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Intervista esclusiva | Takashi Miike: “Sono un regista ‘pentola’ e vorrei dedicarmi all’animazione”

27/11/2017 news di Alessandro Gamma

Abbiamo incontrato il prolifico regista giapponese, parlando dei suoi primi 100 film e dei suoi adattamenti dei manga L'Immortale e Le bizzarre avventure di JoJo

Presente all’ultima edizione del Festival del cinema fantastico di Sitges con ben due film, entrambi adattamenti per il grande schermo di due notissimi manga, ovvero Blade of the Immortal (la nostra recensione) e JoJo’s Bizarre Adventure: Diamond is Unbreakable – Chapter I (la nostra recensione), abbiamo avuto modo di sederci qualche minuto a parlare con il prolificissimo Takashii Miike, che proprio quest’anno festeggia il superamento dell’incredibile traguardo dei 100 film diretti in poco più di 2o anni di carriera.

Siamo qui a celebrare il suo 1oo° film, ma quali ricordi ha invece del primo, Shinjuku Triad Society del 1995?

All’epoca non pensavo che sarei arrivato a girare 100 film. Posso dirti però che tra allora e oggi non vedo così tante differenze … c’erano pochi soldi e facevo fatica a convincere i produttori a darmeli. Ora è la stessa cosa! [ride]

Il prologo di Blade of the Immortal [ispirato a L’Immortale di Hiroaki Samura] è girato in bianco e nero per omaggiare direttamente le pagine del manga? C’è una ragione per cui ha deciso di non girare l’intero film in questo modo?

Ho cambiato il colore per separare i due momenti storici. La storia principale si svolge 50 anni dopo il prologo, quindi ho voluto semplicemente dare una connotazione temporale differente in base all’uso o meno del colore.

C’è un genere che non ha ancora affrontato che invece le piacerebbe esplorare?

Non ho ancora toccato la love story pura, o l’animazione. Questi sono i due generi su cui mi piacerebbe lavorare. 

C’è una ricetta segreta per arrivare a girare 100 film e a mantenere una qualità mediamente alta?

In realtà sono un tipo molto pigro. Non andavo molto bene a scuola e non mi piaceva studiare, ma mi sentivo in colpa in estate perchè non facevo i compiti. Comunque, penso che ci siano due tipi di registi: quelli che hanno un messaggio da esternare e fanno un film, io però non mi vedo così, mi sento più come una pentola presso cui si recano all’occorrenza i produttori, gettano dentro gli ingredienti e io mi occupo di cucinare la pietanza finale. Per questo faccio così tanti film. La parola usata, ‘regista’, è la stessa per entrambe le categorie, ma cambia il modo in cui il film viene realizzato.

Dal momento che il suo JoJo’s Bizarre Adventure [tratto da Le bizzarre avventure di JoJo di Hiroiko Araki ] viene presentato come Chapter I, sta già pensando al sequel? E perchè ha scelto di girare un parte delle scene proprio qui a Sitges?

No, mi sono occupato solo del primo capitolo. Per quanto riguarda la location, se conosci il manga avrai notato che l’autore ha ambientato parte dell’azione in una città che potrebbe ricordare Sitges. E’ tutto frutto della sua immaginazione il design degli edifici disegnati naturalmente, non è mai stato da queste parti, ma io ci ho trovato molti punti di contatto con Sitges e con alcuni luoghi nei dintorni, per questo motivo ho scelto di girare il film qui.

Di seguito i trailer internazionali di L’Immortale e JoJo:

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