Tom Holland non è solo Spider-Man: ecco la serie tv da recuperare per scoprire il talento del giovane attore
01/05/2026 news di Andrea Palazzolo
Dietro la maschera di Spider-Man si nasconde il giovane Tom Holland, ma al di là del suo ruolo, l'attore ha dimostrato così la sua bravura.

Quando si pensa a Tom Holland, la mente corre immediatamente a Peter Parker, al ragazzo-ragno che ha conquistato il cuore di milioni di spettatori nell’universo Marvel. È inevitabile: la sua filmografia è costellata di pellicole MCU, blockbuster che hanno definito un’intera generazione di cinema supereroistico. Eppure, c’è un’altra faccia di Holland che molti non hanno mai avuto modo di conoscere. Una performance che ha messo a nudo le sue capacità attoriali in modo crudo, viscerale, lontano anni luce dalle acrobazie in CGI e dai quip ironici di Spider-Man.
Si tratta di The Crowded Room, serie Apple TV uscita nel giugno 2023 che è passata quasi inosservata nel mare magnum delle produzioni streaming. Un progetto ambizioso, difficile, che ha permesso a Holland di esplorare territori interpretativi inesplorati. Ma la storia di questa serie è molto più complessa e affascinante di quanto appaia in superficie. Perché prima di Tom Holland, prima che diventasse una serie tv, The Crowded Room aveva un destino completamente diverso. E al centro di quel destino c’era Leonardo DiCaprio.
Per anni, il progetto è rimasto in quello che a Hollywood chiamano development hell, l’inferno dello sviluppo. L’idea originale prevedeva un adattamento cinematografico del libro di Daniel Keyes, The Minds of Billy Milligan, che racconta la storia vera di Billy Milligan, il primo uomo nella storia giudiziaria americana ad essere assolto da crimini gravi grazie alla diagnosi di disturbo dissociativo dell’identità. Un personaggio con ventiquattro personalità distinte, un caleidoscopio umano che avrebbe richiesto una performance di straordinaria complessità.
Leonardo DiCaprio era non solo il candidato principale per il ruolo, ma anche coinvolto come produttore del progetto. Secondo fonti come CBS News, l’attore quarantenne dell’epoca avrebbe dovuto affrontare una delle sfide più impegnative della sua carriera: dare vita a due dozzine di personalità diverse, ognuna con le proprie caratteristiche, manierismi, voci. Per un attore del calibro di DiCaprio, che ha sempre dimostrato una capacità camaleonica di trasformarsi completamente per i suoi ruoli, sarebbe stata un’opportunità d’oro. Un ruolo che avrebbe potuto rivaleggiare con le sue performance più acclamate, forse aprendo la strada a un’altra nomination agli Oscar.
Il film con DiCaprio non si è mai materializzato. Invece, dopo anni di gestazione, il progetto è rinato come serie televisiva per Apple TV, con Akiva Goldsman come showrunner e adattatore. La sceneggiatura si è allontanata dalla storia originale di Billy Milligan per creare una narrazione più libera, pur mantenendo il tema centrale del disturbo dissociativo dell’identità. E il protagonista non era più Leonardo DiCaprio, ma Tom Holland.
Holland interpreta Danny Sullivan, un giovane arrestato per il suo coinvolgimento in una sparatoria a New York nel 1979. Attraverso gli interrogatori condotti da un’investigatrice interpretata da Amanda Seyfried, emerge gradualmente la verità sulla sua condizione: Danny soffre di disturbo dissociativo dell’identità, con molteplici personalità che hanno preso il controllo della sua vita in modi che lui stesso fatica a comprendere.

La performance di Holland è una masterclass di trasformazione. Ogni personalità che emerge è completamente distinta: postura diversa, voce diversa, energia diversa. In alcuni momenti chiave della serie, Holland diventa letteralmente irriconoscibile, come se diversi attori stessero abitando lo stesso corpo. È un lavoro tecnicamente impeccabile che richiede non solo talento, ma anche una preparazione psicologica e fisica estenuante.
Forse, tra vent’anni, qualcuno riscoprirà The Crowded Room e si chiederà come sia possibile che una performance così straordinaria sia passata così inosservata. Nel frattempo, vale la pena recuperarla. Non per la serie in sé, che ha i suoi evidenti difetti, ma per vedere Tom Holland fare qualcosa che non avete mai visto prima. Per vedere un giovane attore spingere se stesso oltre i propri limiti, rischiare, fallire in parte, ma uscirne comunque trasformato. Perché alla fine, questo è ciò che rende il cinema e la televisione così affascinanti: la possibilità di assistere a esseri umani che esplorano l’intera gamma dell’esperienza umana, anche quando fa male.
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