Quando un videogioco funziona come una serie tv: il potere dei personaggi
29/07/2026 news di Stella Delmattino
Da Brawl Stars a The Last of Us, i videogiochi costruiscono ormai personaggi e community con le stesse dinamiche delle migliori serie TV

Se seguite Il Cineocchio, sapete bene quanto conti un buon personaggio. Una serie regge o crolla sul suo cast, sulle relazioni e sui volti che imparate ad amare o a odiare. Negli ultimi anni, però, un altro mondo ha imparato la stessa lezione: quello dei videogiochi, dove i personaggi sono diventati il vero motore dell’intrattenimento.
Prendete un gioco come Brawl Stars. Sulla carta è un titolo per smartphone con partite veloci, ma il suo cuore è un cast di decine di personaggi, i brawler, ognuno con un aspetto, una personalità e un modo di giocare diverso. I fan hanno i loro preferiti, discutono di chi è più forte e aspettano l’arrivo del prossimo esattamente come voi aspettate un nuovo personaggio in una serie che seguite.
Non è un caso. Gli sviluppatori curano questi personaggi come gli autori curano un cast, dando a ciascuno un carattere riconoscibile, animazioni, battute e persino piccole storie. Un nuovo brawler è un evento, con il suo trailer e la sua attesa, e la community reagisce con teorie e commenti. È lo stesso meccanismo affettivo che tiene incollati gli spettatori a una buona serie.
Attorno a questa passione è nato un mercato, come accade per ogni opera che raccoglie una community affezionata. Chi cerca un account brawl stars in vendita si rivolge spesso a marketplace come Eldorado, che trattengono il pagamento finché le credenziali non vengono verificate. Questo intermediario protegge acquirente e venditore durante lo scambio ed evita le brutte sorprese.
Se scegliete questa strada, qualche cautela evita problemi. Controllate la reputazione del venditore e il numero di vendite concluse prima di pagare. Non comunicate mai la password, perché nessun trasferimento serio la richiede. Appena ottenete l’account, cambiate email e password e attivate la verifica in due passaggi. E diffidate dei prezzi troppo bassi, che quasi sempre nascondono una trappola.
Il punto interessante è quanto i confini tra serie e videogiochi si stiano assottigliando. I giochi raccontano storie, costruiscono universi e presentano personaggi che tornano stagione dopo stagione, proprio come uno show. Non sorprende che oggi tante serie nascano da videogiochi, e che chi ama i personaggi ben scritti trovi negli uni e negli altri lo stesso piacere.
C’è anche una dimensione di comunità che riconoscerete al volo. Si parla dei personaggi preferiti, si commentano le novità, si costruiscono classifiche e si litiga bonariamente su chi merita il primo posto. È lo stesso entusiasmo con cui si discute il finale di una serie, spostato su un cast che, invece di limitarsi a guardare, si può anche giocare.
Non è un caso, del resto, se negli ultimi anni sempre più videogiochi diventano serie tv. Adattamenti come The Last of Us o Arcane hanno conquistato anche chi non aveva mai preso in mano un controller, proprio perché mettevano al centro personaggi scritti bene e storie capaci di emozionare. Il pubblico che segue una serie e quello che gioca, un tempo lontani, oggi si sovrappongono sempre di più.
C’è poi un aspetto affettivo che ogni appassionato di serie conosce: l’attaccamento che cresce nel tempo. Un giocatore che segue un titolo per anni sviluppa con i suoi personaggi preferiti un legame simile a quello che si prova per il protagonista di uno show visto stagione dopo stagione. Ed è anche per questo che un account curato, costruito con pazienza, finisce per avere un valore che va oltre i semplici numeri.
Alla fine, un buon personaggio resta un buon personaggio, che viva in una serie o in un videogioco. Titoli come Brawl Stars dimostrano quanto un cast curato possa creare affezione e comunità. Capire come funziona questo mondo, compreso il mercato che gli è cresciuto intorno, aiuta a viverlo con consapevolezza invece di guardarlo da lontano.
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