50 ragazzi si sfidano fino alla morte, ma non è Hunger Games: su Prime Video il film tratto dal libro di Stephen King
23/10/2026 news di Andrea Palazzolo
Il film tratto da Stephen King diretto da Francis Lawrence con Cooper Hoffman arriva su Prime Video ed è già in tendenza.

C’è qualcosa di profondamente disturbante nell’idea di camminare fino a morire. Semplicemente camminare. Un passo dopo l’altro, finché il corpo non cede. È questa la premessa di The Long Walk, il film diretto da Francis Lawrence che arriva su Prime Video e che porta finalmente sullo schermo uno dei romanzi più oscuri e viscerali di Stephen King.
Scritto nel 1979, La lunga marcia è stato per decenni considerato quasi inadattabile. Non per complessità tecnica, ma per la natura stessa della sua crudeltà: cinquanta adolescenti costretti a camminare senza sosta, sorvegliati da soldati armati, in un’America distopica governata da un regime totalitario. Le regole sono semplici quanto brutali: mantieni una velocità minima di quattro miglia all’ora, o ricevi un avvertimento. Al terzo avvertimento, vieni eliminato. Sul posto. Senza appello.
Il progetto ha avuto una gestazione lunga quasi quanto la marcia stessa. Già nel 1988 si parlava di un adattamento con George A. Romero alla regia, maestro dell’horror sociale che avrebbe potuto dare alla storia la giusta dose di critica politica. Non se ne fece nulla. Nel 2007 fu Frank Darabont, collaboratore storico di King dopo Le ali della libertà e Il miglio verde, a ottenere i diritti, immaginando un film a basso budget che rispettasse la claustrofobia del romanzo. Anche quel tentativo naufragò. Nel 2018 toccò ad André Øvredal, ma fu solo nel 2023 che Lionsgate diede luce verde definitiva, affidando la regia a Francis Lawrence.
Al centro della storia c’è Raymond Garraty, interpretato da Cooper Hoffman, figlio del compianto Philip Seymour Hoffman e già notato in Licorice Pizza di Paul Thomas Anderson. Ray è il classico ragazzo qualunque del Maine che, nonostante le suppliche della madre, decide di partecipare alla Long Walk. Le sue motivazioni, come quelle degli altri quarantanove concorrenti, restano sfumate, confuse. C’è chi cerca gloria, chi un premio in denaro, chi semplicemente non sa dire di no al sistema. La marcia diventa un rito di passaggio perverso, trasmesso in diretta nazionale come fosse una gara sportiva.
Accanto a Garraty si muove Peter McVries, interpretato da David Jonsson, attore britannico visto in Rye Lane e nella serie Industry. McVries diventa il principale interlocutore di Ray durante il cammino, una voce cinica e disillusa che fa da contrappunto all’iniziale ingenuità del protagonista. Tra gli altri camminatori spiccano Stebbins di Garrett Wareing, figura enigmatica e distaccata, e Gary Barkovitch di Charlie Plummer, il provocatore del gruppo che cerca di destabilizzare psicologicamente gli avversari.
Ma il vero volto del regime è il Maggiore, interpretato da Mark Hamill in un contro-casting che ribalta completamente la sua iconica immagine di Luke Skywalker. Hamill costruisce un personaggio freddo, paterno in modo distorto, incarnazione di un potere che si presenta come benevolo mentre perpetra violenza sistematica. La sua presenza in jeep, che accompagna la marcia dall’inizio alla fine, è costante e opprimente.
Con una durata di 108 minuti, il film mantiene un ritmo serrato nonostante la natura ripetitiva della marcia, alternando momenti di introspezione a esplosioni di tensione, costruendo una pressione che cresce fino a diventare insostenibile. La fotografia cattura l’America profonda con uno sguardo insieme nostalgico e alienante, trasformando paesaggi familiari in scenari di un incubo collettivo.
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