Home » Cinema » Sci-Fi & Fantasy » Dopo Star Wars, Hayden Christensen ha tentato di fare il salto con questo action di fantascienza

Dopo Star Wars, Hayden Christensen ha tentato di fare il salto con questo action di fantascienza

15/09/2026 news di Andrea Palazzolo

Il film action di fantascienza con Hayden Christensen che doveva mandare avanti la sua carriera dopo la saga di Star Wars.

Hayden Christensen in Star Wars

Nel 2008, Hayden Christensen aveva bisogno di riscatto. Dopo aver interpretato Anakin Skywalker nella trilogia Prequel di Star Wars, l’attore canadese si trovava in una posizione paradossale: era diventato parte di uno degli archi narrativi più celebri nella storia del cinema, ma la sua fama gli pesava come un fardello non guadagnato. Come avrebbe spiegato anni dopo, sentiva di stare “semplicemente cavalcando un’onda” e voleva dimostrare qualcosa di diverso, lontano dall’ombra ingombrante di George Lucas.

Tra il 2005 e il 2008, Christensen tentò strade alternative: il thriller Awake e il dramma biografico Factory Girl, dove interpretava un sosia di Bob Dylan. Entrambi i progetti incontrarono l’indifferenza glaciale della critica. Ma nel 2008, quasi inevitabilmente, Hollywood lo riportò esattamente dove aveva cercato di non tornare: nel cuore di un franchise sci-fi ad alto budget, con ambizioni globali e potenziale per sequel multipli. Quel progetto si chiamava Jumper, e sulla carta aveva tutti gli ingredienti per diventare la risposta perfetta a Star Wars. Nella realtà, divenne uno dei casi più emblematici di hubris cinematografica del decennio.

Jumper era basato sull’omonimo romanzo del 1992 di Steven Gould, un’opera di fantascienza young adult con un concept irresistibile: David Rice, un adolescente vittima di abusi, scopre a 15 anni di possedere il potere del teletrasporto. Può “saltare” istantaneamente in qualsiasi luogo del mondo, una capacità che utilizza inizialmente per motivi tutt’altro che nobili. Ma la sua esistenza attira l’attenzione dei Paladini, un ordine semi-religioso che considera i Jumper un’aberrazione da eliminare. Per Christensen, reduce dal ruolo di Billy Quinn in Factory Girl, questo personaggio doveva sembrare una sorta di ritorno a casa sci-fi: un giovane con poteri straordinari, scelte moralmente ambigue e un destino segnato dal conflitto.

Jumper - Senza confini
Jumper – Senza confini, fonte: 20th Century Fox

La 20th Century Fox non vedeva in Jumper semplicemente un film autonomo. Lo studio puntava a costruire un nuovo pilastro del proprio catalogo franchise, approfittando del boom del mercato young adult che stava esplodendo a metà anni 2000. Al momento dell’uscita cinematografica, erano già stati pubblicati sequel letterari del romanzo originale e un tie-in narrativo creato appositamente per il film. Altre opere avrebbero seguito, espandendo l’universo di David Rice e persino introducendo sua figlia. Una trilogia cinematografica era stata pianificata fin dall’inizio, con Fox che aveva già tracciato una roadmap per gli sviluppi futuri della saga.

Il regista Doug Liman, reduce dal successo della serie Bourne, era stato scelto per dare al progetto un’identità visiva dinamica e credibilità action. Il cast riuniva talenti di primo livello: oltre a Christensen, c’erano Samuel L. Jackson nei panni dell’antagonista Roland Cox, Jamie Bell come Griffin (un altro Jumper dal passato oscuro), Rachel Bilson come interesse romantico di David, e persino Michael Rooker in un ruolo secondario. Con un budget di 85 milioni di dollari e un’uscita strategica a febbraio 2008, Jumper sembrava destinato a replicare il modello di successo inaugurato da franchise come X-Men o Spider-Man.

I numeri al botteghino raccontano una storia ambivalente. Jumper incassò complessivamente 225 milioni di dollari in tutto il mondo, una cifra tutt’altro che disprezzabile considerando l’investimento iniziale. Tuttavia, la critica fu spietata. Il film si fermò a un devastante 15 percento su Rotten Tomatoes, uno dei punteggi più bassi tra i blockbuster di quell’anno. Le recensioni puntavano il dito contro una trama frammentaria, un ritmo confuso e, soprattutto, la performance di Christensen, definita “legnosa” e priva di carisma. L’attore divenne il bersaglio prediletto di chi aveva già iniziato a demolire i Prequel di Star Wars e vedeva in lui una facile preda.

A distanza di quasi vent’anni, la reputazione di Jumper merita una rivalutazione. Il film è tutt’altro che un capolavoro, ma la sua accoglienza critica appare oggi esageratamente severa. Si tratta di un’opera di fantascienza sorprendentemente inventiva, con sequenze action coreografate con intelligenza e un concept visivo che anticipa molte soluzioni narrative successive. La performance di Christensen, lungi dall’essere “legnosa”, contiene sfumature sottili che non gli furono mai riconosciute, schiacciate dal pregiudizio nei confronti della sua interpretazione di Anakin Skywalker.

Il vero peccato di Jumper non fu essere un cattivo film, ma essere troppo ambizioso al momento sbagliato, con le priorità sbagliate. Voleva essere il primo capitolo di una saga epica, ma finì per essere una storia incompiuta che lasciò gli spettatori con più domande che risposte. Per Hayden Christensen, rappresentò l’ennesimo tentativo di costruirsi un’identità al di fuori di Star Wars, e l’ennesimo capitolo di una carriera segnata dalla sfortuna e dal giudizio implacabile.

Tags:
Homestead
Sci-Fi & Fantasy

Los Angeles viene distrutta da una bomba nucleare: questo thriller trasforma Yellowstone in un incubo post-apocalittico

di Andrea Palazzolo

Il film neo-western post-apocalittico con Neal McDonough che fonde sopravvivenza e frontiera. Scopri trama, cast e perché vederlo.

Lili Reinhart e Tom Bateman in The Love Hypothesis - Il teorema dell'amore (2026)
Sci-Fi & Fantasy

The Love Hypothesis era una fanfiction su Rey e Kylo Ren di Star Wars, ma c’è una coincidenza ancora più assurda

di Stella Delmattino

Prima di diventare un bestseller e poi un film Prime Video con Lili Reinhart, la storia di Ali Hazelwood si chiamava Head Over Feet ed era una Reylo fanfiction

rebel moon film cast
Sci-Fi & Fantasy

Rebel Moon 3 è sempre più lontano: Zack Snyder aspetta che i primi film «diventino un po’ più popolari»

di Stella Delmattino

Il regista non chiude definitivamente la porta al terzo capitolo della saga Netflix, ma ammette che servirebbe una riscoperta dei primi due film e delle Director's Cut prima di poter pensare seriamente di continuare

Will Smith in After Earth
Sci-Fi & Fantasy

Will Smith spese 130 milioni per lanciare suo figlio in questo sci-fi: diventò uno dei flop più famosi degli anni 2010

di Andrea Palazzolo

Perché il film di Shyamalan con Will Smith merita una rivalutazione dopo 13 anni dalle critiche e dalla sua uscita.