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Voto: 5/10 Titolo originale: The Get Out , uscita: 18-06-2026. Regista: Derrick Borte.

La vendetta perfetta – Bear Country, recensione: Russell Crowe tiene a galla una crime comedy troppo confusa

25/08/2026 recensione film di Marco Tedesco

Derrick Borte ritrova Russell Crowe dopo Il giorno sbagliato, ma il mix di noir, commedia e thriller non trova mai davvero il tono giusto

La vendetta perfetta - Bear Country film Russell Crowe

La vendetta perfetta – Bear Country parte da un’idea abbastanza semplice da poter funzionare molto bene: prendere un uomo che ha passato anni a convivere con il crimine, metterlo nel momento esatto in cui vorrebbe finalmente uscirne e circondarlo di persone molto meno lucide di lui. Il problema è che Derrick Borte costruisce attorno a questa premessa una crime comedy che continua a cambiare tono senza mai trovare un equilibrio davvero convincente.

Russell Crowe interpreta Manco Kapac, immigrato albanese diventato proprietario di un nightclub di successo a Los Angeles. Dietro la facciata rispettabile, però, il locale serve anche per riciclare denaro per un cartello. Manco non è un gangster affamato di potere né un Tony Montana fuori tempo massimo: è piuttosto un uomo stanco, pragmatico e sorprendentemente ragionevole, che dopo un problema cardiaco decide di rallentare, vendere il locale e ritirarsi insieme alla compagna Sunny, interpretata da Teresa Palmer.

È proprio questa impostazione a rendere Crowe la parte migliore del film. Manco non vuole diventare più violento, vuole semplicemente smettere. Quando viene rapinato durante una consegna di denaro, copre personalmente la perdita pur di evitare problemi con il cartello. Quando i dipendenti si agitano, cerca di calmarli. Quando la situazione degenera, continua a comportarsi come l’unico adulto presente nella stanza.

La rapina è opera di Jeff, interpretato da Aaron Paul, un professore di community college coinvolto suo malgrado in una serie di ricatti. Costretto da un poliziotto corrotto a derubare Manco, Jeff finisce poi sotto pressione anche da parte di Carrie, una cassiera di banca interpretata da Nina Dobrev, che scopre l’origine sospetta del denaro e decide di inserirsi nel gioco.

Da questo momento il film moltiplica personaggi, equivoci e deviazioni: un acquirente eccentrico interpretato da Luke Evans, criminali sempre più nervosi, ricatti incrociati, aspiranti rapinatori e persone che sembrano comportarsi come se avessero imparato il crimine guardando vecchi film.

the get out film 2026 croweÈ qui che emerge l’ambizione più interessante di La vendetta perfetta – Bear Country. Borte prova a costruire un noir comico popolato da individui che imitano inconsapevolmente gli archetipi del cinema criminale, ma che nella realtà sono molto meno competenti dei personaggi che vorrebbero interpretare.

Il riferimento ideale sarebbe il mondo di Elmore Leonard, dove criminali, dilettanti e opportunisti finiscono continuamente per ostacolarsi a vicenda. Il problema è che qui i diversi registri raramente si amalgamano. La commedia diventa spesso troppo caricata, mentre le parti più violente e serie sembrano appartenere a un altro film.

Se La vendetta perfetta – Bear Country rimane guardabile è soprattutto grazie a Crowe. L’attore utilizza bene quella combinazione di presenza fisica, ironia e minaccia trattenuta che aveva già mostrato in The Nice Guys, ma qui la ribalta: Manco sembra un uomo pericoloso, e proprio per questo è divertente scoprire che è anche il personaggio più sensato dell’intera storia.

Il film funziona meglio quando gli permette di restare al centro. Il suo tentativo di cambiare vita, il rapporto con Sunny e la crescente esasperazione davanti all’incompetenza degli altri possiedono una leggerezza che il resto dell’intreccio fatica a mantenere.

Anche il cast di contorno dispone di momenti riusciti. Nina Dobrev affronta con energia una Carrie completamente ossessionata dall’immaginario criminale cinematografico, mentre Luke Evans interpreta deliberatamente sopra le righe il potenziale acquirente del nightclub. Aaron Paul, invece, sceglie un registro molto più serio e tormentato, creando uno degli squilibri più evidenti del film: alcuni personaggi sembrano vivere in una farsa, altri in un thriller cupo.

Borte aveva già diretto Crowe in Il giorno sbagliato, thriller molto più semplice ma anche più compatto nel modo in cui costruiva tensione e aggressività. Qui prova qualcosa di più complesso: fondere crime movie, neo-noir, commedia nera e racconto sulla seconda possibilità.

L’idea non è sbagliata. Anzi, l’aspetto più curioso è proprio il contrasto tra un genere normalmente costruito sull’escalation della violenza e un protagonista che cerca continuamente di evitarla. Ma il film non riesce a trasformare questa contraddizione in un’identità precisa.

Il ritmo rimane troppo rilassato quando servirebbe tensione e troppo affollato quando dovrebbe lasciare spazio alla commedia. Anche visivamente manca una personalità capace di tenere insieme il materiale: la Los Angeles del film, in realtà ricostruita in Australia, rimane uno sfondo generico, mentre le sequenze d’azione difficilmente producono vera suspense.

La vendetta perfetta – Bear Country finisce così per essere più interessante nelle intenzioni che nei risultati. Possiede un protagonista insolito, un cast notevole e qualche buona intuizione sul modo in cui il cinema criminale costruisce i propri stereotipi, ma non trova mai il ritmo o il tono necessari per trasformare questi elementi in qualcosa di davvero memorabile.

Russell Crowe, però, sembra divertirsi parecchio. E quando il film smette di inseguire troppe direzioni contemporaneamente e lascia semplicemente spazio alla sua presenza, anche lo spettatore riesce finalmente a fare lo stesso.

Nei cinema dal 26 agosto.

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