La scuola è appena finita, ma non in questo anime su Netflix in cui si studia per combattere
13/06/2026 news di Andrea Palazzolo
Su Netflix l'anime cult dove studenti devono uccidere il prof polpo Koro-sensei. Una storia assurda ma commovente su scuola e crescita.

Assassination Classroom, Yusei Matsui e diventato anime di culto, funziona sul paradosso di una classe di studenti considerati falliti che deve assassinare la creatura tentacolata e gialla che li istruisce, prima che questa distrugga la Terra. Sembra la trama di un delirio febbricante, invece è una delle storie più toccanti sull’adolescenza, il fallimento e la ricerca di sé stessi che l’animazione giapponese abbia prodotto negli ultimi anni.
L’anime ha sempre avuto uno strano talento per nascondere storie profondamente emotive sotto premesse ridicole. In Neon Genesis Evangelion, un teenager pilota un dio biomeccanico per combattere angeli mentre sprofonda nella depressione. One Piece racconta di un gruppo di pirati alla ricerca di un tesoro dal nome fumettistico mentre fa i conti con lutto, oppressione e traumi ereditati. Sulla carta, molte delle serie anime più amate suonano troppo assurde per essere prese sul serio, fino a quando non colpiscono con un peso emotivo sorprendente. Ed è esattamente qui che Assassination Classroom prospera.
La classe 3-E di una scuola media ospita gli studenti con i voti peggiori, quelli che il sistema ha già catalogato come inadeguati. A loro viene affidato un compito governativo top secret: eliminare Koro-sensei, una creatura capace di muoversi a Mach 20, con una pelle impenetrabile e capacità rigenerative che lo rendono praticamente invulnerabile. Il governo ha piazzato una taglia da 10 miliardi di yen sulla sua testa. Questa stessa creatura ha già distrutto il settanta percento della Luna, riducendola a una falce permanente, e promette di fare lo stesso con la Terra entro un anno.
Ma ecco il colpo di scena: questo mostro giallo a forma di polpo è anche il miglior insegnante che questi ragazzi abbiano mai avuto. Il nome stesso, Koro-sensei, nasce da un gioco di parole in giapponese tra korosenai, che significa “non può essere ucciso“, e sensei, “professore”. È un dettaglio linguistico che racconta tutto: questa creatura inarrestabile, che potrebbe annientare il pianeta in un battito di ciglia, sceglie invece di dedicarsi all’istruzione di una classe di emarginati. E lo fa con una dedizione, una pazienza e una comprensione dei loro bisogni individuali che nessun essere umano nella storia aveva mai dimostrato nei loro confronti.
Koro-sensei è il cuore pulsante della storia. Nonostante il suo aspetto da polpo giallo tentacolato, rivela gradualmente un lato profondamente umano che suggerisce un mistero più grande sotto la superficie. Le sue reazioni esagerate, la sua vanità quando qualcuno critica il suo stile di insegnamento, la sua tendenza a commuoversi davanti ai progressi dei suoi studenti: tutto indica che dietro quella forma mostruosa si nasconde qualcosa di più complesso, un segreto che la serie svela con sapienza narrativa calibrata.

L’anime, disponibile su Netflix con due stagioni, costruisce la sua narrazione su un equilibrio delicatissimo. Un action comedy sfrenata: i ragazzi escogitano piani di assassinio sempre più elaborati, nascondendo lame nei vassoi della mensa, preparando trappole esplosive durante le gite scolastiche, trasformando persino una partita di dodgeball in un’operazione militare. L’umorismo funziona perché la serie tratta l’assassinio come una normale parte della vita scolastica. Colloqui con i genitori, esami, gite e persino partite in palestra diventano occasioni per tentativi di omicidio, mentre Koro-sensei reagisce meno come un villain e più come un insegnante eccessivamente entusiasta, felice di vedere i suoi studenti migliorare la tecnica.
Pochi anime riescono a trasformare un concetto così ridicolo in qualcosa di emotivamente autentico. Eppure Assassination Classroom ci riesce, perché sotto il polpo giallo e le armi anti-sensei, batte il cuore di una storia universale: quella di ragazzi che cercano qualcuno che creda in loro, e di un insegnante disposto a dare tutto pur di vederli sbocciare. Anche se questo significa accettare che un giorno, inevitabilmente, dovranno ucciderlo.
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