20 agosto 2017

[recensione] La Fratellanza di Ric Roman Waugh

Nikolaj Coster-Waldau è il credibile e appassionato protagonista di un crime movie solido, che esagera un po’ troppo soltanto nel finale

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20 agosto 2017
la fratellenza film 2017

Nonostante venga pubblicizzato come un thriller, gli aspetti più interessanti di La Fratellanza (Shot Caller) sono decisamente quelli drammatici. Sotto tutto lo strato di machismo e gli orpelli dei crime / prison movie tradizionali, lo sceneggiatore e regista Ric Roman Waugh (Snitch – L’infiltrato) riesce a dire la sua sull’impatto disumanizzante dell’incarcerazione. Sebbene molti aspetti della narrazione risultino fin troppo familiari e molteplici colpi di scena, specie verso la fine, siano un po’ difficili da digerire, il film tiene alta l’attenzione dello spettatore soprattutto grazie alla convincente e inusuale – per lui – interpretazione di Nikolaj Coster-Waldau (il cui lavoro a tempo pieno in Il Trono di Spade ha di fatto limitato di molto le sue apparizioni sul grande schermo negli ultimi anni) e in parte perché il suo personaggio è delineato in maniera più approfondita di come normalmente avviene in pellicole di questo tipo.

LA FRATELLANZA posterLa vicenda si dipana in due momenti separati da lasso di tempo di circa dieci anni. Nel “presente”, il criminale e membro di una gang Money (Coster-Waldau) è appena stato rilasciato di prigione. Dopo aver incontrato il suo ufficiale di guardia, Kutcher (Omari Hardwick), rintraccia la sua ex moglie, Kate (Lake Bell), per darle dei soldi e dirle che non intende rivedere il loro figlio, ora adolescente. Crede che il ragazzo avrà una vita migliore dimenticando per sempre il padre e non ripeta i suoi stessi errori. Nonostante sia libero, Money non ha chiuso col crimine. Il suo primo compito una volta fuori è infatti quello di lavorare insieme a un altro ex detenuto, Shotgun (John Bernthal), su una vendita di armi organizzata dal capo della gang, The Beast (Holt McCallany), che si trova ancora dietro le sbarre. Money ha tuttavia il proprio piano e cominciamo a capire di cosa si tratti soltanto nel momento in cui vediamo i flashback degli eventi accaduti immediatamente prima e subito dopo l’ingresso di Money nel carcere. Quando entra in prigione, Jacob (che presto si guadagna il soprannome di “Money”) è un tipico colletto bianco che deve scontare un paio di anni per omicidio stradale (un suo amico, che era a bordo della sua auto, è infatti rimasto ucciso in un incidente causato da una combinazione di alcol e scarsa attenzione). Money non è un killer, ma è pragmatico e sa che per sopravvivere nella sua nuova “casa”, deve seguire un credo semplice: essere un guerriero o una vittima. Sceglie di rientrare nel primo caso, ma le conseguenze di questo percorso includono il contrabbando di oggetti in luoghi dove non batte il sole e utilizzare rasoi per eliminare informatori e rivali. In poco tempo, questo impiegato modello diventa un assassino spietato. La sua partecipazione a un’uccisione particolarmente brutale aggiunge otto anni alla sua condanna, spingendolo a tagliare i ponti con la moglie e il figlio e accettare senza problemi la richiesta di divorzio.

Money non è guidato dall’avidità, dal desiderio di potere, o da qualsiasi altra motivazione tipica dei gangster nei film come La Fratellanza. Al contrario, la sua caratteristica primaria è l’amore per la sua famiglia. Li mette davanti a tutto sempre e comunque e fa tutto ciò che è necessario per assicurarsi che siano protetti e curati. E se questo include scomparire dalle loro vite, così sia. E non solo, ma qui si finisce nel territorio dello SPOILER. Le motivazioni di Money rendono il personaggio simpatetico anche quando le sue azioni sono sanguinose e spietate. All’inizio, l’unico sangue sulle sue mani è il risultato dell’avventatezza e di una disgrazia. Lo stesso non si può certo dire alla fine.

la fratellanza filmCome detto, dal momento in cui è entrato nel cast di GoT nel 2011 come uno dei dieci personaggi principali, non abbiamo avuto molte occasioni di vedere Nikolaj Coster-Waldau dimostrare le sue capacità recitative in altri ruoli. La Fratellanza ci dà ora un’idea di ciò di cui è capace e che ci siamo sostanzialmente persi fino ad ora (Gods of Egypt lo tralasciamo). Money subisce una trasformazione radicale e Coster-Waldau rende tali cambiamenti credibili. Anche il cast di supporto, che include John Bernthal (The Walking Dead), Lake Bell (In a World), Benjamin Bratt (già apparso in Snitch) e Holt McCallany (Sully), è solido, ma questo è un film dominato da Coster-Waldau.

Se si deve fare un appunto a Waugh, è l’aver voluto strafare nell’ultimo atto. Nel tentativo di sorprendere il pubblico, il regista/sceneggiatore costruisce infatti uno scenario dalla plausibilità vicina allo zero. In un’opera meno seria e drammatica, dove le ridicolaggini sono la regola, l’idea avrebbe potuto pure funzionare, ma, almeno per i primi 90 minuti, La Fratellanza si sforza di essere qualcosa di più. I suoi forzati e ridicoli twist alla fine ne diminuiscono la portata complessiva e, anche se il climax è visceralmente soddisfacente, resta tuttavia deludente perché costruito su una sospensione dell’incredulità troppo elevata anche per lo spettatore medio che cercava semplice intrattenimento da birra e pop-corn. In ogni caso, le contorte dinamiche del mercato italiano porteranno La Fratellanza – al contrario del resto del mondo dove è già uscito direttamente in VOD – nei nostri cinema il 7 settembre. Un’iniziativa che va sicuramente premiata vista l’indubbia qualità sopra la media del genere di questo titolo.

Di seguito il trailer ufficiale italiano:

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[recensione] La Fratellanza di Ric Roman Waugh
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Nikolaj Coster-Waldau è il credibile e appassionato protagonista di un crime movie solido, che esagera un po' troppo soltanto nel finale
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Il Cineocchio
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