300 ostaggi, ma lei farà qualsiasi cosa per salvarne uno solo: questo action su Prime Video è la visione perfetta per il weekend
30/05/2026 news di Andrea Palazzolo
Un nuovo film action sta scalando la vetta dei contenuti più visti di Prime Video, ma ancora troppe poche persone lo conoscono.

C’è qualcosa di ipnoticamente assurdo nell’idea di Daisy Ridley, l’eroina della saga di Star Wars, che si ritrova a pulire vetri sospesa nel vuoto londinese. Eppure è proprio questa la premessa di Cleaner, thriller d’azione diretto da Martin Campbell su Amazon Prime Video. Un film ricco di adrenalina verticale e una protagonista improbabile e determinata.
Il regista gallese, veterano del genere action con crediti che vanno da GoldenEye a Casino Royale, torna dietro la macchina da presa per raccontare una storia che strizza l’occhio ai classici degli anni Novanta, in particolare a quel Die Hard che ha definito il genere del “singolo eroe contro tutti in uno spazio confinato”. Ma questa volta l’eroe non è dentro l’edificio: è fuori, letteralmente appeso a cinquanta piani d’altezza, armato solo di corde, imbracature e un passato militare che credeva di essersi lasciato alle spalle.
La protagonista si chiama Joanna Locke, detta Joey, ed è interpretata da Daisy Ridley in quello che rappresenta il secondo confronto cinematografico con Clive Owen dopo Ofelia – Amore e morte del 2018. Ex soldatessa con un passato segnato da violenze familiari, Joey ha trovato nella scalata e nel lavoro in quota una forma di terapia e sopravvivenza. La sua esistenza precaria viene stravolta quando, durante il gala annuale di una potente compagnia energetica ospitato in un grattacielo di Canary Wharf, un gruppo di attivisti radicali prende in ostaggio oltre trecento persone.
Quello che inizia come una protesta contro la corruzione e le menzogne ambientali dell’azienda degenera rapidamente in qualcosa di molto più pericoloso. Uno degli attivisti, spinto da un fanatismo anarchico e da un’agenda personale, prende il controllo della situazione trasformando la dimostrazione in una minaccia letale. All’interno dell’edificio si trovano politici, dirigenti e, non per caso, Michael, il fratello minore di Joey: un ragazzo autistico con una passione per l’hacking informatico e una determinazione incrollabile nello smascherare le ingiustizie del sistema.
Joey si ritrova così nel posto più improbabile e perfetto al tempo stesso: fuori dall’edificio, nel vuoto, invisibile alle forze dell’ordine e ai sequestratori. La sua posizione, che sembrava condannarla all’impotenza, diventa l’unica possibilità di salvezza per tutti quelli intrappolati dentro. Senza armi, senza comunicazioni affidabili, sospesa tra cielo e terra, dovrà usare ogni risorsa fisica e mentale per infiltrarsi nel grattacielo e fermare una spirale di violenza che minaccia di trasformarsi in strage.

Cleaner si inserisce in un filone ben preciso: quello degli action thriller che prendono una formula collaudata e cercano di rinnovarla con un twist originale. In questo caso, il twist è la posizione della protagonista, letteralmente fuori dagli schemi. L’idea di un’eroina lavavetri che diventa l’unica speranza di salvezza ha un fascino visivo innegabile e offre opportunità per sequenze d’azione inedite, giocate su prospettive vertiginose e angolazioni che sfruttano la paura primordiale del vuoto.
Per Daisy Ridley, reduce dall’enorme esposizione mediatica legata a Star Wars e da scelte di carriera che l’hanno vista esplorare registri diversi, Cleaner rappresenta un ulteriore tassello nella costruzione di un’identità attoriale post-Rey. La sfida è dimostrare di poter portare un film sulle proprie spalle anche al di fuori dell’universo Disney, in ruoli fisicamente impegnativi che richiedono presenza e credibilità action. La sua Joey è una donna segnata ma non spezzata, capace di violenza ma mossa dall’amore fraterno, un personaggio che sulla carta ha tutte le caratteristiche per funzionare.
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