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	<title>Il Cineocchio</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 17 Apr 2026 15:48:43 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Recensione story: The Rock di Michael Bay (1996)</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/cinema/the-rock-recensione-analisi-film-1996-michael-bay/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Tedesco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 15:48:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azione & Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[Ed Harris]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Bay]]></category>
		<category><![CDATA[Nicolas Cage]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Recensione story]]></category>
		<category><![CDATA[Sean Connery]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un action compatto e ancora attuale, dove spettacolo e scrittura trovano l’equilibrio migliore della carriera del regista</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un gruppo di Marines guidati dal generale Francis Hummel occupa Alcatraz e minaccia San Francisco con missili al gas VX, mentre il governo affida la missione impossibile a Stanley Goodspeed, chimico dell’FBI senza esperienza sul campo, e a John Mason, ex agente britannico e unico uomo mai evaso dalla prigione.</p>
<p>Da questa premessa essenziale prende forma uno degli action più compatti e riusciti degli anni Novanta, capace di fondere due modelli dominanti dell’epoca &#8211; il buddy movie e <strong>il “Die Hard in uno spazio chiuso”</strong> &#8211; senza limitarsi a replicarli, ma assorbendoli e rilanciandoli all’interno di una costruzione più consapevole, dove ogni elemento viene calibrato per sostenere tensione e progressione narrativa; non è solo un incastro di formule, ma una loro evoluzione, che arriva in un momento in cui il genere sta cercando nuovi equilibri dopo la saturazione degli archetipi degli anni Ottanta.</p>
<p>Il film funziona ancora oggi perché si basa su un impianto estremamente rigoroso &#8211; obiettivo chiaro, tempo limitato, spazio circoscritto, alleanza forzata &#8211; che elimina il superfluo e permette alla tensione di accumularsi in modo continuo e leggibile, ma è nella qualità dell’esecuzione che fa davvero la differenza: <strong>Michael Bay trova qui una misura che raramente raggiungerà di nuovo</strong>, mantenendo il suo stile visivo energico e immediatamente riconoscibile &#8211; camera in movimento, montaggio serrato, costruzione iconica dell’azione &#8211; dentro un controllo preciso, <strong>evitando che la forma diventi puro esercizio</strong> e lasciando che ogni sequenza, dall’inseguimento urbano all’assalto ad Alcatraz, risponda a una necessità narrativa concreta; è un equilibrio fragile, ma qui perfettamente centrato, in cui spettacolo e racconto non entrano mai in conflitto.</p>
<p>A distinguere The Rock dalla media del genere è soprattutto il lavoro sui personaggi, perché il cast non accompagna lo spettacolo ma lo struttura dall’interno: <strong>Sean Connery domina</strong> con un John Mason che unisce carisma, ironia e una sottile dimensione crepuscolare, trasformando quello che poteva essere un semplice archetipo in una figura quasi mitologica, sospesa tra passato operativo e rimozione istituzionale, un uomo che esiste solo quando serve e che proprio per questo acquista un’aura ancora più ambigua; <strong>Nicolas Cage</strong> costruisce invece un protagonista anomalo per l’action dell’epoca, lontano dal modello muscolare dominante, credibile proprio perché fuori posto, capace di evolvere senza mai perdere la propria identità di tecnico brillante ma inadatto al combattimento, rendendo il suo arco narrativo più umano che eroico; mentre <strong>Ed Harris</strong> eleva il generale Hummel a qualcosa di più di un antagonista, dando vita a una figura tragica, guidata da una logica distorta ma comprensibile, in cui il senso di giustizia si piega fino a diventare minaccia, introducendo nel film un conflitto morale che raramente si trova in prodotti simili e che richiama, in filigrana, il rapporto problematico tra Stato e soldati sacrificati.</p>
<p>La chimica tra Connery e Cage diventa così il vero motore emotivo del film, costruita su <strong>un equilibrio progressivo tra diffidenza, ironia e rispetto</strong>, senza scorciatoie narrative, mentre la sceneggiatura &#8211; pur attraversata da più interventi e riscritture &#8211; mantiene una coesione sorprendente, sostenuta da dialoghi incisivi e da un tono capace di alternare leggerezza e tensione senza spezzare il ritmo, evitando sia l’eccesso di gravità sia la deriva parodica; è proprio questa gestione del tono a impedire al film di invecchiare come molti altri action contemporanei.</p>
<p>Anche <strong>l’ambientazione di Alcatraz non è solo iconica ma funzionale</strong>, perché trasforma lo spazio in un vero dispositivo narrativo che amplifica isolamento, pericolo e senso di claustrofobia, rendendo ogni movimento significativo e rafforzando il paradosso centrale della storia, in cui la salvezza passa attraverso un uomo cancellato dal sistema stesso che ora è costretto a riattivarlo; il luogo non è quindi semplice scenografia, ma parte integrante della tensione.</p>
<p>A distanza di trent’anni, The Rock continua a distinguersi perché non si limita a offrire spettacolo, ma <strong>costruisce un bilanciamento raro tra scrittura, regia e interpretazione</strong>, dimostrando come il cinema d’azione possa essere al tempo stesso immediato e stratificato senza perdere accessibilità; non cerca legittimazione autoriale, ma finisce comunque per imporsi come uno dei punti più alti del genere, proprio grazie alla sua precisione, alla sua coerenza interna e alla capacità di funzionare ancora oggi senza bisogno di riletture forzate o giustificazioni critiche.</p>
<p>Di seguito <strong>il trailer internazionale</strong> di The Rock:</p>
<p><iframe title="The Rock (1996) Trailer #1 | Movieclips Classic Trailers" src="https://www.youtube.com/embed/a3qcNyjj9ZQ" width="1039" height="584" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Trailer finale per The Mandalorian &#038; Grogu: la galassia è piena di mostri</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/cinema/the-mandalorian-and-grogu-trailer-film-star-wars-uscita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 10:28:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sci-Fi & Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Jon Favreau]]></category>
		<category><![CDATA[Pedro Pascal]]></category>
		<category><![CDATA[Sigourney Weaver]]></category>
		<category><![CDATA[Star Wars]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con Pedro Pascal ci sono Jeremy Allen White e Sigourney Weaver</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A qualche mese dall&#8217;ultimo assaggio, Lucasfilm ha lanciato dal CinemaCon il finale trailer di <strong>The Mandalorian and Grogu</strong>, il nuovo film della saga di <strong>Star Wars</strong> che è stato diretto da <strong>Jon Favreau</strong>, segna il grande ritorno di Lucasfilm sul grande schermo dopo <em>L’Ascesa di Skywalker</em> del 2019.</p>
<p>Ambientato <strong>dopo gli eventi della Stagione 3 </strong>di <em>The Mandalorian</em>, il film segue Din Djarin (<strong>Pedro Pascal</strong>) e il piccolo Grogu, ora impegnati come mercenari al servizio della giovane Nuova Repubblica.</p>
<p>Questa la <strong>scarna sinossi ufficiale</strong>:</p>
<p><em>L’Impero è caduto, ma i signori della guerra imperiali sono ancora sparsi nella galassia. La Nuova Repubblica, per difendere ciò per cui ha combattuto la Ribellione, si affida al leggendario cacciatore di taglie mandaloriano Din Djarin e al suo giovane apprendista Grogu.</em></p>
<p>Il trailer, accompagnato dalla<strong> colonna sonora di Ludwig Göransson</strong>, punta molto più in alto rispetto a quello visto l’anno scorso. Getta un nuovo sguardo a <strong>Zeb Orrelios</strong>, ora in volo per la Nuova Repubblica, insieme a un mix scatenato di personalità galattiche. E poi vediamo un cacciatore di taglie Kyuzo, un cuoco Ardenniano e gli immancabili, esilaranti Anzellani. Le immagini mostrano anche Mando senza elmo.</p>
<p>Nel cast del film troviamo  anche <strong>Jeremy Allen White e Jonny Coyne</strong>. Jon Favreau dirige e produce insieme a Kathleen Kennedy, Dave Filoni e Ian Bryce.</p>
<p>Il <strong>final trailer doppiato in italiano</strong> di The Mandalorian &amp; Grogu, nei nostri cinema il <strong>20 maggio</strong>:</p>
<p><iframe title="The Mandalorian and Grogu | Trailer Finale | Dal 20 Maggio al cinema" src="https://www.youtube.com/embed/09ACds66diY" width="1039" height="584" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>The Dog Stars, il trailer: Ridley Scott racconta un post-apocalittico intimo tra sopravvivenza e speranza</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/cinema/the-dog-stars-trailer-ridley-scott-film-post-apocalittico-uscita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 07:29:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[Jacob Elordi]]></category>
		<category><![CDATA[Josh Brolin]]></category>
		<category><![CDATA[Margaret Qualley]]></category>
		<category><![CDATA[Ridley Scott]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel cast ci sono Jacob Elordi e Margaret Qualley</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Arrivano le prime immagini ufficiali di <strong>The Dog Stars &#8211; Le stelle dopo la fine</strong>, il nuovo film diretto da <strong>Ridley Scott</strong>, accompagnate dal trailer internazionale che offre un primo sguardo concreto a questo racconto post-apocalittico dal budget stimato oltre i <strong>100 milioni di dollari</strong>.</p>
<p>Il film, tratto dal <strong>romanzo <em>Le stelle del cane</em> di Peter Heller</strong>, mette al centro non tanto la distruzione, quanto ciò che resta dopo: la ricerca di un senso quando il mondo sembra finito.</p>
<p>Secondo lo stesso Scott:</p>
<p>“The Dog Stars <strong>non è come gli altri film post-apocalittici: parla di speranza, di come dalla distruzione possa nascere qualcosa di nuovo</strong>.”</p>
<p>La storia segue Hig, interpretato da <strong>Jacob Elordi</strong>, un pilota sopravvissuto a una pandemia globale. Vive isolato in un hangar con il suo cane e un uomo armato e diffidente, Bangley (<strong>Josh Brolin</strong>), fino a quando un misterioso segnale radio riaccende la possibilità di qualcosa oltre quell’esistenza sospesa. Accanto a loro si inserisce Cima (<strong>Margaret Qualley</strong>), figura che rappresenta un possibile futuro. Nel cast anche <strong>Guy Pearce e Benedict Wong</strong>.</p>
<p>Il regista collega direttamente il film alla sua infanzia durante la Seconda guerra mondiale:</p>
<p>“Da bambino, durante i bombardamenti del Blitz, cantavo ‘<em>Old McDonald Had a Farm</em>’ nascosto sotto le scale.”</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-315293" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/04/the-dog-stars-elordi-film-2026-300x181.jpg" alt="the dog stars elordi film 2026" width="300" height="181" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/04/the-dog-stars-elordi-film-2026-300x181.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/04/the-dog-stars-elordi-film-2026-768x464.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/04/the-dog-stars-elordi-film-2026.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Un ricordo che diventa chiave narrativa:</p>
<p>“Quei piccoli gesti, quei rituali, sono ciò che ci permette di andare avanti anche quando tutto crolla.”</p>
<p>Il film è stato provato più volte negli ultimi mesi e ha cambiato data di uscita, ora fissata al <strong>26 agosto</strong>, una collocazione di fine estate che spesso segnala una fiducia moderata da parte dello studio.</p>
<p><strong>E le prime reazioni raccolte non sono incoraggianti</strong>:</p>
<p>“Ho visto ‘The Dog Stars’ di Ridley Scott e mi dispiace dirlo, ma è arrivato il momento che Sir Ridley vada in pensione. Non lo farà… ma dovrebbe.”</p>
<p>Al di là della provocazione, il problema principale sembra essere proprio quello che il trailer lascia intuire:</p>
<p>“È una storia dal <strong>tono quasi folk</strong> che scorre senza un vero senso di urgenza. Dopo un momento forte nel primo atto, succede poco, fino a un finale che arriva all’improvviso. Sembrava mancassero 20-30 minuti, e alla fine non era chiaro quale fosse il senso del film.”</p>
<p>Un giudizio che mette in discussione la capacità del film di sostenere la sua impostazione contemplativa senza perdere coinvolgimento.</p>
<p>Nonostante questo, il regista resta convinto del progetto: “Sono nato con un buon occhio.” E ha definito <em>The Dog Stars</em>: “<strong>Forse il mio miglior film</strong>.”</p>
<p>Il <strong>trailer doppiato in italiano</strong>:</p>
<p><iframe loading="lazy" title="The Dog Stars - Le Stelle Dopo la Fine | Trailer Ufficiale | Dal 26 Agosto al cinema" src="https://www.youtube.com/embed/seTQSQ65n2E" width="1039" height="584" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<item>
		<title>Paramount punta forte sul cinema: 30 film l’anno e finestra di 45 giorni “Ve lo prometto”</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/news/paramount-30-film-anno-finestra-45-giorni-ellison/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 22:41:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azione & Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[Sci-Fi & Fantasy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parola di David Ellison</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il futuro della distribuzione cinematografica passa ancora dalla sala, almeno secondo <strong>David Ellison</strong>. Dal palco del <strong>CinemaCon</strong> 2026, il CEO di <strong>Paramount/Skydance</strong> ha fatto una dichiarazione netta, destinata a pesare sull’intero settore.</p>
<p>Ellison ha ribadito con forza l’intenzione dello studio di riportare centralità al cinema, con numeri e impegni che non si vedevano da anni.</p>
<p>Il cuore del suo intervento è stato un messaggio diretto agli esercenti:</p>
<p>“Volevo guardare ognuno di voi negli occhi e darvi la mia parola. <strong>L’esperienza cinematografica non è solo importante, è anche un buon business</strong>. Non esiste altro luogo dove puoi lanciare un franchise multipiattaforma capace di crescere e durare per generazioni.”</p>
<p>Un’affermazione che va oltre la retorica e punta a ridefinire il rapporto tra sala e streaming, negli ultimi anni sempre più fragile.</p>
<p>Ellison ha poi chiarito un punto cruciale per l’intero settore: le finestre di distribuzione.</p>
<p>“La gente può speculare quanto vuole, ma io sono qui a dirvi personalmente che potete contare sul nostro impegno totale.”</p>
<p>Tutti i film Paramount avranno:</p>
<p><strong>&#8211; 45 giorni di esclusiva al cinema prima del PVOD</strong><br />
<strong>&#8211; 90 giorni prima dell’arrivo su Paramount+</strong></p>
<p>Una mossa che riallinea lo studio agli altri major come Universal, Warner Bros. e Disney, che negli ultimi mesi hanno già ristabilito una finestra simile.</p>
<p>Ma è soprattutto l’altro numero a far discutere: <strong>30 film all’anno destinati alle sale</strong>. Un obiettivo estremamente ambizioso, mai realmente raggiunto in modo stabile nell’industria moderna.</p>
<p>La promessa di Ellison arriva in un momento delicato, con il mercato ancora in fase di assestamento e il pubblico diviso tra sala e streaming.</p>
<p>Produrre e distribuire 30 film globali all’anno significa:</p>
<p><strong>&#8211; sostenere ritmi produttivi altissimi</strong><br />
<strong>&#8211; garantire qualità e appeal internazionale</strong><br />
<strong>&#8211; coordinare marketing e distribuzione su scala globale</strong></p>
<p>È una scommessa che potrebbe rafforzare il sistema… oppure metterne in luce i limiti.</p>
<p>L’intervento arriva inoltre mentre cresce il dibattito sull’acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount, operazione che ha già generato una forte reazione interna a Hollywood, con oltre 2.500 firme contro il progetto.</p>
<p>Un segnale di quanto il settore sia ancora instabile e sensibile a ogni cambiamento strutturale.</p>
<p>A supporto di questa strategia, Paramount Pictures ha presentato una line-up ampia e diversificata, che include titoli come <strong>Street Fighter, Scary Movie e The Angry Birds 3</strong>. Un mix tra franchise consolidati e nuove proprietà pensato proprio per sostenere l’obiettivo dei 30 film.</p>
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		<item>
		<title>Trailer per Man on Fire &#8211; Sete di vendetta: Yahya Abdul-Mateen II cerca redenzione nella serie Netflix</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/tv/man-on-fire-netflix-trailer-yahya-abdul-mateen-ii-trama/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 22:21:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azione & Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[Yahya Abdul Mateen II]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Denzel Washington passa il testimone</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A qualche settimana dal teaser,<strong> Netflix</strong> ha diffuso il full trailer di <strong>Man on Fire &#8211; Sete di vendetta</strong>, serie televisiva ispirata al celebre personaggio di John Creasy, figura iconica già portata al cinema da Denzel Washington, interpretato questa volta da <strong>Yahya Abdul-Mateen II </strong>(<em>Candyman</em>, <em>Ambulance</em>).</p>
<p>Nel filmato veniamo introdotti al protagonista attraverso una breve descrizione del suo passato:</p>
<p>«Forze speciali dell’esercito americano, tre missioni in Iraq e Afghanistan. Il suo curriculum è impressionante, ma i suoi giorni migliori sono ormai alle spalle».</p>
<p>Creasy, però, è pronto a dimostrare il contrario. Nella serie lo vediamo uscire dal ritiro dopo una perdita devastante, deciso a scoprire la verità e vendicarsi dei responsabili. Il personaggio prende forma attraverso l’interpretazione intensa di Abdul-Mateen II, capace di alternare forza fisica e vulnerabilità emotiva.</p>
<p><strong>Lo showrunner Kyle Killen </strong>(<em>Lone Star</em>), spiega così la scelta dell’attore:</p>
<p>«Può fare qualsiasi cosa. È esattamente ciò di cui John Creasy ha bisogno. Può essere incredibilmente potente e allo stesso tempo comunicare molto anche senza parlare. È straordinario nelle scene d’azione, ma sa anche mostrare quei piccoli momenti in cui il personaggio lascia intravedere la propria fragilità».</p>
<p>Il trailer mette in evidenza proprio questo doppio volto del protagonista. Da una parte Creasy appare come una macchina da guerra: lo vediamo montare una pistola bendato, affrontare sparatorie e combattimenti corpo a corpo, fino a far esplodere cariche all’interno di un carcere. Dall’altra emerge il lato più umano del personaggio, soprattutto nel rapporto con Poe, interpretata da Billie Boullet, unica testimone di un tragico evento che Creasy indaga nel corso della serie.</p>
<p>Secondo Killen, il cuore della storia non è soltanto l’azione, ma il legame tra il protagonista e la persona che deve proteggere:</p>
<p>«È la relazione tra un uomo e la persona che deve difendere, e il modo in cui quel rapporto fa emergere la parte di sé che lui cerca di nascondere. Creasy è molto a suo agio con la violenza e il pericolo. Sono territori che conosce bene. Aprirsi agli altri, invece, è ciò che lo rende davvero vulnerabile».</p>
<p>Nel corso della serie Creasy dovrà affrontare un conflitto interiore: vendicarsi di chi ha fatto del male a Poe o proteggerla dal destino che la minaccia. Come spiega lo showrunner:</p>
<p>«Ciò di cui lei ha bisogno da lui è esattamente la cosa che lui non riesce a dare. Può essere un protettore, ma è molto restio a creare un vero legame».</p>
<p>Di seguito trovate <strong>il full trailer doppiato in italiano </strong>di Man on Fire &#8211; Sete di vendetta, che arriverà su Netflix <strong>il 30 aprile</strong>:</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Man on Fire - Sete di vendetta | Trailer ufficiale | Netflix Italia" src="https://www.youtube.com/embed/a_RBoXGbaZQ" width="1039" height="584" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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			</item>
		<item>
		<title>The Terror: Devil in Silver, il trailer: Dan Stevens in un incubo tra follia e presenze oscure</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/tv/the-terror-devil-in-silver-trailer-serie-amc/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 20:09:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[Dan Stevens]]></category>
		<category><![CDATA[The Terror]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo una lunga pausa la serie torna su AMC</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/tv/the-terror-devil-in-silver-trailer-serie-amc/">The Terror: Devil in Silver, il trailer: Dan Stevens in un incubo tra follia e presenze oscure</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo anni di silenzio, <strong>The Terror</strong> torna con un nuovo capitolo e lo fa cambiando completamente registro. Il primo trailer di <strong>The Terror: Devil in Silver</strong> mostra una stagione che abbandona il racconto storico per immergersi in un horror psicologico più claustrofobico e disturbante.</p>
<p>Ambientata in un inquietante ospedale psichiatrico, la nuova stagione segue <strong>Dan Stevens</strong> nei panni di Pepper, un uomo della classe lavoratrice la cui vita prende una piega improvvisa quando viene internato ingiustamente nel New Hyde Psychiatric Hospital. Quello che inizia come un errore si trasforma rapidamente in una discesa nella paranoia, tra medici ambigui, pazienti dimenticati e una presenza che sembra osservare ogni movimento.</p>
<p>Il trailer suggerisce un ambiente in cui nulla è davvero affidabile. Le dinamiche interne all’istituto oscillano tra abuso di potere e manipolazione, mentre cresce il sospetto che qualcosa di sovrannaturale si aggiri tra i corridoi. Forse qualcosa di molto più antico e maligno, forse addirittura il Diavolo.</p>
<p>La storia si sviluppa su un equilibrio instabile tra realtà e allucinazione, con Pepper costretto a mettere in discussione tutto ciò che lo circonda. Più cerca di capire cosa stia accadendo, più la situazione si fa pericolosa, fino a suggerire che la vera minaccia potrebbe non essere solo esterna, ma anche interna.</p>
<p>La serie è <strong>tratta dal romanzo <em>The Devil in Silver</em> di Victor LaValle</strong>, che ha anche co-creato l’adattamento insieme a Chris Cantwell. Alla regia troviamo <strong>Karyn Kusama e Craig William Macneill</strong>, mentre <strong>Ridley Scott</strong> figura tra i produttori esecutivi.</p>
<p>Accanto a Stevens, il cast include <strong>Judith Light, CCH Pounder, Aasif Mandvi, Stephen Root e John Benjamin Hickey</strong>, contribuendo a creare un ensemble che sembra perfettamente a suo agio in un contesto tanto disturbante.</p>
<p>Il tono che emerge dal trailer è denso, oppressivo, costruito su spazi chiusi e su una tensione costante che trasforma l’ospedale in una vera trappola mentale. Ogni stanza, ogni corridoio, sembra progettato per spingere chi lo abita verso il limite.</p>
<p>Dopo le prime due stagioni del 2018 e 2019, questa nuova incarnazione della serie sembra voler rilanciare il franchise puntando su un horror più intimo e psicologico, ma non per questo meno inquietante.</p>
<p>Di seguito trovate il <strong>trailer internazionale</strong> di The Terror: Devil in Silver, che debutterà <strong>il 7 maggio</strong> su Shudder e AMC+:</p>
<p><iframe loading="lazy" title="The Terror: Devil in Silver Official Trailer | Feat. Dan Stevens | Coming to AMC+ &amp; Shudder May 7" src="https://www.youtube.com/embed/4pMW1Jw5wsY" width="1039" height="584" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<item>
		<title>Top Gun 3 è ufficiale: Paramount annuncia il sequel</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/news/top-gun-3-annuncio-paramount-mcquarrie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 19:46:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azione & Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Cruise]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>McQuarrie possibile regista</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il successo clamoroso di <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/top-gun-maverick-recensione-film-tom-cruise-sequel-top-gun-2022/" target="_blank" rel="noopener">Top Gun: Maverick</a>, Paramount Pictures ha confermato ufficialmente lo sviluppo di <strong>Top Gun 3</strong>. L’annuncio è arrivato durante il <strong>CinemaCon</strong> 2026, segnando il ritorno di uno dei franchise più rilevanti degli ultimi anni.</p>
<p>Al momento non ci sono né una data di uscita né dettagli ufficiali su regia e produzione, ma una cosa è chiara: il progetto è in fase concreta.</p>
<p>Tutto lascia pensare che <strong>Tom Cruise</strong> tornerà nei panni di Maverick. L’attore, al momento, non ha altri impegni imminenti dopo aver completato le riprese di <em>Digger</em>, dettaglio che alimenta le aspettative su un rapido avvio della produzione.</p>
<p>Il nome più caldo resta però quello di <strong>Christopher McQuarrie</strong>, storico collaboratore di Cruise. Attualmente è al lavoro sulla sceneggiatura e ha già dichiarato di aver trovato la chiave narrativa per il terzo capitolo:</p>
<p>“<strong>Ho trovato la storia</strong>.”</p>
<p>Una frase breve ma significativa, che suggerisce come il progetto sia più avanti di quanto sembri.</p>
<p>Non è stato ancora annunciato un regista ufficiale. Il precedente capitolo era firmato da Joseph Kosinski, ma i suoi impegni attuali rendono difficile un suo ritorno.</p>
<p>Questo apre la porta proprio a McQuarrie, che negli ultimi anni è diventato il principale partner creativo di Cruise, dirigendo e scrivendo diversi capitoli di <em>Mission: Impossible</em> e firmando titoli come <em>Jack Reacher</em>.</p>
<p>Il sequel dovrebbe riportare in scena anche <strong>Miles Teller e Glen Powell</strong> insieme ai produttori storici <strong>Jerry Bruckheimer</strong> e David Ellison.</p>
<p>Già nel 2024 Powell aveva accennato al fatto che al cast era stato chiesto di “tenersi pronti”, segnale che i lavori sono in movimento da tempo, anche se lontani dai riflettori.</p>
<p>Il ritorno di Top Gun non sorprende. Maverick ha incassato oltre 1,4 miliardi di dollari nel mondo, diventando un evento culturale capace di riportare il pubblico nelle sale nel pieno dell’era post-pandemica. Un risultato che ha trasformato il franchise in una priorità assoluta per Paramount.</p>
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		<title>World War Z 2 si farà: Paramount rilancia il sequel</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/news/world-war-z-2-sequel-paramount-trachtenberg/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 19:24:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C'è già un nome per la regia</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A distanza di oltre un decennio, <strong>World War Z 2</strong> torna ufficialmente in sviluppo. L’annuncio è arrivato durante il <strong>CinemaCon</strong> 2026, dove Paramount Pictures ha confermato che il progetto andrà avanti come vero sequel e non come reboot.</p>
<p>Una decisione che riapre una delle saghe più rimaste sospese degli ultimi anni.</p>
<p>Uscito nel 2013, <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/world-war-z-libro-vs-film-romanzo-max-brooks-adattamento/" target="_blank" rel="noopener">World War Z</a> con Brad Pitt aveva incassato circa 540 milioni di dollari nel mondo, diventando il maggior successo annuale dello studio. Nonostante questo, il seguito &#8211; più volte annunciato &#8211; non ha mai visto la luce.</p>
<p>Il sequel che doveva essere diretto da David Fincher è infatti saltato, lasciando il franchise in una sorta di limbo per anni.</p>
<p>A riaccendere il progetto potrebbe essere <strong>Dan Trachtenberg</strong>, reduce da un accordo pluriennale con Paramount che lo vedrà sviluppare e dirigere film ad alto budget per lo studio.</p>
<p>Il suo nome non è ancora ufficialmente legato al sequel, ma diversi segnali indicano che potrebbe essere lui a raccogliere l’eredità e rilanciare la saga, anche considerando il suo lavoro su titoli come <em>10 Cloverfield Lane</em> e <em>Prey</em>.</p>
<p>Resta invece incerta la presenza di <strong>Brad Pitt</strong>, elemento chiave del primo film.</p>
<p>Il primo capitolo seguiva un ex investigatore delle Nazioni Unite impegnato a viaggiare per il mondo alla ricerca dell’origine di un’epidemia zombie e di una possibile soluzione per salvare l’umanità.</p>
<p>Un concept globale, spettacolare e ancora oggi perfettamente attuale, soprattutto in un’industria sempre più dominata da franchise e proprietà riconoscibili.</p>
<p>Il ritorno di World War Z non è casuale. Negli ultimi anni Hollywood ha mostrato una forte tendenza a recuperare IP già consolidate, soprattutto quelle che in passato hanno funzionato ma non sono state pienamente sfruttate.</p>
<p>In questo senso, World War Z rappresenta un caso emblematico: un blockbuster di successo che, nonostante tutte le premesse, non ha mai avuto un vero seguito.</p>
<p>Oggi, con un mercato più orientato alla serialità e alla continuità narrativa, quella mancata occasione diventa improvvisamente un’opportunità.</p>
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		<title>Jack Ryan: Ghost War, una cospirazione globale e un’unità fuori controllo nel trailer del film</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/cinema/jack-ryan-ghost-war-trailer-film-prime-video/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 16:44:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azione & Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[John Krasinski]]></category>
		<category><![CDATA[Sienna Miller]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al fianco di John Krasinski ci sono Wendell Pierce e Sienna Miller</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo quattro stagioni tra intrighi politici e crisi globali, l’universo di <strong>Tom Clancy’s Jack Ryan</strong> è pronto a fare un salto di livello.</p>
<p>Ma invece di una nuova stagione, la storia continua con un vero e proprio film: è arrivato il primo trailer di <strong>Tom Clancy’s Jack Ryan: Ghost War</strong>, che segna il ritorno di <strong>John Krasinski</strong> nel ruolo iconico.</p>
<p>E fin dalle prime immagini è chiaro: non si tratta di una semplice estensione della serie, ma di qualcosa di più grande, più intenso e più cinematografico.</p>
<p>Il film arriverà <strong>su Prime Video il 20 maggio</strong> e, con una durata di <strong>105 minuti</strong> e un <strong>rating R</strong> per &#8216;violenza e linguaggio&#8217;, sembra puntare decisamente su un tono più duro.</p>
<p>Il trailer suggerisce un cambio di passo importante, con sequenze d’azione più spettacolari e una tensione costante.</p>
<p>Accanto a Krasinski tornano volti noti della serie: <strong>Wendell Pierce</strong> nel ruolo di James Greer e <strong>Michael Kelly</strong> come Mike November. A loro si aggiungono nuovi ingressi, tra cui <strong>Sienna Miller</strong>, insieme a Max Beesley, Douglas Hodge, J.J. Feild e Betty Gabriel.</p>
<p><strong>Alla regia c’è Andrew Bernstein</strong>, mentre la sceneggiatura è firmata da Aaron Rabin, entrambi già esperti di questo universo narrativo.</p>
<p>La <strong>trama ufficiale</strong>:</p>
<p>In questo film, Jack Ryan viene trascinato di nuovo, suo malgrado, nel mondo dello spionaggio, quando una missione segreta internazionale porta alla luce una pericolosa cospirazione, costringendolo ad affrontare un&#8217;unità di operazioni speciali fuori controllo.</p>
<p>In una corsa contro il tempo in cui vite umane sono in gioco e la minaccia incombe sempre di più, Jack si riunisce con l&#8217;agente della CIA Mike November (Kelly) e con il suo ex capo James Greer (Pierce): la loro esperienza è l&#8217;unico vantaggio contro un nemico che anticipa ogni loro mossa.</p>
<p>Affiancato da una partner inaspettata &#8211; la brillante agente dell&#8217;MI6 Emma Marlowe (Miller) &#8211; Jack e il suo team devono farsi strada in un&#8217;intricata rete di tradimenti, confrontandosi con un passato che credevano sepolto da tempo, in quella che diventa la missione più personale e rischiosa che abbiano mai affrontato.</p>
<p>Uno degli elementi più interessanti è proprio la <strong>struttura “in tempo reale”</strong>, che aggiunge un senso di urgenza costante.</p>
<p>Di seguito trovate <strong>il full trailer internazionale (con sottotitoli italiani)</strong> di Jack Ryan di Tom Clancy&#8217;s Jack Ryan: Ghost War:</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Jack Ryan: Ghost War | Trailer Ufficiale | Prime Video" src="https://www.youtube.com/embed/p4aMzCS_pqs" width="1039" height="584" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<item>
		<title>Street Fighter, il nuovo trailer riporta Ryu e Ken sul ring a tutta nostalgia anni ’90</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/cinema/street-fighter-trailer-ryu-ken-film-2026/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 16:12:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azione & Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[50 cent]]></category>
		<category><![CDATA[Jason Momoa]]></category>
		<category><![CDATA[Noah Centineo]]></category>
		<category><![CDATA[Street Fighter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel cast del live-action ci sono Jason Momoa, Noah Centineo e Curtis “50 Cent” Jackson</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo trailer di <strong>Street Fighter</strong> è arrivato e, dopo anni di adattamenti poco convincenti, questa volta il film sembra aver trovato una direzione precisa. Più che reinventare il franchise, sceglie di tornare alle origini e di abbracciare senza compromessi lo spirito arcade che lo ha reso iconico.</p>
<p><strong>Diretto da Kitao Sakurai</strong>, il film è ambientato nel 1993 e mette al centro la relazione tra <strong>Andrew Koji e Noah Centineo</strong> nei panni di Ryu e Ken Masters, due combattenti un tempo inseparabili e oggi segnati da distanza e rancori mai risolti. A riunirli è Chun-Li, interpretata da <strong>Callina Liang</strong>, figura chiave che li richiama in un torneo destinato a cambiare tutto.</p>
<p>Questa la <strong>trama ufficiale</strong>:</p>
<p>1993. Un&#8217;epoca di sale giochi, monete consumate e leggende nate a colpi di joystick. Ryu (Koji) e Ken Masters (Centineo), Street Fighters un tempo inseparabili, oggi sono lontani, divisi da scelte e ferite mai rimarginate. Il destino li richiama sul ring quando la misteriosa Chun-Li (Liang) li arruola per il nuovo World Warrior Tournament: un torneo spietato dove i pugni decidono il futuro e la furia riscrive il destino.</p>
<p>Il trailer chiarisce subito l’approccio del film, che non cerca di “normalizzare” Street Fighter ma, al contrario, punta su <strong>un’estetica stilizzata</strong>, su combattimenti coreografati con precisione e su un tono sopra le righe che richiama direttamente l’energia delle sale giochi. È proprio questa scelta a fare la differenza, perché invece di adattare il materiale originale a un realismo forzato, lo traduce nel linguaggio del cinema mantenendone identità e ritmo.</p>
<p>A rafforzare questa impressione contribuisce anche un cast particolarmente ricco e variegato, che include <strong>Cody Rhodes, Jason Momoa, David Dastmalchian e Curtis &#8220;50 Cent&#8221; Jackson</strong>, insieme a una serie di interpreti che sembrano scelti proprio per restituire la natura eccentrica e globale del roster originale. Il risultato è un insieme volutamente eterogeneo, ma coerente con il mondo che rappresenta.</p>
<p>Quello che emerge con più forza da questo secondo trailer è la sensazione che il film abbia finalmente capito cosa rende Street Fighter qualcosa di diverso dagli altri franchise. Non la trama in sé, ma l’insieme di personalità, stile e spettacolo che si costruisce attorno ai combattimenti. Dopo decenni di tentativi incerti, questa potrebbe essere la prima volta in cui un adattamento live-action riesce davvero a colpire nel segno.</p>
<p>Il <strong>full trailer doppiato in italiano</strong> del <em>picchiaduro</em>, che arriverà al cinema con Eagle Pictures in <strong>ottobre</strong>:</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Street Fighter | Trailer Ufficiale" src="https://www.youtube.com/embed/NzJuhGTBsE8" width="1039" height="584" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Amazon MGM punta sulle sale: “Non è un test o un esperimento”, 15 film l’anno</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/news/amazon-mgm-cinema-strategia-15-film-sale-hopkins-cinemacon/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 11:57:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azione & Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[Sci-Fi & Fantasy]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parola di Mike Hopkins</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/news/amazon-mgm-cinema-strategia-15-film-sale-hopkins-cinemacon/">Amazon MGM punta sulle sale: “Non è un test o un esperimento”, 15 film l’anno</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Amazon MGM Studios</strong> alza il tiro sul grande schermo e lo fa senza ambiguità. Dal palco del CinemaCon 2026, come riporta Deadline, il capo di Prime Video e dello studio Mike Hopkins ha chiarito la direzione strategica: il ritorno al cinema non è una prova, ma un impegno strutturale.</p>
<p>“Mentre alcuni dei nostri concorrenti entrano ed escono dalle acque del cinema, per noi questo non è un test o un esperimento. <strong>Il nostro impegno a distribuire almeno 15 film all’anno nelle sale è in linea con i tempi</strong>.”</p>
<p>Una dichiarazione che arriva in un momento delicato per l’industria, dove il rapporto tra streaming e sala resta ancora instabile.</p>
<p>Amazon MGM non si limita agli annunci. L’obiettivo è concreto: costruire una presenza stabile nelle sale, con un ritmo produttivo importante e una rete distributiva internazionale in espansione.</p>
<p>Hopkins non nasconde che siamo solo all’inizio:</p>
<p>“Come dico sempre al mio team, la nostra ambizione per il cinema è ancora nella prima metà del primo inning. <strong>‘Project Hail Mary’ è solo l’inizio</strong>.”</p>
<p>Il riferimento è a <em><a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/project-hail-mary-l-ultima-missione-recensione-film-ryan-gosling/" target="_blank" rel="noopener">Project Hail Mary</a></em>, già indicato come primo grande successo della nuova fase cinematografica dello studio.</p>
<p>Parallelamente, Amazon MGM sta costruendo una struttura distributiva globale, con nuovi dirigenti in mercati chiave come Europa e America Latina, segnale evidente di un investimento a lungo termine.</p>
<p>A rafforzare il messaggio arriva anche il team marketing e distribuzione. L’obiettivo non è semplicemente aumentare il numero di uscite, ma costruire eventi cinematografici.</p>
<p>Sue Kroll, responsabile marketing globale, sottolinea:</p>
<p>“Quell’esperienza viene ora applicata con <strong>un obiettivo preciso: non solo distribuire film, ma sostenerli con la cura, il rigore e la creatività che meritano</strong>. E oggi possiamo unire tutto questo alla potenza e alla portata di Amazon.”</p>
<p>Kevin Wilson, a capo della distribuzione teatrale USA, entra ancora più nel dettaglio:</p>
<p>“<strong>Abbiamo costruito una line-up pensata per coinvolgere davvero il pubblico</strong>. Un mix di originali audaci e proprietà iconiche. È quello che siamo. E i risultati sono arrivati: quattro mesi, quattro film, oltre 670 milioni di dollari al box office. E altri nove sono in arrivo. Abbiamo detto 15 film entro il 2027 &#8211; e lo faremo. Ma non si tratta di quantità. Si tratta di impatto. Stiamo costruendo film che diano al pubblico un motivo per uscire di casa. Film con scala, ambizione, qualcosa da dire.”</p>
<p>Il messaggio di Amazon MGM arriva in un contesto in cui molti studi oscillano tra distribuzione tradizionale e streaming. Qui, invece, la posizione è netta: <strong>il cinema torna centrale, non come alternativa, ma come pilastro</strong>.</p>
<p>Per gli esercenti &#8211; in cerca di contenuti solidi e continui &#8211; è una notizia rilevante. Per il pubblico, potrebbe significare una maggiore offerta di film pensati davvero per il grande schermo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/news/amazon-mgm-cinema-strategia-15-film-sale-hopkins-cinemacon/">Amazon MGM punta sulle sale: “Non è un test o un esperimento”, 15 film l’anno</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Mummia di Lee Cronin, recensione: un horror derivativo tra L’Esorcista e La Casa</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/cinema/la-mummia-lee-cronin-recensione-horror-possessione/</link>
					<comments>https://www.ilcineocchio.it/cinema/la-mummia-lee-cronin-recensione-horror-possessione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[William Maga]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 09:17:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[La Mummia]]></category>
		<category><![CDATA[Lee Cronin]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilcineocchio.it/?post_type=cinema&#038;p=315303</guid>

					<description><![CDATA[<p>Un prodotto senza identità, un possession movie che usa il mostro classico come semplice pretesto</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/la-mummia-lee-cronin-recensione-horror-possessione/">La Mummia di Lee Cronin, recensione: un horror derivativo tra L’Esorcista e La Casa</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con <strong>La Mummia</strong>, Lee Cronin (già regista di <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/la-casa-il-risveglio-del-male-la-recensione-del-film-horror-di-lee-cronin/" target="_blank" rel="noopener">La Casa: Il risveglio del Male</a>) affronta uno dei miti più iconici dell’horror, ma invece di reinventarlo lo riduce a un involucro vuoto. Più che una rilettura, il film è <strong>un <em>possession movie</em> travestito</strong>, che usa l’Egitto come semplice decorazione senza mai costruire un’identità propria.</p>
<p>La storia si apre al Cairo, dove la famiglia Cannon vive una quotidianità tranquilla destinata a spezzarsi bruscamente quando la piccola Katie scompare nel nulla. Anni dopo, ormai trasferiti negli Stati Uniti e segnati da una perdita mai elaborata, i genitori ricevono una notizia impossibile: la figlia è stata ritrovata viva, rinchiusa in un antico sarcofago. Un ritorno che già sulla carta appare poco credibile e costruito più per necessità narrative che per coerenza interna, e che infatti dà il via a <strong>una serie di sviluppi sempre più meccanici e prevedibili</strong>. L&#8217;inspiegabile rientro a casa, però, non è una salvezza ma l’inizio di una lenta disintegrazione. Katie non è più la stessa, e la sua presenza innesca una spirale di comportamenti disturbanti e violenti che trasformano la casa in un luogo ostile.</p>
<p>È qui che il film rivela la sua vera natura. Il riferimento principale non è La Mummia, bensì <strong><em>L’Esorcista </em></strong>di William Friedkin. La struttura è quella classica: un corpo innocente contaminato, una famiglia incapace di reagire, una presenza che si manifesta attraverso violenza, deformazione e perdita di controllo. A questo si aggiunge l’impronta dello stesso Cronin, che riprende senza troppi filtri dinamiche già viste nel suo capitolo di <em>La Casa / Evil Dead</em>, tra possessioni aggressive, corpi che si sfaldano e un uso insistito del disgusto fisico, <strong>tanto da far pensare che inizialmente questo avrebbe dovuto essere un sequel</strong>. Il problema è che questi elementi non vengono rielaborati, ma riproposti in modo schematico, dando la sensazione di un film che si limita a replicare formule già viste senza mai trovare una variazione significativa.</p>
<p>Il risultato è un prodotto (griffato dalle integerrime <strong>Blumhouse e Atomic Monster</strong>) che non rielabora queste influenze, ma le assembla. Più che una reinterpretazione, sembra <strong>un collage di elementi già codificati</strong>, in cui la componente egizia resta superficiale e intercambiabile. <strong>La mummia, di fatto, non esiste</strong>. Non è un personaggio, non è una presenza definita, non è nemmeno davvero necessaria. Potrebbe essere qualsiasi demone e il film non cambierebbe di una virgola. Il mito viene evocato solo per essere immediatamente svuotato, lasciando spazio a un racconto privo di specificità.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-313381" src="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/01/la-mummia-lee-cronin-2026-300x175.jpg" alt="la mummia lee cronin 2026" width="339" height="198" srcset="https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/01/la-mummia-lee-cronin-2026-300x175.jpg 300w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/01/la-mummia-lee-cronin-2026-768x448.jpg 768w, https://www.ilcineocchio.it/cine/wp-content/uploads/2026/01/la-mummia-lee-cronin-2026.jpg 1024w" sizes="(max-width: 339px) 100vw, 339px" />In questo contesto, anche l’unico personaggio che avrebbe potuto dare spessore alla componente egizia &#8211; la poliziotta interpretata da <strong>May Calamawy</strong> &#8211; resta sorprendentemente ai margini. Introdotta come figura chiave nel mistero, finisce per essere poco più di un elemento funzionale (e ridicolo visto il contesto), incapace di incidere davvero sul racconto o di dare identità a un film che avrebbe avuto bisogno proprio di questo.</p>
<p>Sul piano formale, Cronin dimostra però ancora una certa efficacia. La regia punta su <strong>una vicinanza costante ai corpi e ai volti, su dettagli che disturbano e su un uso del suono che amplifica la sensazione di disagio</strong>. Ci sono momenti in cui il film riesce a funzionare, soprattutto quando si affida alla dimensione sensoriale e lascia respirare l’atmosfera. Ma sono episodi isolati all’interno di una struttura narrativa fragile, che ricorre spesso a soluzioni comode invece di costruire tensione in modo organico.</p>
<p>A pesare è anche una evidente <strong>povertà delle location (e della CGI)</strong>: dopo un incipit ambientato in Egitto (forse), il film si chiude rapidamente in ambienti domestici poco valorizzati, con set che a tratti risultano artificiali e contribuiscono a una sensazione generale di limitazione visiva. Considerando un budget intorno ai <strong>15 milioni di dollari</strong>, la scelta poteva essere comprensibile, ma resta il fatto che il risultato appare spesso più piccolo e meno ambizioso di quanto il soggetto richiederebbe.</p>
<p><strong>Il problema principale resta comunque la scrittura</strong>, che appiattisce tutto su spiegazioni esplicite e dialoghi ridondanti. L’allegoria del lutto viene ribadita fino allo sfinimento, togliendo forza a ogni possibile ambiguità e rendendo il film prevedibile ben prima del suo sviluppo. Invece di suggerire, il film insiste nel chiarire, svuotando progressivamente l’impatto emotivo.</p>
<p>Anche il tono si incrina con il passare dei minuti. Dopo aver costruito una tensione cupa e controllata, La Mummia perde definitivamente il controllo nel finale, scivolando in una deriva più spettacolare e a tratti grottesca, richiamando apertamente l’horror più eccessivo di <em>La Casa / Evil Dead</em>. Alcune sequenze risultano talmente sbilanciate da sfiorare involontariamente il ridicolo, più confuse che disturbanti. La durata, <strong>superiore alle due ore</strong>, non fa che accentuare il problema, con un epilogo che si prolunga senza reale necessità.</p>
<p>Nel cast, <strong>Laia Costa</strong> riesce a mantenere una certa credibilità emotiva, mentre <strong>Jack Reynor</strong> resta (non) sorprendentemente neutro. A emergere sono allora soprattutto le giovani interpreti, <strong>Natalie Grace e Billie Roy</strong>, che portano sullo schermo una presenza più incisiva e disturbante, sostenendo gran parte del film.</p>
<p>Alla fine, La Mummia di Lee Cronin è un’operazione fallita. Non solo non riesce a reinventare il mito che promette, ma non funziona nemmeno come horror autonomo. Rimane un prodotto derivativo, prevedibile e privo di personalità, che si limita a riassemblare elementi già visti senza mai trasformarli in qualcosa di davvero efficace.</p>
<p>Di seguito trovate <strong>il trailer doppiato in italiano</strong> di Lee Cronin &#8211; La Mummia, nei cinema <strong>dal 16 aprile</strong>:</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Lee Cronin - La Mummia | Trailer Ufficiale" src="https://www.youtube.com/embed/f47FMs62J8Q" width="1039" height="584" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Il Trono di Spade arriva al cinema: Aegon’s Conquest sarà il primo film su Westeros</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/news/il-trono-di-spade-film-aegons-conquest-cinema/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 19:07:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sci-Fi & Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Il trono di spade]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si va indietro nel tempo</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’universo de <strong>Il Trono di Spade</strong> è pronto a fare il salto definitivo al cinema. Durante il CinemaCon, Warner Bros. ha annunciato il titolo del primo film ambientato a Westeros: <strong>Game of Thrones: Aegon’s Conquest</strong>.</p>
<p>Un progetto ancora in sviluppo, ma già centrale nei piani futuri dello studio per il 2027 e oltre.</p>
<p>Il film racconterà uno degli eventi più importanti dell’universo creato da <strong>George R. R. Martin</strong>. Al centro c’è Aegon I Targaryen: il conquistatore originale, colui che ha unito i Sette Regni, il fondatore del Trono di Spade.</p>
<p>La storia di Aegon è il punto di partenza di tutto ciò che i fan hanno visto nella serie. È la storia che ha dato origine a Westeros come lo conosciamo: conquista, fuoco e dominio.</p>
<p>Aegon, insieme alle sorelle e mogli Visenya e Rhaenys, ha: sottomesso i regni rivali, costruito il Trono di Spade fondendo le spade dei nemici e imposto il dominio Targaryen.</p>
<p>Chi conosce il libro <strong><em>Fuoco e Sangue</em></strong> sa che questa fase della storia è tra le più epiche. Battaglie su larga scala, tradimenti politici e draghi che devastano interi eserciti: elementi perfetti per un adattamento cinematografico ambizioso.</p>
<p>La sceneggiatura è affidata a <strong>Beau Willimon</strong>, già autore di <em>House of Cards</em> e <em>Andor</em>. Una scelta che suggerisce un equilibrio tra spettacolo visivo, intrighi politici e sviluppo dei personaggi.</p>
<p>Mentre il film prende forma, il mondo di Westeros continua a espandersi anche in TV: <em>House of the Dragon</em> prosegue con la terza stagione, <em>A Knight of the Seven Kingdoms</em> 2 è in produzione.</p>
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		<title>The Legend of Aang (Avatar), il film trapelato mesi prima online: “È incredibilmente irrispettoso”</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/cinema/avatar-last-airbender-film-leak-reazione-animatori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 18:11:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azione & Avventura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Parole molto dure da parte di chi ci ha lavorato</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo film animato di <strong>Avatar: The Last Airbender</strong> è finito al centro di una polemica ancora prima dell’uscita ufficiale.</p>
<p><strong>The Legend of Aang: The Last Airbender</strong> è stato diffuso illegalmente online con mesi di anticipo, scatenando una reazione immediata da parte di chi ha lavorato al progetto.</p>
<p>Il film, inizialmente previsto al cinema per <strong>ottobre 2026</strong>, è stato poi spostato su Paramount+ come esclusiva. Nei giorni scorsi, <strong>una copia completa è apparsa su X</strong> (ex Twitter), con un utente che ha dichiarato di averla ricevuta “per errore” via email.</p>
<p>I contenuti sono stati rimossi, ma la diffusione è bastata a far esplodere il caso.</p>
<p>Tra le voci più dure c’è quella dell’animatrice <strong>Julia Schoel</strong>:</p>
<p>“Abbiamo lavorato al film di Aang per anni con l’idea di poter celebrare tutto il nostro lavoro al cinema… e invece vediamo le nostre scene diffuse su Twitter come fossero caramelle.”</p>
<p>Una frustrazione che nasce anche dalla scelta di non distribuire il film in sala.</p>
<p>La Schoel respinge con decisione una delle argomentazioni più diffuse tra i fan:</p>
<p>“<strong>Non mi piace vedere persone usare la pessima decisione di Paramount di togliere il film dalle sale per giustificare il leak</strong>.”</p>
<p>E aggiunge:</p>
<p>“Capisco chi non vuole pagare o supportare Paramount+, ma piratare il film dopo l’uscita sarebbe stato comunque meglio di questo.<br />
Questo è <strong>incredibilmente irrispettoso</strong> verso tutto il lavoro degli artisti.”</p>
<p>L’animatrice chiarisce oi anche un punto chiave:</p>
<p>“Far trapelare un film prima dell’uscita mina tutto il lavoro nel momento più fragile. <strong>Niente marketing, niente premiere… danneggia la reputazione del film e le opportunità future per chi ci ha lavorato</strong>. La pirateria, invece, avviene dopo che il film ha già raggiunto il pubblico e non ha lo stesso impatto sulla sua reputazione.”</p>
<p>Nonostante alcune critiche, òa Schoel ha ricevuto sostegno da colleghi.</p>
<p>La regista d’animazione Tessa Bright ha scritto:</p>
<p>“Fa male vedere come alcuni fan trattano gli artisti che hanno dedicato anni della loro vita a questo film. È assolutamente comprensibile essere frustrati. Anche se non siete d’accordo con noi, spero possiate comunque essere rispettosi.”</p>
<p>Anche <strong>Anna Gong</strong>, altra artista coinvolta, ha espresso amarezza:</p>
<p>“Questa situazione è davvero spiacevole. Il film è così bello solo grazie alla passione che ci abbiamo messo.”</p>
<p>E conclude con un appello:</p>
<p>“<strong>Per favore supportate l’uscita ufficiale</strong>, così potremo fare altri film.”</p>
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		<item>
		<title>Harrison Ford: “Sono terribilmente preoccupato” per il futuro del cinema</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/cinema/harrison-ford-preoccupato-futuro-cinema-sale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 17:40:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azione & Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[Harrison Ford]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’attore riflette sul declino dell’esperienza in sala e sul distacco tra film e pubblico</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo oltre 50 anni di carriera, <strong>Harrison Ford</strong> continua a essere una delle figure più iconiche del cinema. Ma oggi, più che ai suoi ruoli storici, guarda con preoccupazione al futuro dell’esperienza cinematografica.</p>
<p>In una recente intervista con l&#8217;Hollywood Reporter, l’attore ha espresso dubbi profondi su come è cambiato il rapporto tra cinema e pubblico.</p>
<p>Ford non usa mezzi termini:</p>
<p>“<strong>Sono terribilmente preoccupato</strong>. Sono cresciuto in un periodo in cui il cinema era al suo apice, quando riusciva a catturare lo spirito del tempo di una cultura.”</p>
<p>Un’epoca in cui il cinema non era solo intrattenimento, ma un punto di riferimento collettivo.</p>
<p>Secondo Ford, oggi quel legame si è spezzato:</p>
<p>“<strong>Non esiste più uno spirito condiviso. Ci siamo disconnessi</strong>. Siamo stati frammentati intenzionalmente in unità economiche e politiche separate.”</p>
<p>Una visione critica, che sottolinea come il pubblico sia diventato sempre più segmentato, perdendo una dimensione comune.</p>
<p>Il problema, per Ford, è culturale prima ancora che industriale:</p>
<p>“<strong>C’è un vuoto al centro che deve essere riempito, per riportare la cultura insieme</strong>, per riavvicinare il cinema al pubblico e renderlo di nuovo rilevante.”</p>
<p>Un invito implicito a ripensare il ruolo del cinema nella società contemporanea.</p>
<p>Le parole dell’attore arrivano in un momento delicato per il settore: calo della frequentazione delle salem crescita dello streaming e pubblico sempre più frammentato.</p>
<p>Nonostante questo, Ford resta attivo, tra cinema e televisione, con progetti come la serie <em>Shrinking</em>.</p>
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		<item>
		<title>Killing Satoshi: Doug Liman usa l’AI per tagliare il budget da 300 a 70 milioni</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/news/killing-satoshi-ai-budget-doug-liman-film/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 16:05:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azione & Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[Casey Affleck]]></category>
		<category><![CDATA[Doug Liman]]></category>
		<category><![CDATA[Gal Gadot]]></category>
		<category><![CDATA[Isla Fisher]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel cast ci sono Casey Affleck, Pete Davidson, Gal Gadot e Isla Fisher</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo film di <strong>Doug Liman</strong> sta già facendo discutere, e non per la trama. <strong>Killing Satoshi</strong> punta a diventare uno dei primi lungometraggi “studio-level” realizzati con un uso massiccio dell’intelligenza artificiale.</p>
<p>La scelta è radicale: niente set reali, niente location, ma ambienti generati interamente in post-produzione.</p>
<p>Secondo quanto dichiarato dalla produzione:</p>
<p>“Killing Satoshi viene presentato come <strong>il primo film di qualità da studio completamente generato con l’intelligenza artificiale</strong>.”</p>
<p>Non solo gli sfondi: ambienti e scenari sono creati digitalmente, le performance degli attori possono essere “rifinite”, movimenti di labbra, volto e corpo possono essere corretti.</p>
<p>“<strong>La tecnologia AI viene utilizzata per creare scenari e anche per modificare, se necessario, le performance degli attori</strong>.”</p>
<p>Il film è stato girato in condizioni completamente diverse dal solito:</p>
<p>“È stato <strong>girato in soli 20 giorni all’interno di un set neutro</strong>, senza scenografie reali.”</p>
<p>Un approccio che elimina spostamenti, costruzione di set e costi logistici.</p>
<p>L’obiettivo era chiaro:</p>
<p>“La tecnologia ci ha permesso di realizzare <strong>un film che normalmente costerebbe circa 300 milioni di dollari con un budget di 70 milioni</strong>.”</p>
<p>Una riduzione drastica, che spiega perché il progetto abbia acceso un dibattito immediato nell’industria.</p>
<p>La produzione prova a smorzare le polemiche:</p>
<p>“L’intelligenza artificiale deve essere vista come uno strumento che supporta, non sostituisce, la creatività umana.”</p>
<p>Anche Doug Liman descrive l’esperienza come più vicina alla recitazione teatrale, con maggiore attenzione alla performance pura.</p>
<p>Al centro della storia c’è una cospirazione legata al mondo delle criptovalute. Il film segue un giornalista che indaga sull’identità del creatore di Bitcoin, Satoshi Nakamoto, esplorando la teoria secondo cui il controverso Dr. Craig Wright potrebbe essere davvero lui — e perché qualcuno potrebbe volerlo eliminare.</p>
<p>Nel cast ci sono <strong>Casey Affleck, Pete Davidson, Gal Gadot e Isla Fisher</strong>.</p>
<p>Il film sarà presentato al mercato di <strong>Festival di Cannes</strong>, ma non ha ancora una distribuzione ufficiale negli Stati Uniti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/news/killing-satoshi-ai-budget-doug-liman-film/">Killing Satoshi: Doug Liman usa l’AI per tagliare il budget da 300 a 70 milioni</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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		<item>
		<title>Good Omens 3: trailer e dettagli del finale su Prime Video, episodio unico da 90 minuti</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/tv/good-omens-3-trailer-finale-episodio-90-minuti-prime-video/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 15:43:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sci-Fi & Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[David Tennant]]></category>
		<category><![CDATA[Good Omens]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Sheen]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilcineocchio.it/?post_type=tv&#038;p=315287</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si chiude qui</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/tv/good-omens-3-trailer-finale-episodio-90-minuti-prime-video/">Good Omens 3: trailer e dettagli del finale su Prime Video, episodio unico da 90 minuti</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È arrivato il momento della fine. <strong>Good Omens</strong> si prepara a salutare il pubblico con un ultimo capitolo, e il nuovo trailer della stagione 3 anticipa un finale ambizioso, emotivo e decisamente fuori dagli schemi.</p>
<p>La conclusione non sarà una stagione tradizionale, ma un unico episodio da 90 minuti, pensato per chiudere definitivamente la storia.</p>
<p>Il finale della <a href="https://www.ilcineocchio.it/tv/good-omens-stagione-2-la-recensione-dei-6-episodi-senza-pratchett/" target="_blank" rel="noopener">seconda stagione</a> aveva lasciato una frattura profonda tra i protagonisti. <strong>Michael Sheen</strong> torna nei panni di Aziraphale, che ha scelto di tornare in Paradiso, mentre <strong>David Tennant</strong> riprende il ruolo di Crowley, rimasto sulla Terra. Una separazione che ora pesa più che mai.</p>
<p>Nel nuovo capitolo, Aziraphale non è più solo un angelo eccentrico: è diventato Arcangelo Supremo e ha il compito di gestire la Seconda Venuta.</p>
<p>Secondo quanto anticipato:</p>
<p>“La storia riprende direttamente dopo le conseguenze emotive della stagione 2, riportandoci nel cuore del legame complicato tra Aziraphale e Crowley.”</p>
<p>Una responsabilità enorme, che si intreccia con tutto ciò che è rimasto irrisolto tra i due.</p>
<p>Il cuore della storia resta il rapporto tra Aziraphale e Crowley. “La tensione tra i due sarà al centro della storia, con Crowley che non è certo il tipo da lasciar correre le cose in silenzio.” Tra Paradiso, Inferno e destino dell’umanità, il finale punta a chiudere ogni arco narrativo lasciato in sospeso.</p>
<p>Oltre ai protagonisti, tornano Doon Mackichan, Gloria Obianyo, Liz Carr, Paul Chahidi, Quelin Sepulveda e Derek Jacobi.</p>
<p>Tra le novità più interessanti, l’ingresso di <strong>Bilal Hasna nel ruolo di Gesù</strong>.</p>
<p>Il percorso verso questo finale non è stato lineare. La produzione ha subito rallentamenti legati alle accuse rivolte a <strong>Neil Gaiman</strong>, che ha negato ogni coinvolgimento. L’autore ha comunque contribuito alla scrittura dell’episodio finale, pur facendo un passo indietro dalla produzione.</p>
<p>Questo ha portato a una scelta insolita: trasformare la stagione 3 in <strong>un singolo episodio conclusivo</strong>. Chiudere Good Omens con un film da 90 minuti è una decisione rischiosa, ma coerente con lo spirito della serie.</p>
<p>In attesa di vederla a catalogo <strong>dal 13 maggio</strong>, di seguito trovate<strong> il trailer doppiato in italiano</strong> della terza stagione:</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Good Omens S3 | Trailer Ufficiale | Prime Video" src="https://www.youtube.com/embed/p8zLBLHWMYI" width="1039" height="584" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/tv/good-omens-3-trailer-finale-episodio-90-minuti-prime-video/">Good Omens 3: trailer e dettagli del finale su Prime Video, episodio unico da 90 minuti</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Godzilla Minus Zero: il teaser trailer rilancia il Kaiju, diretto verso New York</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/cinema/godzilla-minus-zero-trailer-teaser-sequel-uscita/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 08:04:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sci-Fi & Fantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Godzilla]]></category>
		<category><![CDATA[Takashi Yamazaki]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilcineocchio.it/?post_type=cinema&#038;p=315282</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si cambia scenario</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/godzilla-minus-zero-trailer-teaser-sequel-uscita/">Godzilla Minus Zero: il teaser trailer rilancia il Kaiju, diretto verso New York</a> proviene da <a href="https://www.ilcineocchio.it">Il Cineocchio</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Re dei Mostri è pronto a tornare. Toho e GKIDS hanno diffuso il primo teaser trailer di <strong>Godzilla Minus Zero</strong>, sequel diretto del sorprendente successo <a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/godzilla-minus-one-recensione-analisi-metafora-guerra/" target="_blank" rel="noopener">Godzilla Minus One</a>. Le prime immagini promettono un film ancora più ambizioso, tra distruzione su larga scala e una forte componente emotiva.</p>
<p>Godzilla Minus One, uscito per il 70° anniversario del franchise, è stato uno dei capitoli più apprezzati della saga, sia dalla critica che dal pubblico. Il sequel arriva rapidamente, segno che Toho punta forte su questo nuovo corso narrativo.</p>
<p>La storia si svolge<strong> nel 1949</strong>, due anni dopo gli eventi del primo film.</p>
<p>Secondo le informazioni ufficiali:</p>
<p>“Il film <strong>continuerà la storia della famiglia Shikishima</strong> mentre affronta una nuova calamità.”</p>
<p>Il racconto quindi manterrà il focus umano già visto nel precedente capitolo, affiancandolo a una minaccia ancora più devastante.</p>
<p>Tornano <strong>Ryunosuke Kamiki</strong> nel ruolo di Koichi Shikishima e <strong>Minami Hamabe</strong> nel ruolo di Noriko Oishi.</p>
<p>Alla regia, sceneggiatura e supervisione VFX c&#8217;è <strong>Takashi Yamazaki</strong>, lo stesso autore del primo film.</p>
<p>Il film debutterà in Giappone il 3 novembre e in Nord America il 6 novembre. Una finestra di distribuzione molto ravvicinata, sempre più rara per produzioni giapponesi. Inoltre, sarà il primo film giapponese realizzato specificamente per <strong>IMAX</strong>, segnale di un’ambizione visiva ancora più marcata.</p>
<p>Il teaser suggerisce anche un’espansione geografica importante: il Kaiju sembra destinato a colpire New York, portando la distruzione fuori dal contesto giapponese. Un cambio di scala che potrebbe ridefinire completamente l’impatto della storia.</p>
<p>In attesa vederlo in questa nuova versione, di seguito trovate intanto<strong> il teaser trailer internazionale </strong>di Godzilla Minus Zero:</p>
<p><iframe loading="lazy" title="GODZILLA MINUS ZERO | First Look Teaser" src="https://www.youtube.com/embed/n-NDYWPXpKg" width="1039" height="584" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
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		<title>Longlegs 2: Nicolas Cage nel nuovo film di Perkins, ma non è un sequel</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/news/longlegs-nuovo-film-nicolas-cage-osgood-perkins-paramount/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 22:21:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[Nicolas Cage]]></category>
		<category><![CDATA[Osgood Perkins]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un progetto poco preventivabile</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo il successo a sorpresa del 2024, <strong><a href="https://www.ilcineocchio.it/cinema/longlegs-la-recensione-del-film-satanico-di-osgood-perkins-con-cage-e-monroe/" target="_blank" rel="noopener">Longlegs</a></strong> è pronto a tornare. Secondo le ultime informazioni, <strong>Nicolas Cage</strong> sarà di nuovo protagonista in un nuovo film diretto da <strong>Osgood Perkins</strong>.</p>
<p>La novità più interessante? Non si tratterà di un sequel diretto, ma di una nuova storia ambientata nello stesso universo narrativo. Il progetto segna anche un cambio importante dietro le quinte: <strong>Neon</strong>, che aveva distribuito il primo film, non sarà coinvolta.</p>
<p>Al suo posto arriva <strong>Paramount Pictures</strong>, che ha deciso di puntare sul progetto nonostante un budget più alto rispetto agli standard del film originale.</p>
<p>Secondo le fonti:</p>
<p>“Neon si è fatta da parte quando ha scoperto portata e budget del nuovo progetto, fuori dalla sua fascia abituale.”</p>
<p>Uno degli aspetti più discussi riguarda la natura del film. Le informazioni parlano chiaro:</p>
<p>“<strong>Non è un sequel, ma qualcosa ambientato nell’universo di Longlegs</strong>.”</p>
<p>Questo apre diversi scenari: un prequel, una storia parallela oppure un’espansione del mondo narrativo.</p>
<p>Resta anche il dubbio principale: Nicolas Cage tornerà nello stesso ruolo? Il primo film è stato uno dei casi più interessanti degli ultimi anni. Con un budget di circa 10 milioni di dollari, Longlegs ha incassato 127 milioni nel mondo, grazie a una campagna marketing virale, un tono disturbante e ambiguo, un mistero costruito su indizi e simboli.</p>
<p>La storia seguiva un’agente dell’FBI, interpretata da <strong>Maika Monroe</strong>, alle prese con una serie di omicidi familiari apparentemente inspiegabili, che la portavano a confrontarsi con una figura oscura: Longlegs.</p>
<p>Il ritorno di Osgood Perkins è forse la sorpresa più grande.</p>
<p>Dopo Longlegs, il regista ha lavorato a ritmo serrato, dirigendo <em>The Monkey</em>, <em>Keeper</em> e <em>The Young People</em> (in uscita). Quattro film in tre anni. Eppure, finora aveva sempre evitato di trasformare i suoi lavori in franchise. Proprio per questo <strong>la scelta fa discutere</strong>: tornare su Longlegs significa aprire a una logica più seriale, cosa finora distante dal suo percorso.</p>
<p>Il ritorno di Longlegs segna un passaggio interessante: da successo isolato a possibile universo narrativo. La presenza di Nicolas Cage e il coinvolgimento di Paramount Pictures indicano un progetto più ambizioso. Resta però una domanda centrale: questa espansione riuscirà a mantenere l’atmosfera disturbante dell’originale, o finirà per snaturarla?</p>
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		<title>Tom Rothman contro gli spot al cinema: “Basta pubblicità infinita prima dei film”</title>
		<link>https://www.ilcineocchio.it/news/pubblicita-cinema-pre-show-30-minuti-tom-rothman/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stella Delmattino]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 18:16:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Azione & Avventura]]></category>
		<category><![CDATA[Horror & Thriller]]></category>
		<category><![CDATA[Sci-Fi & Fantasy]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.ilcineocchio.it/?post_type=news&#038;p=315277</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il CEO di Sony Pictures attacca i pre-show da 30 minuti</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Durante il CinemaCon 2026, <strong>Tom Rothman</strong> ha lanciato un messaggio diretto agli esercenti cinematografici: ridurre drasticamente pubblicità e trailer prima dei film.</p>
<p>Un intervento netto, che riflette una crescente frustrazione all’interno dell’industria per pre-show sempre più lunghi, arrivati ormai anche a 30 minuti prima dell’inizio effettivo della proiezione.</p>
<p>Rothman non ha usato mezzi termini:</p>
<p>“Quello che sto per dire lo dico da sempre sostenitore delle sale cinematografiche. Ma vi esorto a fare scelte difficili pensando al lungo periodo, non solo ai guadagni immediati… <strong>Smettete con questa dipendenza dalla pubblicità</strong>. Gli spettatori occasionali arrivano all’orario indicato e odiano essere costretti a guardare spot infiniti, cosa che a casa non succede.”</p>
<p>Il riferimento è chiaro: mentre le piattaforme domestiche offrono contenuti immediati, l’esperienza in sala rischia di diventare sempre più dilatata e meno appetibile.</p>
<p>Secondo Rothman, il comportamento del pubblico sta già cambiando:</p>
<p>“<strong>Molti spettatori arrivano anche mezz’ora dopo l’orario di inizio proprio per evitare la pubblicità</strong>. E così non vedono nemmeno i trailer.”</p>
<p>Un problema non da poco per gli studios, che continuano a investire proprio nei trailer come principale strumento promozionale. Se nessuno li guarda, l’intero sistema perde efficacia.</p>
<p>Negli Stati Uniti, catene come AMC Theatres hanno ampliato sempre di più l’esperienza pre-film, arrivando a includere fino a 25-30 minuti tra spot e trailer.</p>
<p>Una scelta che punta a massimizzare i ricavi pubblicitari nel breve periodo, ma che rischia di compromettere la soddisfazione del pubblico nel lungo termine.</p>
<p>Alcuni studi interni citati durante l’evento confermano il problema: <strong>solo il 20% degli spettatori è presente all’orario indicato</strong>; servono altri 10-12 minuti per riempire la sala; il pubblico completo arriva solo poco prima dell’inizio reale del film.</p>
<p>In pratica, l’orario ufficiale ha perso significato.</p>
<p>Il punto sollevato da Rothman è semplice: spingere troppo sulla pubblicità rischia di danneggiare l’esperienza cinematografica. E se andare al cinema diventa percepito come un’attesa lunga e forzata, il pubblico potrebbe scegliere alternative più immediate.</p>
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