The Movie Db478160/10
The Movie Db/10
12 aprile 2018

Recensione dal BIFFF 36 | RV: Resurrected Victims di Kwak Kyung-taek

Il mistery thriller coreano spreca in parte l'originale premessa paranormale, rimanendo comunque una tesa crime story ben costruita e con un marcato tono tragico

Storia edificante di resurrezione, vendetta e pentimento, RV: Resurrected Victims (Heesaeng boohwalja) del coreano Kwak Kyung-taek (Heesaeng boohwalja), che ne sceneggia anche l’adattamento del romanzo It is Over di Park Ha-Ik (2012), combina un’inventiva premessa sovrannaturale a una tesa crime story densa di dramma e colpi di scena.

Il thriller si basa difatti con una singolare quanto geniale trovata: a distanza di anni dal loro assassinio, le vittime di omicidio tornano in vita e uccidono al loro volta i rispettivi carnefici, per poi sparire nuovamente. Sono molti i casi nel mondo, ma in Corea del Sud, la prima volta che questo inquietante fenomeno si verifica è con la resurrezione di una donna, Choi Myung-Sook (Hae-sook Kim), che, a sette anni dalla sua morte avvenuta durante un violento scippo, torna nella propria casa solo per tentare – all’apparenza – di accoltellare il figlio Jin-hong (Rae-won Kim), giovane avvocato dell’accusa di successo. L’uomo ne esce illeso, ma subito inizia una doppia indagine parallela da parte del protagonista e di un detective, una ricerca del reale colpevole della morte della donna, che porta a un criminale cinese, poi a un’assicurazione sulla vita, e assai oltre, fino a una serie di crimini irrisolti. Da una parte Jin-hong, dall’altra una detective, Lee Soo-Hyun (Jeon Hye-Jin), si adopereranno per arrivare infine alla verità.

RV: Resurrected Victims risulta indubbiamente originale per lo spunto alla base della trama, l’escamotage narrativo da cui principia l’intero sviluppo: il ritorno di defunti in cerca della giusta pena per i loro killer. Tuttavia, l’interessante concept è esaurito in poco più di una sequenza, quella della comparsa di Choi Myung-Sook davanti a un gruppo di parenti esterrefatti, e a una celere introduzione che spiega come il fenomeno sia già diffuso e noto in tutto il mondo, ma tenuto segreto per non creare il panico. L’evoluzione successiva, a parte poche parentesi sovrannaturali, per nulla esplora il misterioso fenomeno, mentre declina velocemente in un convenzionale thriller incentrato su una serie delitti irrisolti, tutti collegati tra loro e intervallati da costanti svolte inaspettate. Seppur quindi venga un po’ sprecata la geniale trovata (che potrebbe richiamare la serie francese Les Revenants, ma con tanto di sovrumano giustizialismo), ciò non vuol dire che il film sia poi privo d’ogni attrattiva. Difatti, riuscita è la complessa costruzione della diegesi, come spesso avviene nella cinematografia coreana, con meccanismi e colpi di scena che ben si incastrano in un serrato divenire. Benché sin da subito alcuni falsi indizi e false piste siano un po’ troppo palesi, il modo in cui viene poi dipanato il mistero risulta comunque coinvolgente e con alcuni twist non troppo prevedibili.

Certo non ci sono scene particolarmente truci, né purtroppo si indulge in effetti speciali pirotecnici, eccezion fatta per qualche luce che sfarfalla quando la rediviva incrocia un suo possibile carnefice, ma d’altronde non è questo l’obiettivo di RV: Resurrected Victims. Il cuore del discorso è costituito in realtà da una tesa storia di redenzione, dove l’elemento sovrannaturale è solo marginale e accessorio, mentre il fulcro è l’iter psicologico seguito dal protagonista, Rae-won Kim, che deve affrontare il proprio rimorso per aver trascurato a lungo la povera madre, del tutto dedita a lui, e forse anche di peggio … Tuttavia, tale personaggio dalla componente altamente drammatica, ben interpretato dal giovane attore, come un vero eroe tragico è in parte inconsapevole della propria colpa, e l’investigazione è in buona parte funzionale al suo riscatto. Meno approfonditi sono invece tutti gli altri personaggi (nonostante i plurimi fashback mirati a spiegare i fatti) dalla madre alla sorella, Seo Hee-Jung (Jang Young-Nam) che rimane poco più di una comparsa al servizio dell’intreccio. Allo stesso modo del tutto superficiale è la descrizione di Lee Soo-Hyun, poco sfaccettata e piuttosto stereotipata antagonista, che nutre sospetti su Jin-hong necessari a mantenere quel minimo di suspense su chi sia il vero colpevole.

Discreta detective story piuttosto convenzionale e con un tocco inedito, RV: Resurrected Victims è comunque sia un piacevole intrattenimento, soprattutto per gli estimatori del thriller. Al contrario, chi si aspetta che il lato orrorifico e truce venga particolarmente esplorato, rimarrà amaramente deluso.

Di seguito trovate il trailer ufficiale del film:

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Recensione dal BIFFF 36 | RV: Resurrected Victims di Kwak Kyung-taek
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Recensione dal BIFFF 36 | RV: Resurrected Victims di Kwak Kyung-taek
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Il mistery thriller coreano spreca in parte l'originale premessa paranormale, rimanendo comunque una tesa crime story ben costruita e con un marcato tono tragico
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Il Cineocchio
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