Home » Cinema » Horror & Thriller » Bill Skarsgård doveva riportare in vita un cult del 1994: dopo 15 anni di tentativi fu un disastro. Ora è su Prime Video

Titolo originale: The Crow , uscita: 21-08-2024. Budget: $50,000,000. Regista: Rupert Sanders.

Bill Skarsgård doveva riportare in vita un cult del 1994: dopo 15 anni di tentativi fu un disastro. Ora è su Prime Video

13/09/2026 news di Stella Delmattino

The Crow – Il Corvo ha attraversato registi, star e anni di sviluppo prima di arrivare al cinema, dove il reboot da 50 milioni di dollari si è schiantato al botteghino

Ci sono film che attraversano un inferno produttivo e, quando finalmente riescono ad arrivare sullo schermo, fanno dimenticare tutto. The Crow – Il Corvo ha avuto un destino molto diverso: Hollywood ha impiegato oltre 15 anni per riportare al cinema il personaggio creato da James O’Barr, coinvolgendo nel tempo star come Bradley Cooper, Luke Evans e Jason Momoa. Quando finalmente il film è uscito, con Bill Skarsgård protagonista, il pubblico americano gli ha riservato appena 9 milioni di dollari.

Ora quella travagliatissima produzione può essere recuperata molto più facilmente: The Crow – Il Corvo è disponibile su Prime Video Italia incluso nell’abbonamento. E la sua storia produttiva è forse persino più interessante del film stesso.

Un film rimasto intrappolato a Hollywood per oltre 15 anni

Riportare Il Corvo sul grande schermo sembrava quasi impossibile. Il progetto di una nuova versione era già in sviluppo alla fine degli anni Duemila e negli anni successivi cambiò ripetutamente forma, registi e protagonisti.

Tra gli attori coinvolti nelle diverse incarnazioni ci furono Bradley Cooper, Luke Evans e Jason Momoa. Cooper fu legato al progetto quando alla regia avrebbe dovuto esserci Juan Carlos Fresnadillo; Evans venne scelto successivamente, mentre Momoa rimase associato per anni a un’altra versione, diretta da Corin Hardy. Nessuna riuscì ad arrivare davanti alle cineprese.

Solo nel 2022 il progetto trovò finalmente la combinazione destinata a sopravvivere: Rupert Sanders alla regia e Bill Skarsgård nei panni di Eric.

Una gestazione eccezionalmente lunga per un personaggio che, nel frattempo, continuava a vivere sotto l’ombra gigantesca del film del 1994.

Il problema impossibile: sostituire Brandon Lee

Perché realizzare un nuovo Corvo comportava un ostacolo che pochi reboot devono affrontare. Il film di Alex Proyas non è diventato semplicemente un cult: è indissolubilmente legato a Brandon Lee, morto a 28 anni in seguito all’incidente avvenuto sul set durante le riprese.

La sua interpretazione di Eric Draven, l’estetica gotica, la colonna sonora e la tragedia reale che accompagnò la produzione finirono per rendere il film del 1994 quasi intoccabile per una parte dei fan.

Sanders cercò infatti di prendere le distanze dall’idea stessa di remake. Il suo The Crow voleva essere una nuova interpretazione della graphic novel di James O’Barr, molto diversa dal film di Proyas e maggiormente concentrata sulla relazione tra Eric e Shelly.

Questa volta Shelly ha il volto della musicista FKA twigs. Lei ed Eric si incontrano, si innamorano e vengono assassinati quando il passato della ragazza torna a perseguitarli. Eric ottiene quindi la possibilità di attraversare il confine tra vivi e morti e vendicarsi dei responsabili, nel tentativo di salvare la donna che ama.

The Crow Stairway to Heaven 1998 dacascos50 milioni di dollari contro un incasso disastroso

Dopo più di un decennio di tentativi falliti, il risultato commerciale fu particolarmente amaro.

The Crow aveva un budget di produzione indicato in circa 50 milioni di dollari. Negli Stati Uniti debuttò con appena 4,6 milioni nel primo weekend e terminò la sua corsa americana a poco più di 9 milioni.

Anche considerando i mercati internazionali, il film non riuscì minimamente a recuperare attraverso le sale quanto era costato. Fu uno dei flop più evidenti dell’estate 2024 e la sua permanenza nei cinema americani fu brevissima.

Neppure la critica gli offrì un appiglio. Su Rotten Tomatoes il film conserva appena il 22% di recensioni positive, contro un più indulgente 62% del pubblico verificato. Ancora una volta, quindi, esiste una distanza non trascurabile tra chi lo recensì professionalmente e una parte degli spettatori che decise di concedergli una possibilità.

Ma Bill Skarsgård aveva accettato una sfida quasi impossibile

Il fallimento commerciale rischia però di nascondere ciò che rende ancora oggi curioso questo esperimento. Skarsgård non cerca di imitare Brandon Lee. Il suo Eric è più fragile, contemporaneo e fisicamente estremo, con un look volutamente distante dall’iconografia del 1994.

Quando la vendetta prende finalmente il sopravvento, Sanders spinge inoltre il film verso una violenza decisamente esplicita. La lunga sequenza ambientata all’opera, in particolare, mostra cosa avrebbe potuto essere questa nuova incarnazione se avesse abbracciato prima e con maggiore decisione la propria natura di revenge movie soprannaturale.

È proprio questa contraddizione a rendere The Crow interessante da recuperare oggi: non perché sia improvvisamente diventato un capolavoro incompreso, ma perché rappresenta il risultato concreto di uno dei reboot più tormentati del cinema recente.

Dopo 15 anni di tentativi, oggi basta un clic

Il passaggio su Prime Video cambia inevitabilmente il contesto. Nel 2024 bisognava chiedere agli spettatori di pagare un biglietto per vedere una nuova versione di un film che molti consideravano intoccabile. Oggi la domanda è molto più semplice: vale davvero la reputazione disastrosa che si porta dietro?

Il 22% della critica suggerisce una risposta piuttosto netta. Quel 62% del pubblico, invece, racconta qualcosa di meno definitivo.

E c’è una certa ironia nel destino del progetto: Hollywood ha impiegato più di 15 anni, diversi registi e almeno tre potenziali Eric Draven prima di riuscire a riportare in vita Il Corvo. Su Prime Video, per scoprire se ne sia valsa la pena, bastano 111 minuti.

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