Mortal Kombat III è a rischio dopo il flop del secondo film: il regista non sa se si farà
13/08/2026 news di Stella Delmattino
Il terzo capitolo era già entrato in sviluppo prima dell'uscita di Mortal Kombat II, ma Simon McQuoid ammette che il futuro del franchise è ancora da decidere

Mortal Kombat III sembrava già avviato verso il grande schermo. Adesso, invece, il suo futuro è diventato decisamente più incerto. Dopo la non esaltante corsa al box office di Mortal Kombat II, il regista Simon McQuoid ha ammesso di non sapere se Warner Bros. e New Line decideranno effettivamente di realizzare il terzo film.
Intervistato da TheWrap, McQuoid ha risposto con molta cautela quando gli è stato chiesto cosa sarebbe arrivato dopo il sequel:
«Penso che stia ancora attraversando il suo ciclo di vita. Quindi non lo so ancora. Non ne sono sicuro.»
Una dichiarazione che non equivale a una cancellazione: Mortal Kombat III non risulta ufficialmente morto. Ma è un cambio di prospettiva significativo rispetto alla fiducia che circondava il franchise prima dell’arrivo del secondo capitolo.
Mortal Kombat III era già stato messo in sviluppo
La situazione è particolarmente curiosa perché il terzo film aveva iniziato a prendere forma prima ancora che Mortal Kombat II arrivasse nelle sale.
Nel 2025 lo sceneggiatore Jeremy Slater aveva infatti rivelato di essere già al lavoro su Mortal Kombat III. Lo studio sembrava quindi abbastanza fiducioso nel secondo capitolo da cominciare a progettare il seguito senza aspettarne il risultato commerciale.
Il sequel aveva inoltre diversi elementi pensati per alzare la posta rispetto al reboot del 2021. A cominciare dall’arrivo di Karl Urban nei panni di Johnny Cage e dalla volontà di McQuoid di espandere sia la scala cinematografica sia i mondi e i personaggi provenienti dai videogiochi. Lo stesso regista ha spiegato di aver lavorato sul secondo film in un vero e proprio «clima di fiducia» generato dalla risposta ottenuta dal precedente capitolo.
Il box office di Mortal Kombat II complica i piani
Il problema è ciò che è accaduto dopo. Mortal Kombat II ha incassato circa 79,8 milioni di dollari soltanto negli Stati Uniti, un risultato che lo colloca attualmente al 21° posto tra i maggiori incassi domestici del 2026.
Secondo i dati riportati dalla stampa di settore, il film ha raggiunto circa 129 milioni di dollari worldwide a fronte di un budget produttivo nell’ordine degli 80 milioni. Un rapporto che non consente da solo di stabilire quanto il film abbia guadagnato o perso — entrano in gioco marketing, distribuzione e ricavi successivi — ma che rende comprensibile la cautela attorno a un altro capitolo di dimensioni analoghe.
Ed è proprio questo il punto: uno script in sviluppo non equivale a un film ufficialmente approvato per la produzione. Warner Bros. e New Line possono ancora decidere di procedere, rivedere budget e strategia oppure lasciare il progetto fermo.
Simon McQuoid guarda già oltre Mortal Kombat
Nel frattempo, neppure il ritorno di McQuoid dietro la macchina da presa può essere considerato scontato. Il regista ha raccontato di avere diversi altri progetti in sviluppo e che uno di questi è già entrato nella fase di casting.
Si tratterebbe, peraltro, di qualcosa di completamente diverso da Mortal Kombat: una storia ambientata nel mondo reale e costruita come approfondito studio di un singolo personaggio.
Il franchise cinematografico si trova quindi in una posizione molto diversa da quella immaginata soltanto pochi mesi fa. Mortal Kombat III ha già avuto uno sviluppo creativo, ma manca la cosa che conta davvero: la certezza che lo studio voglia ancora finanziare un altro round.
Per ora nessuno ha pronunciato il fatidico “Finish Him”. Ma, per la prima volta, sembra davvero possibile che il combattimento possa fermarsi qui.
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