10 giugno 2017

[recensione] Kidnap di Luis Prieto

Halle Barry è la mal impiegata protagonista di un thriller sciapo e prevedibile

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10 giugno 2017
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Kidnap racconta la storia di Karla Dyson (Halle Barry), che in un tranquillo giorno d’estate si reca al parco locale insieme al figlio Frankie (Sage Correa) per provare a rafforzare il legame madre-figlio. Tuttavia la tragedia è in agguato, quando il ragazzino viene rapito all’improvviso sotto il suo naso. Pur sopraffatta dal panico, la donna riesce a scorgere un uomo e una donna che costringono Frankie a salire a bordo della loro automobile prima di darsi alla precipitosa fuga. Quello che i due rapitori non sanno ancora però, è che hanno scelto la madre sbagliata, perchè Karla non si fermerà davanti a nulla per riprendersi il figlio (la serie di Taken con Liam Neeson è evidentemente un riferimento qui).

KIDNAP barry film POSTERSe questa minimale sinossi vi ha incuriosito, frenate il vostro entusiasmo, perché descrive grossomodo l’intero film. Fin dall’inizio è chiaro che questo thriller diretto dallo spagnolo Luis Prieto (Pusher remake) è tanto generico quanto il titolo stesso. Il primo atto è un tentativo molto evidente di sondare il legame tra madre (cameriera che si fa il mazzo per portare a casa due lire) e figlio, così che il pubblico possa in seguito in qualche modo preoccuparsi di ciò che sta accadendo al piccolo. Questo sforzo è però raccontato in modo così approssimativo che quasi raggiunge l’effetto opposto di far desiderare che al bambino succeda davvero qualcosa. Ma quando effettivamente ciò accade, il film si trasforma in uno strano action che procede per quella che sembra un’eternità, sfociando infine in una conclusione incredibilmente prevedibile e senza particolari o interessanti colpi di scena lungo la strada.

La maggior parte dell’azione di Kidnap si concentra in una lunga sequenza di inseguimento nella parte centrale, che tuttavia non risulta molto avvincente o ricca di pathos – nonostante i tentativi di renderla tale, visto che è evidente che Karla non solo sopravviverà, ma prima o poi riuscirà a raggiungere i rapitori, perché altrimenti il ​​film finirebbe un bel po’ prima del previsto. Durante queste scene gli sceneggiatori hanno anche ritenuto necessario far spiegare ad alta voce alla protagonista ogni cosa che sta succedendo, gridando in continuazione verso chiunque le capiti di incrociare brevemente frasi come “Hanno preso il mio bambino!” o “Mio figlio è in quella macchina!”. Potrebbe apparire una cosa normale, ma a vederlo la sensazione è ai limiti del ridicolo. Inoltre, più la Berry si preoccupa di suo figlio, meno sembra fare caso alla salute di tutti gli altri che capitano sulla sua strada loro malgrado, mentre, inseguendo a tutta velocità i malviventi, provoca un numero incredibile di gravi incidenti stradali, anche lungo la pericolosissima autostrada. Un comportamento che passa totalmente inosservato vista l’assenza di forze dell’ordine (inutili quando fanno capolino) e su cui tutti alla fine sembrano sorvolare.

kidnap film hallePrieto si rende inoltre fautore di numerose decisioni creative alquanto peculiari. Se la narrazione è praticamente in tempo reale, le sequenze di inseguimento per esempio sono inframmezzate con diverse vedute aeree delle due vetture che sfrecciano lungo l’autostrada, un espediente che a conti fatti – visto che di certo non aiutano a creare tensione – sembra avere il solo scopo di aumentare il minutaggio, che pure così arriva solo quasi a sfiorare i 90 minuti della durata ‘minima’ consentita per un film di Hollywood. Il regista non prova mai – o comunque fallisce – a cercare di rendere Kidnap visivamente interessante e a fatica pone un qualche accento sul lato emotivo della situazione, con Karla che esprime praticamente solo rabbia, senza mostrarsi disperata o impaurita come invece sarebbe ben più che lecito aspettarsi. La stessa Berry, attrice capace di vincere addirittura un Oscar in carriera, porta a casa il risultato giusto grazie a una recitazione di maniera, in un ruolo troppo assurdo e sopra le righe in più di un frangente per consentirle di esprimere con credibilità drammatica la parte. Uno sfortunato episodio che sarà per lei meglio lasciarsi alle spalle presto.

In definitiva, Kidnap è assimilabile a uno straight-to-video per realizzazione e contenuti, consigliabile (?) solamente ai fan oltranzisti della protagonista, con doveroso avvertimento che potrebbero comunque pentirsene.

Di seguito il trailer originale:

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Titolo
[recensione] Kidnap di Luis Prieto
Descrizione
Halle Barry è la mal impiegata protagonista di un thriller sciapo e prevedibile
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Il Cineocchio
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