Home » Cinema » Horror & Thriller » Dolph Lundgren implacabile con i demoni nel nuovo trailer di Don’t Kill It

Dolph Lundgren implacabile con i demoni nel nuovo trailer di Don’t Kill It

22/09/2016 news di Redazione Il Cineocchio

Il film, diretto dall'eccentrico Mike Mendez, debutterà a brevissimo al Fantastic Fest di Austin

Qualche tempo fa vi abbiamo mostrato il primo trailer dell’eccentrico Don’t Kill It, diretto Mike Mendez – regista degli s(cult) Lavalantula e Big Ass Spider! – che vede protagonista Dolph Lundgren (I Mercenari). Ora, in concomitanza con la premiere mondiale al Fantastic Fest di Austin in Texas, è stato diffuso un secondo trailer!

don't kill itQuesta la sinossi ufficiale:

Un’antica e malvagia entità si scatena in una piccola città dell’Alaska, lasciando dietro a sé una scia di morte e distruzione mentre passa da un ospite all’altro. L’unica speranza di sopravvivere è rappresentata da un cacciatore di demoni brizzolato (Lundgren), che ha già affrontato questa terrificante minaccia in passato. Insieme a un agente dell’FBI piuttosto riluttante, dovrà capire come distruggere un demone che ha la capacità di possedere chi cerca di eliminarlo.

Ad affiancare l’indomito cacciatore di demoni nel peculiare film gore-satanico, scritto da Dan Berk e Robert Olsen, troveremo anche Kristina Klebe (Halloween The Beginning) e Michael Aaron Milligan (V/H/S: Viral).

Di seguito il trailer, in cui vediamo il teutonico protagonista aggirarsi armato fino ai denti alla ricerca del terribile demone che possiede le sue vittime e tramutandole in folli assassini:

worldbreaker film milla
Horror & Thriller

Worldbreaker: la recensione del film fanta-apocalittico con Jovovich ed Evans

di William Maga

Brad Anderson dirige un’opera visivamente suggestiva ma incompiuta, che promette molto e non mantiene quasi nulla

what happens at night film dicaprio
obsession film horror 2026
elevation film baccarin
Horror & Thriller

Elevation: la recensione del film fanta-horror con Baccarin e Mackie

di Marco Tedesco

George Nolfi dirige un prodotto solido e teso, ma troppo derivativo per lasciare davvero il segno