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Lucio Fulci nel 1984: “Io come Hitchcock, mi riscopriranno tra 20 anni” | Tra le pieghe del tempo

28/05/2018 news di Redazione Il Cineocchio

Bistrattato dalla critica, il regista romano faceva il punto della situazione sulla sua carriera, profetizzando il successo e la rivalutazione dei suoi film presso i posteri

lucio fulci strada set

Regista, sceneggiatore, persino paroliere e attore, Lucio Fulci è oggi ricordato come uno degli autori ‘di genere’ italiani che più sono riusciti a lasciare un segno personalissimo e innovativo all’interno della storia del cinema horror e giallo (pur avendo affrontato trasversalmente qualsiasi genere, dal western alla commedia).

Basti pensare agli elogi di colleghi del calibro di Sam Raimi e Quentin Tarantino, che hanno citato più volte le sue opere – a parole e nei loro film -, certificandone l’assoluto valore. Pensiamo ad esempio a Zombi 2, Paura nella città dei morti viventi, …E tu vivrai nel terrore! L’aldilà, Quella villa accanto al cimitero, Non si sevizia un paperino o Sette note in nero, pellicole non proprio trattate sempre affabilmente o comprese dalla critica italiana del tempo, ma apprezzatissime all’estero fin da subito.

Tuttavia, nel luglio del 1984 il critico Gianni Rondolino incontrava Lucio Fulci, allora 57enne e reduce dal non indimenticabile Conquest, cercando di fare il punto della situazione proprio sulla carriera del regista romano e tracciandone un primissimo e insolito ritratto ‘benevolo’, riconoscendone cioè gli indubbi meriti (“Molto orrore americano recente deve non poco, sul piano degli effetti spettacolari, al cinema ‘povero’ italiano, in particolare di Fulci”), talvolta eccedendo (“Zombi 2 è decisamente superiore allo Zombi di George A. Romero”).

In ogni caso, Fulci ammetteva con una certa amarezza – o forse orgoglio:

Sono l’ultimo degli zombie del cinema italiano [pensando a Mario Bava, all’epoca già scomparso, e a Riccardo Freda, esiliato e che non avrebbe più diretto nulla].

Lucio Fulci azzardava poi una profezia:

Mi scopriranno da tra 10 o 20 anni. Ameranno i miei film come ora amano i vecchi film di Alfred Hitchcock.

Prima della sua scomparsa nel 1996, Lucio Fulci sarebbe ritornato dietro alla macchina da presa altre 11 volte, senza riuscire a riscuotere – naturalmente – alcun successo commerciale.

Come ben sappiamo, ora il suo cinema è stato più o meno rivalutato anche in Italia – all’estero, specie in Francia e negli Stati Uniti le sue qualità non vennero messe in dubbio nemmeno negli anni ’80 (la stampa là lo chiamava ‘le poète du macabre’ e ‘godfather of gore’) -, con i suoi film che sono stati distribuiti regolarmente in DVD (alcuni persino in Blu-ray) e con la pubblicazione di diversi libri che ne ripercorrono la vita e la carriera, analizzandone ‘scientificamente’ la portata e contestualizzandone il lavoro all’interno del panorama nostrano e globale.

Di seguito il trailer internazionale di L’Aldilà:

Fonte: La Stampa

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