Home » Cinema » Horror & Thriller » Domiziano Cristopharo ci parla di POE 4 – The Black Cat

Domiziano Cristopharo ci parla di POE 4 – The Black Cat

20/01/2017 news di Redazione Il Cineocchio

Il regista romano presto al lavoro sul quarto capitolo della serie antologica ispirata allo scrittore americano, a cui partecipano anche Ruben Rodriguez e Chris Milewski

Stavolta non è solo un gatto

Arriva in concomitanza con l’anniversario della nascita di Edgar Allan Poe (19 gennaio 1809) l’annuncio di POE 4 – The Black Cat, quarto e ultimo capitolo della serie P.O.E. (Poetry Of Eerie, Project Of Evil e Pieces Of Eldritch), iniziata nel 2011 e ispirata appunto ai racconti dello scrittore nato a Boston.

POE 4 Promotional Artworks (3)Dai 13 episodi del primo “poetico” film (fra cui alcuni diretti da Edo Tagliavini, Giovanni Pianigiani e Paolo Gaudio), arrivato perfino nei cinema italiani, siamo passati ai 7 della seconda “sanguinosa” variante (a cui hanno preso parte Alberto Viavattene, Nathan Nicholovitch e i fratelli Capasso) premiata al Fantafestival e al To-Horror nel 2012. Il terzo capitolo di POE, composto da 6 segmenti e introdotto da un bizzarro narratore (l’icona horror Venantino Venantini, Paura nella Città dei Morti Viventi), ha potuto contare su un cast più internazionale che comprendeva anche Frank Laloggia (Scarlatti/Lady in White) e Arian Levanael (Dark Waves, Transparent Woman).

The Black Cat potrà contare ora su tre registi (Domiziano Cristopharo, Ruben Rodriguez e Chris Milewski), alle prese con una sfida davvero unica, raccontare in maniera personale il celebre racconto Il Gatto Nero.

Il progetto internazionale sarà prodotto dallo stesso Cristopharo (creatore della serie) e dall’inglese Tony Newton, che negli ultimi anni si è occupato di altri film “collettivi” come Grindsploitation 1, 2 e 3, 60 seconds to Die e 2 Die For.

Come ci ha raccontato in esclusiva il regista romano:

POE 4 è una sfida davvero intrigante… Avendo come base tutti lo stesso racconto, siamo costretti a reinterpretarlo in maniera totalmente personale per on rischiare di fare cose simili e annoiare il pubblico. Affiancare registi con uno mondo interiore così affascinante come Chris, o di grandissima esperienza come Ruben mi rende orgoglioso. Collaborare poi stavolta a un progetto che si svolge sotto un’ottica totalmente internazionale, con un veterano come Tony è una garanzia e stimolo senza pari. Comincerò le riprese del mio segmento a marzo su sceneggiatura del fido Andrea Cavaletto e i protagonisti saranno Dario Biancone, già visto in POE 1 e 2, Chiara Pavoni, protagonista di Demonium di Andreas Schnaas e con cui ho lavorato in HYDE’S e l’emergente Cleverson Rodrigues.

In attesa di scoprirne di più, nella gallery qui sotto trovate i primi 3 intriganti artwork di POE 4 – The Black Cat:

Fonte: Sito Ufficiale

Chris Hemsworth in Quella Casa nel Bosco
Horror & Thriller

Chris Hemsworth tenta di sopravvivere a mostri e assassini in questo horror su Prime Video

di Andrea Palazzolo

Su Prime Video si può trovare uno dei primi film dell'attore Chris Hemsworth, uscito poco dopo il suo primo ruolo in Thor.

nathalie emmanuel film Confinement 2026
Horror & Thriller

Confinement, il trailer trasforma la gravidanza di Nathalie Emmanuel in un incubo familiare

di Stella Delmattino

La protagonista di Fast & Furious interpreta una vedova incinta accolta dalla famiglia del marito defunto, ma l’ospitalità si trasforma presto in una prigionia

Horror & Thriller

Camp Miasma: Adolescenza, Sesso E Morte, spiegazione del finale: Little Death, il lago e cosa succede a Kris e Billy

di Stella Delmattino

Dal mondo di Camp Miasma alla misteriosa VHS generata sotto il lago: analizziamo il finale del film di Jane Schoenbrun e i suoi passaggi più enigmatici

Nina Kiri in Undertone - Sottofondo (2025) horror
Horror & Thriller

Undertone – Sottofondo, recensione: l’horror A24 che trasforma un podcast in un incubo sonoro

di Gioia Majuna

Ian Tuason costruisce un debutto ingegnoso attorno a cuffie, registrazioni inquietanti e una casa immersa nel silenzio, ma nel finale cede troppo ai cliché del genere