Mark Wahlberg non voleva nemmeno leggere il copione: poi si ritrovò a recitare con l’orsacchiotto più sboccato del cinema. Ora i due film sono su Netflix
21/09/2026 news di Stella Delmattino
Sottotitolo: L’attore inizialmente rifiutò l’idea di Ted, poi cambiò opinione dopo trenta pagine. E il secondo film nacque da un progetto completamente diverso.

Mark Wahlberg non voleva nemmeno leggere la sceneggiatura. Un uomo adulto che divide la propria vita con un orsacchiotto parlante, volgare e perennemente fatto? Quando gli proposero Ted, l’attore pensò che fosse un’idea assurda. A convincerlo fu il suo agente, che rappresentava anche Seth MacFarlane. Poi accadde qualcosa di inatteso: dopo una trentina di pagine, Wahlberg si dimenticò completamente che uno dei protagonisti era un peluche.
«È semplicemente una grande commedia sull’amicizia», avrebbe raccontato in seguito, spiegando che proprio questo lo spinse a incontrare MacFarlane e accettare la parte. Il creatore dei Griffin cercava infatti un attore capace di trattare Ted come un amico in carne e ossa, senza trasformare ogni scena in una gag sull’assurdità della situazione.
Il risultato fu Ted (2012), in cui Wahlberg interpreta John Bennett, un uomo che da bambino ha espresso il desiderio di vedere prendere vita il proprio orsacchiotto. Trent’anni dopo, il miracolo è diventato un problema: Ted beve, fuma, impreca e trascina John in una serie di disastri, mentre la fidanzata Lori (Mila Kunis) vorrebbe costruire con lui un futuro più adulto.
Mark Wahlberg dovette combattere contro un orso che non c’era
La difficoltà non era soltanto accettare la premessa. Durante le riprese, Ted sarebbe stato aggiunto digitalmente in post-produzione: gli attori recitavano usando un pupazzo per le prove e riferimenti per la direzione dello sguardo, mentre MacFarlane interpretava le battute dell’orso fuori dall’inquadratura.
Wahlberg dubitò soprattutto di una scena: la violenta rissa fra John e Ted in una camera d’albergo. Temeva che combattere contro un avversario invisibile sarebbe risultato ridicolo e propose di eliminarla. MacFarlane insistette per girarla. La sequenza, con John scaraventato contro mobili e pareti da un orsacchiotto alto poco più di mezzo metro, è diventata una delle più riconoscibili del film.
Il successo portò nel 2015 a Ted 2, ma anche il seguito rischiò di essere molto diverso. MacFarlane aveva inizialmente immaginato John e Ted impegnati a trasportare un carico di marijuana attraverso gli Stati Uniti. Abbandonò l’idea quando uscì Come ti spaccio la famiglia, costruito attorno a una premessa troppo simile.
L’ispirazione per la nuova trama arrivò invece da una lettura sulla vicenda di Dred Scott, l’uomo ridotto in schiavitù che nell’Ottocento si rivolse ai tribunali statunitensi per ottenere la libertà. MacFarlane si chiese come raccontare, in chiave contemporanea e grottesca, una battaglia per il riconoscimento della personalità giuridica.
Così, in Ted 2, l’orsacchiotto sposa Tami-Lynn (Jessica Barth) e cerca di avere un figlio, ma scopre che la legge lo considera una proprietà anziché una persona. Con l’aiuto di John e dell’avvocata Samantha Jackson (Amanda Seyfried), finisce in tribunale per rivendicare i propri diritti. Il film passa quindi dalla crisi di un’amicizia alla domanda più improbabile possibile: un peluche può essere riconosciuto come essere umano?
Due film, un’unica intuizione: raccontare l’amicizia fra due adulti immaturi facendo in modo che uno dei due abbia l’aspetto di un giocattolo per bambini e si comporti come l’ultima persona alla quale affidarli. Un’idea che Wahlberg, all’inizio, non voleva neppure prendere in considerazione.
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