Home » Cinema » Horror & Thriller » Dossier: Boxing Helena (1993), l’amore oscuro e ossessivo secondo Jennifer Lynch

Voto: 5/10 Titolo originale: Boxing Helena , uscita: 22-03-1993. Budget: $4,000,000. Regista: Jennifer Lynch.

Dossier: Boxing Helena (1993), l’amore oscuro e ossessivo secondo Jennifer Lynch

02/03/2024 recensione film di Stella Delmattino

Julian Sands e Sherilyn Fenn erano i protagonisti di un debutto ambizioso ma ben poco incisivo

Sherilyn Fenn e Julian Sands film Boxing Helena (1993)

Fischiatissimo dai critici della stampa italiana e internazionale alla prima veneziana nell’autunno del 1993 (dove venne presentato fuori concorso), Boxing Helena, opera prima della venticinquenne Jennifer Lynch, figlia del genio compreso di Twin Peaks, David, non poteva chiedere di peggio per il suo lancio.

Il film è sostanzialmente un trattato dell’ossessione amorosa, del tipo che manda in tilt all’unisono il cuore e il cervello del Dott. Nick Cavanaugh (Julian Sands), innamorato respinto dopo una sola notte della bella e provocante Helena (Sherilyn Fenn, scelta dopo il rifiuto della pudica Kim Basinger, che poi ripagò la scelta a caro prezzo). Per averla, galeotto un incidente d’auto, le taglierà prima le gambe e poi le braccia, issandola su un floreale altarino come simbolo di tutti gli amori folli e infelici di questa terra e di questo cinema, nonché ovvia metafora del subconscio a ruota libera.

Boxing Helena (1993) film posterLa poverina, che dapprima non rinuncia alle sue brave scenate, diventa col tempo un moncherino obbediente, affezionato, diciamo pure innamorato. I due passano serate insieme ascoltando musica; i giochi si fanno un poco più pericolosi quando Nick, che si è reso irreperibile da tutti e ha lasciato l’ospedale, si esibisce in ‘castigati’ show erotici.

Peccato che la sceneggiatura di Boxing Helena – scritta da Jennifer Lynch stessa – ci abbia già informati che egli soffre di eiaculazione precocissima. Ma ogni bell’incubo deve finire …

Jennifer Lynch si dà da fare con la cinepresa, accarezza col piano sequenza una cabina telefonica, pecca più volte di ralenti, manda Helena — ah la dolce vita! — a fare un peccaminoso tuffo in una fontana, si concede ogni tanto con eleganza allo stile spot TV.

E, ad onta della pubblicità, firma un film non sporcato da una goccia di sangue né da truculenza, se non spirituale. Non vediamo infatti il chirurgo all’opera nel segare gli arti, né alle prese con handicappati tentativi sessuali.

La scommessa, perduta ai punti, era quella di mettere l’obiettivo nel profondo e filmare un incubo ispirato ex aequo alla Venere di Milo e ai racconti di Egar Allan Poe. Jennifer Lynch, però, viaggia in superficie, non ha la forza di strattonare il racconto, di iniettargli quel poco di follia necessaria in Boxing Helena.

Alla filmmaker in erba, già autrice del fortunato Diario segreto di Laura Palmer, manca il ‘cuore selvaggio’ di papà David. Sherilyn Fenn, che recita anche le istruzioni per l’uso della sessualità femminile, è comunque splendida e l’immagine beatificata di ‘moncherino umano’ (simile a E Johnny prese il fucile di Dalton Trumbo), è l’unica sequenza che riesce a finire nel subconscio dello spettatore.

Per il resto Boxin Helena — un horror romantico punteggiato da musica seria, sacra e rock — si riduce alle molte toilette in cuoio, a qualche levigata nudità, alla costruzione studiata di certe inquadrature. Eppure sono assenti ingiustificate l’angoscia, la fissazione, mentre l’autrice cerca in ogni modo di arrivare ai nostri istinti più morbosi. Tuttavia paga solo con la testa, mai col cuore.

Il biondo Julian Sands, il maniaco che stacca i fili con la realtà, opta per una fissità espressiva inquietante: ma psicologicamente va in orizzontale, comincia e finisce con la stessa espressione. Incolpevole ma ridicola la battuta in cui Helena gli chiede: “Ma mi ami? Come mi ami?”, che ricorda uno storico spot della Sip: ai mostri, ai freak, tutto è permesso.

Di seguito trovate il trailer ufficiale di Boxing Helena:

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