrificati alla razionalità, esperienza ridotta a calcolo.

Wyman descriveva il tema della stagione finale in maniera molto precisa: il cuore non può smettere di «sentire o connettersi». September diventa fondamentale proprio perché, osservando gli esseri umani, finisce per sviluppare ciò che la sua specie ha perduto.

Così anche l’ultimo grande conflitto di Fringe non oppone davvero uomini e invasori. Oppone due definizioni di essere umano: da una parte l’efficienza assoluta degli Osservatori, dall’altra creature irrazionali che soffrono proprio perché sono capaci di amare qualcuno.

E a quel punto diventa chiaro perché la serie abbia passato cinque stagioni a moltiplicare Olivia, dividere Walter, cancellare Peter e riscrivere interi universi.

Non cercava di stabilire quale versione fosse quella autentica. Cercava di capire se un essere umano possa esistere indipendentemente dagli altri.

La sua risposta è no. Il corpo può essere duplicato. I ricordi possono essere alterati. La timeline può essere riscritta. Un’intera persona può perfino scomparire dalla storia.

Ma ciò che abbiamo fatto agli altri – e ciò che gli altri hanno fatto a noi – continua a definirci.

È per questo che Fringe oggi funziona ancora, anche quando alcuni effetti o certi “mostri della settimana” mostrano inevitabilmente la loro età. La fantascienza non serviva soltanto a immaginare tecnologie impossibili.

Serviva a togliere ai personaggi, uno dopo l’altro, tutti gli elementi con cui normalmente definiamo un’identità per vedere cosa sarebbe rimasto.

E dopo cinque stagioni la risposta non era nascosta in un laboratorio di Walter Bishop. Erano gli altri.

Tutte le 5 stagioni di Fringe sono disponibili su Prime Video Italia.

doctor who serie villain
Sci-Fi & Fantasy

Il capo della BBC ha visto un episodio di Doctor Who di 50 minuti creato interamente con l’IA: «È piuttosto buono»

di Stella Delmattino

Matt Brittin racconta di aver ricevuto una puntata non ufficiale generata con l'intelligenza artificiale. Non sostituirà gli autori, precisa, ma per il nuovo direttore generale dimostra quanto rapidamente stiano cambiando gli strumenti a disposizione dei creator

Halle Berry in Extant
Sci-Fi & Fantasy

Bambini robot, alieni e misteri: la serie sci-fi di Spielberg con Halle Berry che nessuno ricorda

di Andrea Palazzolo

La serie sci-fi del 2014 con Halle Berry prodotta da Spielberg che è scomparsa dalla memoria collettiva. Scopri perché vederla.

Dan Stevens in Legion
Sci-Fi & Fantasy

Un cinecomic ma senza supereroi: questa serie ha più misteri di Lost e Dark ed è imbattibile

di Andrea Palazzolo

Noah Hawley supera Lost con 27 episodi perfetti. Zero riempitivo, solo narrazione essenziale. Analisi della serie che ha rivoluzionato il genere.

Titanic
Sci-Fi & Fantasy

Il mix perfetto tra Titanic e Lost: la miniserie thriller di fantascienza su Netflix dai creatori di Dark

di Andrea Palazzolo

Tutto sulla serie Netflix sci-fi dei creatori di Dark. Un Titanic maledetto tra misteri, viaggi nel tempo che sfida Lost.