Home » Cinema » Sci-Fi & Fantasy » Molto prima di House of the Dragon c’era un fantasy che ci fece innamorare di un drago

Molto prima di House of the Dragon c’era un fantasy che ci fece innamorare di un drago

01/08/2026 news di Andrea Palazzolo

Uscito precisamente nel 1996, questo cult del fantasy con un drago ti farà tornare bambino (e ti appassionerà più di House of the Dragon).

Una scena di House of the Dragon

Nel 1996, mentre Hollywood investiva cifre folli in blockbuster carichi di esplosioni e muscoli digitali, un film decise di puntare tutto su un’amicizia impossibile, quella tra un cavaliere disilluso e l’ultimo drago sopravvissuto sulla Terra. Dragonheart – Cuore di drago, diretto da Rob Cohen, arrivò nelle sale con una missione quasi suicida per l’epoca: far credere al pubblico che un rettile alato generato al computer potesse avere un’anima.

E ci riuscì. Almeno per una generazione di spettatori che ancora oggi ricorda con affettoquel drago dal muso rugoso e gli occhi saggi, capace di strappare lacrime genuine nel finale. Di gran lunga diverso da produzioni moderne come House of the Dragon, Dragonheart è una di quelle perle da riscoprire che può esaltare ed emozionare.

La storia si svolge nell’anno 984, in un’Inghilterra medievale dove il tirannico re Freyen muore durante una rivolta. Suo figlio Einon, interpretato da David Thewlis, viene ferito gravemente al cuore. La madre disperata lo conduce al cospetto di un drago, l’ultima creatura della sua specie, che dona al ragazzo metà del proprio cuore per salvarlo. In cambio chiede solo una cosa: che il principe serva il suo regno seguendo i nobili ideali dei cavalieri di Camelot.

Dragonheart
Dragonheart, fonte: Universal Pictures

Ma qualcosa va storto. Einon cresce e diventa un tiranno spietato, forse ancora più crudele di suo padre. Il suo precettore Bowen, un Dennis Quaid in versione spadaccino tormentato, è convinto che il cuore del drago abbia corrotto l’animo del suo allievo. Giura vendetta e diventa un cacciatore di draghi professionista, sterminando le ultime creature sopravvissute. Dodici anni dopo, quando incontra finalmente l’ultimo drago rimasto, qualcosa cambia.

Invece di ucciderlo, Bowen e il drago – soprannominato Draco – diventano complici di una truffa itinerante: inscenano finte battaglie nei villaggi, il cavaliere finge di uccidere il mostro, gli abitanti pagano per la protezione. Un’improbabile coppia di imbroglioni che scoprirà presto di avere un destino comune molto più grande delle loro piccole truffe.

Il vero colpo di genio del film fu rendere Draco un personaggio credibile quanto gli attori in carne e ossa. La Industrial Light and Magic, la stessa società di effetti speciali fondata da George Lucas, impiegò tecnologie all’avanguardia per creare un drago fotorealistico che interagisse con l’ambiente e gli attori. Ogni scaglia, ogni movimento delle ali, ogni espressione del muso venne studiata per dare vita a una creatura che sembrasse respirare davvero.

Nel cast umano, oltre a Dennis Quaid nei panni del cavaliere Bowen, troviamo Julie Christie nel ruolo della regina Aislinn, madre di Einon. Una scelta che portava con sé il peso di una carriera leggendaria: la Christie era stata l’icona de Il dottor Zivago e Petulia, ora costretta in armature medievali. Accanto a lei, Pete Postlethwaite interpreta frate Gilbert, il monaco-cronista che segue le avventure di Bowen, mentre Dina Meyer è Kara, la giovane ribelle in fuga dal re che vuole farla sua amante.

La storia intreccia echi del ciclo arturiano con temi universali: il tradimento, la redenzione, il sacrificio. Bowen deve fare i conti con il fallimento del suo ruolo di maestro, Draco porta il peso di essere l’ultimo della sua specie, Einon incarna il potere corrotto che divora se stesso. Il film non nasconde la sua natura di favola morale, costruita secondo gli archetipi classici del fantasy.

Dragonheart rappresenta anche l’ultimo sussulto di un certo tipo di fantasy cinematografico, quello precedente alla rivoluzione digitale completa e all’affermarsi del genere come blockbuster mainstream. È un film che guarda al passato del cinema d’avventura, ai classici della Golden Age, più che al futuro degli universi condivisi e delle saghe infinite.

Tags:
Wagner Moura in The Last House
Sci-Fi & Fantasy

Sigillati in casa per 5 anni dai mostri: su Netflix, Wagner Moura nel film che richiama The Mist di Stephen King

di Andrea Palazzolo

Su Netflix il thriller sci-fi con Greta Lee e Wagner Moura. Una famiglia resta prigioniera in casa per anni durante una pioggia apocalittica.

Godzilla
Sci-Fi & Fantasy

Il Godzilla coreano è il film trash perfetto per gli amanti del fantasy e dell’azione sfrenata: ora è diventato un cult

di Andrea Palazzolo

Su Netflix trovi questo film trash del 2007 che riscrive ciò che sappiamo dei kaiju. Scopri perché questa pellicola è diventata un cult del cinema di serie B.

x-files voglio crederci film mulder
Sci-Fi & Fantasy

X-Files – Voglio Crederci: il trailer della Director’s Cut del film giudicato “troppo spaventoso” da Fox

di Stella Delmattino

A quasi vent'anni dall'uscita nelle sale, Chris Carter recupera finalmente la sua versione originale del secondo film con Mulder e Scully, rimasta finora inedita

The Creator
Sci-Fi & Fantasy

In guerra contro l’intelligenza artificiale: riscopri il grande flop sci-fi con robot e azione che meritava molta più fortuna

di Andrea Palazzolo

Scopri, o riscopri, il film sci-fi di Gareth Edwards con John David Washington che nessuno ricorda, ma che ha cambiato il genere.