Accompagni tua figlia a un concerto, ma è una trappola: l’ultimo film di un regista leggendario è il thriller perfetto per il weekend
15/05/2026 news di Andrea Palazzolo
Trap di M. Night Shyamalan conquista Netflix a due anni dall'uscita. Il thriller con Josh Hartnett nella Top 10 mondiale: ecco perché sta trovando successo.

Il cinema ha le sue vie misteriose, e Trap ne è la dimostrazione più lampante. Il thriller di M. Night Shyamalan che nel 2024 aveva diviso critica e pubblico sta vivendo una seconda giovinezza inaspettata su Hbo Max, dimostrando che a volte un film ha bisogno solo del momento giusto e della piattaforma giusta per trovare il suo pubblico.
A quasi due anni dall’uscita nelle sale, dove aveva raccolto un rispettabile bottino di 83,6 milioni di dollari a livello mondiale ma recensioni tiepide, Trap è tornato prepotentemente nella conversazione culturale. Nel weekend appena trascorso, il film con Josh Hartnett si è piazzato al sesto posto nella classifica mondiale dei film più visti su HBO Max.
La trama di Trap parla di Cooper Abbott, interpretato da un Josh Hartnett in stato di grazia, accompagna la figlia Riley a un concerto della popstar Lady Raven, ruolo affidato a Saleka Night Shyamalan, figlia del regista. Quello che dovrebbe essere un momento di spensieratezza padre-figlia si trasforma rapidamente in un incubo quando Cooper nota una presenza massiccia di forze dell’ordine nel venue. Il concerto è in realtà una trappola elaborata per catturare un serial killer noto come il Macellaio, che le autorità credono si trovi tra il pubblico.
La premessa è tipicamente shyamalaniana: un evento ordinario che nasconde strati di tensione e paranoia, un colpo di scena che ribalta le carte in tavola, un gioco di specchi tra apparenza e realtà. Ma cosa ha reso Trap così divisivo al momento dell’uscita, e cosa invece lo sta facendo funzionare ora su HBO Max?
La risposta potrebbe risiedere nella natura stessa del consumo streaming. Nelle sale, Trap doveva competere con blockbuster estivi e aspettative elevate legate al nome di Shyamalan. Su HBO Max, invece, il film beneficia di un contesto diverso: lo spettatore può scoprirlo senza l’investimento economico e temporale di una sala cinematografica, può abbandonarsi alla sua atmosfera claustrofobica dal divano di casa.

Josh Hartnett merita una menzione speciale. Dopo anni di assenza dai riflettori hollywoodiani, l’attore ha scelto ruoli più sfaccettati e rischiosi, e Cooper Abbott rappresenta forse il suo lavoro più complesso degli ultimi anni. La sua performance oscilla tra il calore paterno e l’inquietudine glaciale, creando un personaggio profondamente ambiguo che tiene lo spettatore sulla corda fino ai titoli di coda.
Per M. Night Shyamalan, regista abituato agli alti e bassi della critica, Trap rappresenta l’ennesima dimostrazione che il suo cinema ha una capacità di resilienza fuori dal comune. Che il film piaccia o meno, continua a trovare spettatori disposti a immergersi nelle sue atmosfere, a perdersi nei suoi giochi mentali, a concedergli il beneficio del dubbio. E in un’epoca in cui l’attenzione dello spettatore è la risorsa più preziosa e volatile, riuscire a mantenerla per quasi due anni è un risultato tutt’altro che banale.
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