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Frank Darabont spiega perchè è stato allontanato da The Walking Dead

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Il creatore e showrunner della prima stagione ha attaccato duramente i vertici di AMC in una deposizione legale

Spesso è meglio non scoprire in che modo viene preparata o cucinata una certa pietanza. Questo vale anche per molti film e serie TV prodotte a Hollywood, ma per The Walking Dead assume anche un significato particolarmente ironico. Se volete vedere come sangue e budella vengono realizzate, dovete rivolgervi al mago degli effetti speciali Greg Nicotero; ma se volete conoscere il lato meno piacevole della produzione è al creatore della serie e showrunner licenziato Frank Darabont quello che dovete ascoltare.

In una deposizione appena resa disponibile tratta dalla causa legale di Darabont contro la AMC, il creatore dello show risale ai burrascosi giorni dell’inizio della produzione della stagione due. Dal momento che questo particolare processo approfondisce gli obblighi contrattuali in materia di profitti dell’adattamento della graphic novel di successo di Robert Kirkman, ci si potrebbe aspettare che Darabont (e i suoi avvocati) l’avrebbe tenut riservata. Ma a quanto pare ha preferito altrimenti.

Frank-Darabont-Walking-Dead 1 setIl punto cruciale della discussione da parte di Darabont è che AMC ha consapevolmente violato il contratto e lo ha privato di decine di milioni di dollari grazie in parte agli utili provenienti da un accordo di licensing che la rete ha organizzato per conto proprio. Il caso si è recentemente concentrato sul grado di coinvolgimento di Darabont nella seconda stagione dello show e sull’importo risultante dalla partecipazione agli utili. Ma questo è piuttosto noioso. La cosa più interessante è invece l’attacco diretto di Darabont ad alcuni dirigenti di AMC, che vengono definiti in sostanza come dei pupazzi che hanno avuto ben poco a che fare con il successo dello show e hanno anche ostacolato la sua popolarità grazie a tagli di bilancio:

“Mi ricordo di Joel Stillerman [presidente della programmazione originale e dello sviluppo di AMC], durante una riunione nel mio ufficio, mentre stavamo discutendo discutendo i temi della stagione successiva, gli abbiamo detto, ‘certo che il successo della serie, di cui , tra l’altro, voi ragazzi vi vantate perché continuiamo a ricevere e-mail che dicono: ‘Ehi, stiamo infrangendo i record di audience in 120 paesi in tutto il mondo di centinaia di punti percentuale, in alcuni paesi di oltre il 1.000%,’ e mentre sentiamo quanto sia di successo lo show per voi, voi stessi ci state dicendo che questo, questo problema di budget, non si riesce a risolvere. Ed egli disse: ‘Il successo della serie ha alcuna attinenza con questa discussione,’ in un modo piuttosto gelido.”

Il budget, secondo Darabont, è stato tagliato “da 3,4 [milioni di dollari] a 3 [milioni di dollari].” Se i problemi di budget tra i creativi e i burocrati non sono certo una novità, Darabont ha però continuato a spiegare quanti soldi si stessero intascando mentre lui stava invece gestendo “problemi critici nella prima puntata della seconda stagione.”

“E’ stato piuttosto brutto, ma poi hanno sganciato la bomba su di noi che, oh a proposito, stanno trattenendo il credito d’imposta”, ha testimoniato. “Si intascheranno il credito d’imposta. Così, tra le due cose hai un taglio del 25% su tutta la linea”.

darabont set deadAnche in questo caso, l’avarizia dietro le quinte delle produzioni di serie molto popolari (e lucrative) come The Walking Dead non dovrebbe essere una sorpresa. Né lo deve essere la rivelazione che i produttori di Hollywood sono di solito meno disposti a entrare in trincea al fianco di attori e la troupe che si “fanno il mazzo, dando tutto” giorno dopo giorno per rendere lo show possibile. Quello che più sorprende è come Darabont si rivolge a quelle persone e al loro comportamento:

“Quando si facevano raramente vedere sul set [in Georgia]… arrivavano guidando dall’aeroporto nelle loro auto con aria condizionata, scappavano dentro le tende che avevamo allestito in loco per gli attori così che potessero prendersi una pausa e non svenire per il caldo, mettevano fuori la testa in alcune occasioni e mezz’ora dopo risalivano sulle loro auto e tornavano nei loro uffici con l’aria condizionata a New York. Ho avuto una tremenda mancanza di rispetto nei loro confronti “.

Secondo Darabont, i dirigenti avrebbero dovuto quindi “indossare stivali da combattimento” al fianco del cast e della troupe che stavano lavorando a 40 gradi e “staccare le zecche dai loro inguini e dalle caviglie di notte.” E se pensate che Darabont stia esagerando, vale la pena notare che anche il suo successore (e presto sostituito anch’esso) come showrunner Glen Mazzara ha testimoniato, dicendo:

“Credo che Frank stesse eseguendo le sue responsabilità e doveri come showrunner e che c’era una spaccatura personale tra [il co-creatore di The Walking Dead Robert] Kirkman e Darabont e tra Darabont e i dirigenti di AMC, e che quando il materiale per il finale è arrivato e Frank ha detto di aver bisogno di tempo per capire come fare una cosa o rigirare una scena e cosa sarebbe servito per farlo, AMC non è stata disposta a dargli quel tempo per risolvere i problemi e l’ha lasciato andare notificargli che lui era, che il problema era la serie. Che se non avesse adeguatamente risolto questi problemi, sarebbe stato licenziato.”

Per equità, questa è la risposta dei dirigenti di AMC sulla testimonianza di Darabont:

“Frank Darabont ha messo in chiaro di avere opinioni molto forti su AMC e sugli eventi che hanno portato al suo abbandono di The Walking Dead. La realtà è che egli è stato pagato milioni di dollari secondo i termini del suo contratto, che abbiamo onorato, e continueremo a difenderci con forza contro questa causa legale.”

Si tratta sicuramente di una vicenda spiacevole, che sicuramente non si concluderà tanto presto. Nell’attesa di capire come andrà a finire, vi ricordiamo che The Walking Dead tornerà per la seconda metà della sua sesta stagione il 14 febbraio.

Fonte: Collider

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