Phil Tippett chiude lo storico studio di Berkeley: in vendita pezzi di Star Wars, Jurassic Park e Starship Troopers
30/08/2026 news di Stella Delmattino
Phil Tippett svuota la storica sede californiana mettendo in vendita modelli, storyboard, attrezzature e cimeli accumulati in decenni di cinema. Ma i suoi due Oscar non si toccano

Un pezzo di storia degli effetti speciali di Hollywood sta letteralmente finendo in vendita. Phil Tippett, il leggendario animatore e supervisore degli effetti visivi che ha contribuito a dare vita alle creature di Star Wars e ai dinosauri di Jurassic Park, sta svuotando la storica sede del Tippett Studio a Berkeley, in California, occupata per 35 anni.
Una liquidazione di tre giorni sta mettendo nelle mani di collezionisti e appassionati modelli, miniature, storyboard, costumi, prototipi e attrezzature accumulati durante decenni di attività. CBS San Francisco ha documentato lunghe file davanti allo studio, con fan ed ex dipendenti arrivati nella speranza di portarsi a casa un frammento della sua storia.
La chiusura riguarda però la storica sede di Berkeley, non la scomparsa del nome Tippett Studio: la società è stata acquisita da PhantomFX, che continua a utilizzarne il marchio.
L’elenco degli oggetti è impressionante. Tra questi figurano materiali provenienti da Mad God, miniature di Starship Troopers, poster autografati, documenti di produzione e modelli legati alla celebre partita a Dejarik vista nel primo Star Wars.
Uno dei pezzi destinati ad attirare maggiormente i collezionisti è un AT-AT definito “artist’s proof”, ricavato dalla scansione del modello originale di L’Impero colpisce ancora e firmato dallo stesso Tippett. Nella vendita compaiono anche creature del Dejarik, materiali legati a Jabba e un AT-ST.
Non ci sono soltanto memorabilia. La struttura di circa 576 metri quadrati viene svuotata anche delle attrezzature con cui quegli effetti venivano materialmente realizzati: stampanti 3D, computer, illuminazione, strumenti per creare stampi, saldatori, trapani a colonna e intere cassette degli attrezzi.
Ci sono però due oggetti che il 74enne non intende cedere: gli Academy Award ricevuti per Il ritorno dello Jedi e Jurassic Park.
Parlando con CBS San Francisco, Tippett ha ammesso di provare qualche rimpianto separandosi da tanti oggetti, ma ha spiegato perché le statuette rimarranno con lui:
«Sono i pezzi più importanti e hanno rappresentato i momenti più significativi del mio percorso».
La vendita ha assunto anche il carattere di una riunione. Un ex dipendente che lavorò nello studio intorno al 1989 è tornato a Berkeley raccontando di aver contribuito alla costruzione di oggetti di scena per Jurassic Park e sperando di recuperare qualcosa che gli ricordasse gli anni trascorsi lì.
Fondato da Tippett insieme alla moglie e produttrice Jules Roman nel 1984, lo studio occupa un posto particolare nella storia degli effetti visivi perché ha attraversato uno dei cambiamenti tecnologici più importanti del cinema moderno.
Tippett aveva lavorato alla trilogia originale di Star Wars, animando le creature del Dejarik, contribuendo agli AT-AT di L’Impero colpisce ancora e al Rancor di Il ritorno dello Jedi. Fu inoltre tra i pionieri della go-motion, evoluzione della stop-motion capace di introdurre il motion blur e rendere più naturali i movimenti dei modelli.
Poi arrivò Jurassic Park. Inizialmente coinvolto per realizzare i dinosauri attraverso tecniche di animazione fisica, Tippett dovette adattarsi quando Steven Spielberg e la produzione decisero di puntare sulla CGI. La sua esperienza non divenne però obsoleta: le conoscenze sviluppate nella stop-motion furono trasferite all’animazione digitale, contribuendo a stabilire un ponte fondamentale tra due epoche degli effetti speciali.
Negli anni successivi Tippett Studio avrebbe lavorato a produzioni come Starship Troopers, RoboCop, i film di Matrix, Hellboy e la saga di Twilight, mentre Tippett portava avanti per decenni il personale e visionario Mad God, presentato infine nel 2021.
Dietro la liquidazione c’è una fase finanziariamente difficile. Tippett Studio aveva raggiunto nel 2024 un accordo per la vendita di una quota di maggioranza alla società indiana PhantomFX e successivamente aveva presentato istanza di protezione dal fallimento secondo il Chapter 11. Il piano di riorganizzazione è stato approvato nel 2025 e PhantomFX ha poi completato l’acquisizione.
La chiusura di Berkeley rappresenta quindi soprattutto la fine del luogo fisico nel quale sono stati realizzati decenni di effetti cinematografici. Tippett, invece, non sembra avere alcuna intenzione di considerarla anche la conclusione della propria carriera.
«Abbiamo avuto quasi 40 anni. È stata una bella corsa», ha detto. E quando gli è stato chiesto del pensionamento, la risposta è stata ancora più netta: «Morirò con la spada in mano».
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