27 giugno 2017

[recensione] Resident Evil: Vendetta di Takanori Tsujimoto

Il terzo capitolo in CGI del longevo franchise horror è un B-movie che farà felici i fan più oltranzisti

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27 giugno 2017
resident evil vendetta

Per i meno pratici e/o curiosi, Resident Evil: Vendetta, conosciuto anche col titolo Biohazard: Vendetta, fa parte del franchise di Resident Evil, si colloca nello stesso universo dei relativi videogiochi associati (a differenza dei film live action con Milla Jovovich) ed è il terzo film realizzato in CGI, dopo Resident Evil: Degenerazione del 2008 e Resident Evil: Damnation nel 2012. Scritto da Makoto Fukami (Psycho-Pass) e diretto da Takanori Tsujimoto (The Next Generation: Patlabor, Ultraman X), vede tra i produttori esecutivi Takashi Shimizu (Ju-On – Rancore) e per la terza volta protagonista Leon S. Kennedy, cui si affiancano Chris Redfield e Rebecca Chambers.

resident_evil_vendetta_posterIn apertura un team militare messicano guidato dal capitano del BSAA Chris Redfield esplora una villa legata a un’operazione di contrabbando, infestata da zombie infettati da un nuovo ceppo virale. Lì trova Glenn Arias, un criminale attivo sul mercato nero ricercato dall’Interpol (la vendetta del titolo lo riguarda da molto vicino), che però riesce ad allontanarsi quando location salta in aria. Viene così presto in contatto con uno dei consiglieri del BSAA, Rebecca Chambers, che ha iniziato lo sviluppo di un farmaco che possa combattere il nuovo virus, ma il suo laboratorio viene assaltato dagli scagnozzi mutati di Arias e solo l’intervento provvidenziale di Chris la salva dal contagio. Dopo questo episodio, la donna decide quindi di chiedere aiuto all’agente Leon S. Kennedy, che si trova sulle tracce del terrorista per ordine del presidente. Insieme riescono a intuire il piano diabolico di Arias, ma devono trovarlo e sconfiggerlo prima che l’attacco biologico su New York si concretizzi.

Questo film è tutto (forse addirittura troppo …) quello che probabilmente in molti si aspettano da un film di Resident Evil: tono generale camp, un cattivo sopra le righe, scene d’azione assurde e momenti gustosamente horror. Vendetta si pone tranquillamente tra i capitoli più curiosamente videoludici della saga – compresi quelli scritti e/o diretti di Paul W. S. Anderson -, che prevedono momenti esagerati come quello in cui Leon, che ruba ampiamente la scena a Chris e Rebecca, viene scaraventano decine di metri in aria da un mostro per poi ripiombare verso il basso e colpirlo in faccia. Tra le cose migliori ci sono l’inizio notturno nella villa deserta, che riesce a catturare le sensazioni di tensione e terrore di quando si incontra uno zombie nei videogame, oppure la scena del corridoio verso la metà, peraltro coreografata straordinariamente, in cui Leon e Chris utilizzano le loro abilità nel corpo a corpo – prese di peso da RE 6 – per affrontare e debellare un’orda di infetti, con il pov che danza intorno a loro tra proiettili e schizzi di sangue in pieno delirio da John Wick. Guardandolo, traspare l’attenzione di Tsujimoto e Fukami per tutti quegli aspetti che hanno reso la saga così amata negli anni, cercando di bilanciare spaventi e azione, aggiungendo tocchi personali per esplorare meglio (senza esagerare ovviamente) le psicologie dei protagonisti, specie di Chris. Il risultato è un B-Movie tutto sommato adeguato alle aspettative, un’espansione del mondo di RE ascrivibile alla categoria ‘se ne poteva pure fare a meno’ spensierata, per una serata con pop-corn e amici e un’animazione di prim’ordine, che zoppica soltanto nella sincronizzazione dei labiali.

resident-evil-vendettaChiaramente il film non è esente da difetti. La vicenda si chiude un po’ troppo in fretta viste le premesse e non tutto torna (Leon ha davvero aiutato la famiglia di quel ragazzo?), senza contare che vengono completamente trascurati eventuali approfondimenti sugli altri membri della squadra del BSAA, figurine appena abbozzate, mentre Rebecca, se all’inizio sembrerebbe poter contare davvero qualcosa, viene invece rapidamente spinta sempre più ai margini una volta che Leon entra in gioco. Come intuibile, nessuno di questi ‘problemi’ inficia davvero l’esperienza della visione, tuttavia con un minimo di attenzione avrebbero potuto essere tutti facilmente ovviati.

In definitiva, un approccio a questo film è consigliabile soltanto ai completisti, soprattutto quelli che hanno apprezzato maggiormente la deriva action della serie. Gli spettatori meno avvezzi ai videogiochi potrebbero invece trovarsi disorientati, specie perché si dà per scontata la conoscenza dei personaggi.

Di seguito i primi 9′ di Resident Evil: Vendetta, nei nostri cinema dal 26 al 28 giugno:

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[recensione] Resident Evil: Vendetta di Takanori Tsujimoto
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Il terzo capitolo in CGI del longevo franchise horror è un B-movie che farà felici i fan più oltranzisti
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Il Cineocchio
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