Star Trek riparte da zero: niente Kirk e Spock, il nuovo film guarda a Training Day e Allarme rosso
04/09/2026 news di Stella Delmattino
John Francis Daley e Jonathan Goldstein preparano un'avventura con personaggi completamente nuovi, ambientata quasi in tempo reale e pronta a mostrare il lato meno idealizzato della Flotta Stellare

Dimenticate per un momento Kirk, Spock, Picard e perfino la Kelvin Timeline di Chris Pine: il prossimo Star Trek cinematografico vuole ripartire praticamente da zero. John Francis Daley e Jonathan Goldstein, registi e sceneggiatori di Dungeons & Dragons – L’onore dei ladri e Game Night, hanno rivelato nuovi dettagli sul film che stanno sviluppando per Paramount. E i due riferimenti scelti per descriverlo sono decisamente sorprendenti: Training Day e Allarme rosso.
Non si tratta semplicemente di un quarto capitolo della saga iniziata da J.J. Abrams nel 2009. Il progetto introdurrà personaggi completamente nuovi e non richiederà allo spettatore di conoscere decenni di mitologia trekkiana. Già alla Comic-Con 2026 Daley e Goldstein avevano anticipato che il film sarebbe andato più avanti nel futuro rispetto alle precedenti incarnazioni del franchise.
Star Trek riparte senza Kirk e Spock
È una scelta importante per una saga che al cinema ha quasi sempre fatto affidamento su personaggi già conosciuti. L’obiettivo dichiarato è costruire qualcosa che possa funzionare anche per chi non distingue la Flotta Stellare da una nave klingon.
«Non vogliamo fare affidamento sul fandom», ha spiegato Goldstein a Inverse. L’intenzione è realizzare prima di tutto un grande film ambientato nell’universo di Star Trek, capace di attirare sia gli appassionati sia un pubblico che potrebbe scoprire quel mondo per la prima volta. Se l’esperimento funzionerà, l’ambizione è chiara: dare origine a un nuovo franchise cinematografico.
Una strategia comprensibile considerando ciò che è accaduto dopo Star Trek Beyond nel 2016. Il quarto film con Chris Pine e Zachary Quinto ha attraversato per anni diverse incarnazioni senza arrivare alla produzione, mentre anche il celebre progetto R-rated pensato da Quentin Tarantino è rimasto sulla carta.
Training Day e Allarme rosso nello spazio
La vera sorpresa, però, è il tono. Goldstein ha indicato esplicitamente Training Day e Allarme rosso come i due film utilizzati come riferimento durante lo sviluppo. Due thriller con Denzel Washington che, apparentemente, sembrano avere pochissimo in comune con le avventure dell’Enterprise.
In realtà la scelta racconta parecchio. Entrambi mettono al centro rapporti di potere, gerarchie, conflitti morali e personaggi costretti a confrontarsi con un’autorità che potrebbe non essere così irreprensibile come appare. Ed è proprio la Flotta Stellare che Daley e Goldstein vogliono osservare da una prospettiva differente.
Daley ha spiegato che la sceneggiatura analizza cosa accade a un’istituzione esistente da moltissimo tempo. La Flotta è tradizionalmente rappresentata come una versione idealizzata di ciò che l’umanità potrebbe diventare, ma questo nuovo film riconoscerà che anche nelle istituzioni migliori possono esserci delle «mele marce» capaci di comprometterne gli ideali. Non significa, precisa il regista, trasformare Star Trek in qualcosa di cinico o nichilista.
Una storia di Star Trek quasi in tempo reale
C’è poi un altro dettaglio che potrebbe cambiare radicalmente il ritmo del film: la vicenda dovrebbe svolgersi quasi in tempo reale. «È uno sguardo completamente diverso su ciò che potrebbe essere un film di Star Trek, senza tradire i suoi principi fondamentali», ha anticipato Daley.
Il riferimento ad Allarme rosso diventa così ancora più interessante. Il film di Tony Scott trasformava un sottomarino nucleare in una pentola a pressione attraverso lo scontro tra due uomini con idee opposte sull’autorità e sulla responsabilità. Training Day, invece, faceva scoprire progressivamente a una recluta quanto potesse essere corrotta la persona incaricata di guidarla.
Trasportare dinamiche simili dentro la Flotta Stellare potrebbe significare meno nostalgia e più thriller istituzionale, pur mantenendo la scala spettacolare necessaria a un ritorno cinematografico. Gli autori stessi hanno sottolineato che il film dovrà giustificare la propria presenza sul grande schermo proprio in un’epoca in cui la televisione è diventata sempre più cinematografica.
Il rischio più grande potrebbe essere anche la sua forza
Abbandonare personaggi come Kirk e Spock significa rinunciare alla rete di sicurezza della nostalgia. Ma è anche ciò che potrebbe permettere a Star Trek di fare qualcosa che al cinema non tenta da moltissimo tempo: andare davvero dove nessuno dei suoi protagonisti precedenti è mai arrivato.
Il progetto è ancora in fase di scrittura e non ha una data d’uscita. Per ora, quindi, niente Enterprise da mostrare e nessun nuovo capitano da presentare. Ma l’idea di trasformare Star Trek in un thriller quasi in tempo reale, con le tensioni morali di Training Day e Allarme rosso, è già una dichiarazione d’intenti piuttosto netta: questa volta Paramount non sembra interessata semplicemente a riportare il franchise al cinema, ma a capire che cosa possa diventare senza continuare a vivere del proprio passato.
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